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Arrow: Recensione dell’episodio 2.14 – Time Of Death

“I più forti di tutti i guerrieri sono questi due,

tempo e pazienza.”

 Eh già, Tolstoj c’aveva visto giusto già duecento anni fa: la pazienza per queste tre settimane d’attesa ci sono state ripagate alla grande. Dopo la genialata trash della relazione tra Sarah e la figlia di Ra’s al Gul –storyline che ci ha rubato solo un episodio- (sia lodato il Signore) sembra che i produttori abbiano ritrovato la retta via. Premuto il tasto “pause” sui filoni conduttori più importanti di tutta la serie (come il training di Roy che ora è sotto l’effetto della mirakuru, la ricerca di quest’ultima, le infide e ambigue attività notturne di Sebastian Blood) l’episodio si concentra sul tentativo da parte del team-Oliver di preservare, ancora una volta, l’integrità di Starling City dalle turpi intenzioni del cattivo di turno che decide di abbandonare l’anonimato e darsi da fare.

3000-x-1997-11L’inizio dell’episodio è già ricco di movimento: i primi cinque minuti li abbiamo infatti spesi nel tentativo di capire chi c’è dietro all’irruzione alla Kord agency e a… trattenere la bava per le splendide scene d’azione. Se c’è una cosa su cui non si può battere ciglio, infatti, è proprio questa: oltre ad essere coinvolgenti e a tenerci sospesi a mezz’aria, i combattimenti, grazie anche ad un lavoro sonoro post-acting fantastico, sono talmente realistici che, a volte, ci si chiede se gli attori facciano sul serio a pugni. L’irruzione alla Kord, comunque, riesce anche se non priva di intoppi: gli uomini assodati per la rapina di un congegno che, un po’ più avanti scopriremo essere un passe-partout, per salvarsi la pelle sono costretti ad uccidere una guardia e, quasi come se vigesse la legge del contrappasso, per questo motivo vengono uccisi dall’uomo che li aveva assodati. A proposito del quale, anche se la scelta dell’attore Robert Knepper sembrerebbe ovvia e scontata, sembra essere nato per il ruolo del cattivo: ve lo ricordate nei panni del pluriomicida “T-Bag” in “Prison Break” e dell’anti-eroe Samuel Sallivan in “Heroes”? Mi permetto di dire che se il livello qualitativo di questa 2×14 si è innalzato un po’, è forse e soprattutto grazie alla sua interpretazione! 3000-x-1997-14Comunque abbandoniamo la drammaticità criminale in direzione di un altro tipo di dramma: il ritorno di Sarah. Oliver, che ha già vissuto due anni prima l’esperienza di essere tornato dal mondo dei morti, decide che potrebbe essere provvidenziale una festa di bentornato per Sarah, ovviamente organizzata nella splendida tenuta dei Queen. Per quanto Nanda Parbat abbia cambiato Sarah, non le ha però impedito di avere una storia con il ragazzo di sua sorella… ancora una volta! Eh sì, infatti Oliver e Sarah sembrano avere una bellissima intesa amorosa tanto quanto quella lavorativa dei loro corrispondenti alter-ego, cosa che suscita gelosia in Felicity, la quale inizia a nutrire il desiderio di assomigliare sempre di più a Black Canary nei suoi modi di fare e d’agire iniziando a dare pugni qua e là al sacco da boxe (lo sappiamo che in realtà volevi darli direttamente in faccia a Sarah!). Alla fine, però, sarà la vecchia goffa impacciata nerd Felicity, con i suoi trucchetti informatici, che risolutivamente porrà fine al malefico dominio del cattivo William Tockman, beccandosi la sua prima cicatrice da proiettile.

Nel frattempo sembra essere risolutiva anche la cena che Laurel decide di organizzare a casa sua per riunire la famiglia. Sarah, però, spaventata dall’idea di incontrare Laurel (che ricordiamo bene essere stata poco entusiasta del suo ritorno dopo sei anni e di averla accusata di essere la causa di tutto ciò di negativo successole nella sua vita… mizzica, che bentornato!) decide di testa sua di aggiungere un posto a tavola, e magari non l’avesse fatto! Tra i miliardi di persone che poteva portarsi dietro, decide di avere come “plus one” la più nociva di tutte, Oliver. E nonostante la serata inizi nel migliore dei modi, spizzicando pizza e scherzando sulle incapacità del tenente Lance di cucinare il pollo, 3000-x-1997-16all’improvviso si sviluppa una catastrofe a catena: la moglie del tenente dice di aver un nuovo compagno, e uno scambio languido tra Sarah e Oliver (ma dico, non te lo potevi risparmiare?! Cagna! Ci vuole.) smaschera la loro relazione agli occhi di Laurel che, ovviamente, fa una delle sparate come il suo solito, si alza da tavola e se ne va da casa sua, volenterosa di alzare ancora una volta il gomito. 10+ per la scena che segue, forse una delle più profonde ed introspettive di questa seconda serie: il confronto tra Oliver e Laurel. Oliver, che fino a dieci minuti prima, nel segreto del nostro cuore (ammettetelo!) lo consideravamo come un donnaiolo senza cuore che, per la seconda volta, inizia una relazione con la sorella della sua ex alle sue spalle, con una splendida arringa che, caspita, non fa una piega! nonostante non sia assolutamente sua abitudine aprirsi agli altri, in special modo a Laurel, vomita letteralmente tutti i suoi sentimenti e si discolpa passando dalla parte del torto, magicamente, alla parte della ragione, discorso che poi, verso la fine dell’episodio, spingerà Laurel ad una riconciliazione con Sarah.

In questo episodio gli autori ci danno persino il privilegio di scoprire la natura del rapporto tra Sarah e Sin: si scopre essere la figlia del pilota che perse la vita sull’isola dopo che il suo aereo fu attaccato per impedire la fuga dei nostri tre profughi. Ma questo non sembra essere l’unico legante tra il passato ed il presente: infatti gli sceneggiatori ci riservano per ultima la chicca più chicca di tutte: finalmente, dopo quattordici episodi, Oliver scopre che Slade è ancora vivo… ora sì che ce ne saranno delle belle con Oliver, Sarah e Slade di nuovo insieme!

arrow-time-of-death-cw-7PERSONAGGIO DELL’EPISODIO: Per tutta la vita, Felicity. E’ impressionante come un personaggio inventato di sana pianta dagli sceneggiatori (ricordiamo che Felicity non ha un corrispondente nel DC universe) abbia acquisito nel corso di questa stagione e mezza un’importanza sempre più rilevante. Da assistente di Walter si scopre essere una compagna fidata, un’amica presente e un’insostituibile e decisiva aiutante. A nessuno ricorda la sfacciata e insistente Chloe Sullivan (anche lei inventata di sana pianta) in Smallville? Sembra che non si possa fare proprio a meno di una nerd biondina tuttofare! E’ una macchietta capace di momenti di assurda ilarità sarcastica, proprio quello che ci vuole per spezzare l’aria pesante dei drammi che affliggono Oliver & co. Team Felicity!

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