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Arrow: recensione dell’episodio 2.12 – Tremors

Prima di tutto due avvertimenti:

1. La mia memoria fa schifo. Arrow ha la tendenza a gettare sassolini qua e là apparentemente a caso per poi farci inciampare più tardi e, per quanto la tecnica sia molto apprezzabile, io ho serie difficoltà nel riuscire a distinguere chi sia chi, perché come e quando.
2. Non sono un’esperta del fumetto. Ogni vago riferimento a fatti luoghi e persone mirati a far uscire di testa tutti i fan… con me cade nell’ombra.

Detto questo ho fatto del mio meglio per cercare di capirci qualcosa e riorganizzare un po’ le idee in mezzo a questa corsa in cui Arrow si è lanciato a capofitto e che ogni tanto mi lascia un po’ stordita. E’ vero, l’ho già detto in passato, a volte vorrei che alcune cose venissero affrontate con più calma, ma dall’altro lato lo sviluppo e le motivazioni dei personaggi restano piuttosto solidi attraverso tutti gli episodi e questo mi fa stare tranquilla. Insomma, succede di tutto ma i nostri personaggi proseguono per il loro percorso.

Certo, c’è questo piccolo particolare di Moira candidata a sindaco che può lasciare un po’ perplessi anche i più fiduciosi quanto a ragionevolezza di trame. E’ inutile che Walter ci stordisca con dati e statistiche. Difficile convincerci che una, da quasi condannata a morte per aver sterminato mezza città, possa diventare sindaco; okay che la politica è una brutta bestia e l’effetto sorpresa ha un suo valore, ma insomma! Quello che mi ha fatto ancora più sorridere è che Thea sia stato l’elemento determinante in questa decisione. Cuore di mamma! Decisamente non la persona più obiettiva di questo mondo.

Ma in fondo sono felice che Moira abbia qualcosa da fare oltre ad essere pentita e contrita. A questo punto vorrei capire come intendono risolvere il problema dell’ostetrico; nei toni non sembrava si stesse suggerendo di pagargli una vacanza ai Caraibi. Tanto lo sappiamo che nel giro di qualche Arrow_212-03episodio la verità salterà fuori comunque, possibilmente assieme a Malcom Merlyn.

E parlando di Malcom Merlyn… cosa diavolo è successo alla sua casa?! A vederla da fuori sembra sia stata abbandonata da circa 50 anni, mentre dentro è tutto perfetto, con le macchine ancora in garage in attesa che Senior torni a guidarle. Però il particolare della foto di Tommy, anche se assolutamente random, l’ho apprezzato. E’ un richiamo; un richiamo a quanto la morte di Tommy abbia influenzato gli avvenimenti che stiamo osservando e quanto abbia cambiato il modo di pensare di Oliver. Il nostro povero protagonista ha sempre più oggetti da tenere in bilico mentre continua a sparar frecce di qua e di là come una mitraglia umana. Non solo non è lontanamente più vicino a scoprire chi abbia il Mirakuru, ma deve vedersela con Roy e i suoi problemi di irritabilità (senza contare il suo legame con Thea), con i suoi sensi di colpa per quanto successo a Slade e pure con una Laurel votata all’autodistruzione. Il fatto che faccia del suo meglio prendendo anche delle belle cantonate, ce lo rende solo più vicino e non è un caso che sia proprio la macchina dei terremoti a fare la sua ricomparsa in questo episodio… della serie: “Provaci ancora Ollie!”.

Finalmente, dopo averci a lungo girato attorno, affrontiamo di petto la questione Roy e il suo ingresso ufficiale nella squadra. Prima Oliver prova con il sempre vincente approccio “togli la cera, metti la cera” ma siccome non è un grande maestro zen e neppure uno jedi nano, fallisce miseramente. L’unica cosa che Roy ha voglia di fare è spappolare roba con i suoi super pugni ed è una fortuna che nell’universo di Arrow i crani della gente siano più duri del cemento armato, altrimenti i cadaveri si starebbero velocemente impilando uno sull’altro. I dubbi del sempre Arrow_212-02pedante e puntuale Diggle (ormai il suo vero ruolo nella squadra) sono più che legittimi, così come la voglia di Oliver di non arrendersi. Ultimamente non ne ha combinate molte di giuste ed è un sollievo che per una volta la ciambella esca col buco. Per riuscire deve agire d’istinto, proprio come aveva fatto con Tommy rivelando la sua identità. Quella volta i risultati erano stati catastrofici, ma in questo caso la rivelazione ha un effetto barbiturico su Roy che, forse impressionato dalla sua tontaggine (va bene il cappuccio e la maschera… ma come fai a non riconoscerlo in piena luce?!), si ammansisce come un agnellino e concede la sua totale fiducia al nostro eroe. La città è salva e gli arcobaleni d’amore rischiarano il cielo buio di Staling City.

Per il resto ci tocca sempre Laurel, con una delle scene più tristemente imbarazzanti di tutta la sua storia. La sua ubriachezza al bar è totalmente patetica (recitazione compresa) ed è assolutamente perfetta. Tutti,  per una volta, la guardano più con fastidio che con tenerezza ed è chiaro che Oliver sia anche un po’ stufo di doversi occupare pure di lei quando ha tanto altro da fare. Non dico questo perché gioisco della situazione di Laurel (che palle!) ma perché ho trovato la rappresentazione della situazione davvero ben fatta. Imbarazzante pure per me che la guardavo. Almeno la sua avventura fa risplendere Quentin come padre, che se anche non brilla per tatto con l’imboscata degli alcolisti anonimi, fa comunque intenerire il cuore e Blackthorne è sempre bravissimo. L’arrivo finale di Sarah è contrastato. Da una parte sono felicissima di rivederla ma dall’altra parte mi sembra assurdo che Oliver la metta in pericolo per salvare quella stordita di Laurel. Spero solo che non ci lasci le penne per colpa della sorella. Sarebbe la goccia che fa traboccare il vaso.

Arrow_212-04I flashback sull’isola recuperano un po’ di buona tensione e rimandano la resa dei conti finale tra Slade e Oliver e tanto per non smentirsi mai, gli autori gettano un nuovo sassolino in cui probabilmente inciamperemo molto più avanti. Io ovviamente lei l’avevo totalmente rimossa, ma la donna che visita la prigione a fine episodio altri non è che Amanda Waller agente A.R.G.U.S. Già era stata introdotta nell’episodio Diggle centrico in Russia e probabilmente è anche la donna che aveva assoldato Fyers e che avevamo solo intravisto (stesse scarpe). Non chiedetemi di cosa sto parlando perché non lo so, ho solo fatto i compiti leggendo in giro. In questo episodio sembra determinata a mettere insieme una squadra di super cattivi che sicuramente a qualcuno dirà molto ma che a me dice solo che in futuro ci saranno grossi guai per i nostri.

Ma la squadra si è ampliata e i pugni di Roy non sono certo noccioline. Resta da vedere come gli autori gestiranno le trame ora che team Arrow (ma solo Felicity può chiamarlo così!) è cresciuto ulteriormente e le pedine in gioco continuano a moltiplicarsi.

Per ora la corsa resta divertente ed esaltante, quindi non c’è motivo di lamentarsi e poi tornano pure gli allenamenti con un upgrade: intero discorso mentre Oliver risaliva la rastrelliera stacca braccia. Ammirazione incondizionata!!

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