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Arrow: Recensione dell’episodio 2.16 – Suicide Squad

Un episodio interamente ‘Digglecentrico’ quello che Arrow ci regala questa settimana. E’ davvero interessante scoprire il passato dei nostri personaggi – benché questi siano quasi sempre legati alla storia dell’isola su cui Oliver ha passato gli ultimi cinque anni. Per una volta è Diggle ad essere al centro della storia, attraverso un flashback che ci introduce la sua ex-moglie e le circostanze in cui l’ha conosciuta. Sono sinceramente perplessa dalla personalità di Amanda, che sembra una sorta di agente segreto e capo del B613 tutto in uno. Che dire? Ennesimo personaggio dalla personalità disturbata che fa capolino a Starling City: e dove sarebbe la novità?

arrow216_4Per poter imprigionare nuovamente un terrorista arrestato anni prima, Diggle viene contattato dalla sua ex moglie – che appunto lavora per Amanda, la quale lo informa che non solo lavoreranno insieme (come ai vecchi tempi, yeah!) ma avranno come supporto una squadra niente male che, tra altri spietati assassini e ricercati, include Deadshot, colui che ha ucciso il fratello di Diggle stesso. Al di là della missione in sé, che poteva avere o no quei risvolti tipici della trama d’azione, quello che ho realmente apprezzato è stato il confronto tra questi due personaggi. Da un lato Diggle, costretto a lavorare con l’uomo che gli ha ucciso il fratello e dall’altro Deadshot che, per uno con un curriculum come il suo, si è comportato più che bene. Inoltre non dico che i due diventino quasi amici, l’esatto opposto semmai, ma credo che una sorta di rispetto si instauri tra i due, come una collaborazione a distanza con sopportazione reciproca.

arrow216_3Focale è poi il film mentale che Oliver mette in scena. Fortemente provato dalla minaccia ‘Slade Wilson’ tenta di allontanare tutto e tutti, in primis Sara, per avere una speranza di salvare le persone che ama dalla furia vendicativa del suo precedente compagno d’armi. Spesso gli uomini con tanti muscoli scarseggiano in intelligenza. Con Oliver pensavo questo problema si fosse aggirato ma, quando si tratta di sentimenti, anche Hulk è il solito bambinone. Come Sara gli fa ragionevolmente notare, solo perché improvvisamente Oliver decide di vivere da eremita non vuol certo dire che Wilson non sappia chi siano le persone a lui care. Solo perché non spende un giorno con Thea, non passa la notte con Sara o non si allena con Diggle non vuol certo dire che Wilson li escluderà dalla sua lista. Una logica che non fa una piega, come quella che (qui l’intelligenza non gli manca, al giovane Queen) lo porta a proteggere le persone a lui care: Roy a sorvegliare Thea, Sara niente perché sa difendersi da sola e Felicity sorvegliata da Diggle. Quanto è tenera lei quando porta il caffè al povero Diggle, in appostamento sotto casa sua: già che c’era poteva invitarlo a salire e preparargli dei muffin!

arrow216_4Infine, anche se relegarlo alla fine mi sembra riduttivo, c’è l’incontro tra Oliver e Amanda. Ormai i personaggi che conoscono Oliver Queen (e, meglio ancora, sono sulla sua lista nera) non stanno più sulle dita di una mano. Dopo la Bratva pensavamo di aver esaurito la conoscenza della rete di contatti di Queen e, invece, pare che anche l’intelligence sia alla sua portata. Non riusciamo a scoprire molto, come del resto c’era da aspettarselo, ma ci domandiamo ora diverse piccole cose: cosa ha portato Amanda sul sentiero di Oliver? Perché Amanda era sulla lista nera di Oliver, anche se attualmente è stata sorpassata in classifica da Slade: questo vuol dire che era in pole position? Dunque deve aver fatto qualcosa di realmente grave per meritare un simile onore, non credete? D’accordo, ma cosa in particolare? Non lo sappiamo ma, di certo, non vediamo l’ora di scoprirlo.

Avrete notato che non ho fatto i salti di gioia per questo episodio – il ritardo nel recensirlo è dovuto principalmente a questo e vi chiedo umilmente scusa – ma ho più di una ragione a sostegno della mia tesi e, prima di lanciarmi dietro i pomodori, vorrei esporvela. Ormai era abitudine seguire gli episodi con le tipiche, mirate scene: Oliver che combatte il crimine, Laurel che si ubriaca, Oliver che flirta con Felicity, Diggle che fa l’amicone di Felicity e la consola, flashback, flackbash, arrivo di un nuovo personaggio e boom finale! Non dico che questo schema mi sia mancato ma, nel vederne carenza in questo episodio, mi ha fatto comprendere che le basi su cui poggia la storia sono solidissime ma, al tempo stesso, relativamente fragili. Con questo non voglio certo condannare la puntata, bellissima in molti aspetti, ma semplicemente ‘diversa’ in un modo che, lo confesso, non ho apprezzato al 100%.

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