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Arrow: Recensione dell’episodio 2.15 – The Promise

Un episodio di Arrow insolito, ma un episodio in questo momento necessario. La rivelazione a Oliver della presenza di Slade a Starling City e soprattutto del fatto che sia vivo, rendeva necessario chiudere una storyline dell’isola e portarla al livello successivo. Non potevamo certo iniziare a vedere gli sguardi di ghiaccio tra Ollie e Slade nel presente e continuare a non sapere come fosse nato il loro scontro nel passato o peggio continuare a vederli in pochi flashback ancora collaborativi. Da qui l’esigenza di fare il salto e dedicare uno screentime all’isola così ampio come non c’era mai stato in questa seconda stagione.

The PromiseQuasi tutto l’episodio è dedicato al passato con l’intromissione, a mo’ di sospensione scenica, di alcuni brevi intervalli del presente con la minaccia del novello DeathStroke che si aggira con fare falsamente pacato per casa Queen, tra sorella e madre che non sanno a che pericolo vanno incontro. A mio parere, comunque, nonostante le preoccupazioni del Team Arrow, che si fa vivo nel finale, sulle possibili conseguenze immediate dell’incontro, Slade è andato a casa di Oliver più per far scena, fargli venire un coccolone e fargli annusare la paura (e per mettere in ogni angolo delle microtelecametre di cui si accorgerebbe anche un ipovedente), non di sicuro per fare una strage lì su due piedi. Diciamo che se l’è giocata per mettere in piedi uno spettacolo che vuole far durare un po’, per cui l’intervento del Team, The Promiseanche se molto bello da vedere perché la squadra mi piace proprio quando si muove coordinata, è stato un po’ superfluo. Slade durerà, suppongo, almeno fino a fine stagione.

Ma a fine stagione non manca tantissimo, una manciata di episodi, per cui ora, ritengo, ne vedremo delle belle in un crescendo di tensione, botte e personaggi che spuntano o rispuntano da ogni dove.

Tornando alla parte isola, che ha dominato la narrazione di questa puntata, se, come dicevo sopra, ci dovevano spiegare la nascita di questa inimicizia profonda, non ci hanno stupito più di tanto: penso fosse abbastanza palese a tutti che Slade avrebbe scoperto il modo in cui Shado era morta e che avrebbe incolpato Oliver, legandosi questo colossale fazzoletto al dito, e le cose sono scivolate via senza colpo ferire in questa direzione; la cosa più interessante è sicuramente la miriade di porte che si sono aperte con lo sviluppo di questa storia: Slade ha preso il controllo della nave e ora ha un suo piccolo esercito, The PromiseOliver è prigioniero e Ivo ancora vivo, Sara è sull’isola con parecchi sopravvissuti alle segrete del cargo, di cui alcuni sappiamo che scamperanno all’isola. Partendo da questi punti possiamo immaginarci, sia per il finale di questa stagione, che presumo per buona parte della terza, una storia maggiormente corale nei flashback con due fazioni che si affrontano, oltre a diversi punti interrogativi che si aprono, tra cui, ad esempio, il motivo per cui alcuni come il russo e la stessa Sara se ne andranno dall’isola mentre Oliver no, o cosa ne sarà di Slade e della nave (e di Ivo). Molte domande e molta carne da buttare sul fuoco.

Giusto perché di carne ne abbiamo “poca”, il prossimo episodio si intitola Suicide Squad e la cosa non può che mettere i brividi.

arrow 215fCi attende un gran finale, signori; allacciamo le cinture di sicurezza perché ci sarà da ballare.

Nota a margine – scena cult: capisco le esigenze di sceneggiatura, ma vedere Oliver e Sara che per distruggere la Mirakuru, anziché bruciare le siringhe, bruciano una cassa in metallo, m’ha fatto morire.

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