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Arrow: recensione dell’episodio 2.10 – Blast Radius

Torna decisamente sottotono la serie tutta azione della CW.

Torna decisamente sottotono la serie tutta azione della CW, che ci aveva abituato, prima di Natale, ad un ritmo davvero supersostenuto, il caso di dirlo, dato anche il contenuto di sorprese, twist, colpi di scena e la vagonata di citazioni fumettistiche che hanno tanto fatto sbavare i nerd di mezzo mondo. Si vede che le feste appesantiscono, probabilmente anche Arrow ha mangiato un panettone di troppo. Sarà questo il motivo per cui questo decimo episodio è così scarico? Ma analizziamo il tutto.

arrow-210-02Dopo le mille e più rivelazioni e colpi di scena, ci ritroviamo a Starling City con Oliver che insegue un criminale qualsiasi nell’intento di scovare chi sia il “cattivo con la maschera da teschio“. Noi sappiamo che è Blood già da molte puntate, per cui la cosa non tiene affatto lo spettatore sulle spine. Laurel cerca informazioni su Blood, dato che ci sta uscendo. Arriva a scoprire che il simpaticone ha fatto rinchiudere la madre in un ospedale psichiatrico facendo credere fosse la zia pazza, perché lo ha visto uccidere suo marito, ovvero il proprio padre. Noi sappiamo che Blood è cattivo già da molte puntate, per cui la cosa non tiene affatto lo spettatore sulle spine. Alla fine dell’episodio vediamo come Arrow/Oliver crede in Blood e nel fatto che possa essere il buon futuro della città. Noi sappiamo che Blood è cattivo già da molte puntate, per cui la cosa non tiene affatto lo spettatore sulle spine. Dite che ripetere tre volte la stessa frase non funziona in una recensione? Ecco. Pensate allora se funziona come escamotage per la narrazione di una serie televisiva.

La risposta ovviamente è “no”. L’episodio infatti ruota per buona parte sul meccanismo dell’equivoco e del doppio gioco di Blood. Punta tutto su lui, sulla polizia/Laurel che stanno stringendo il cerchio intorno a lui e le sue talpe, su Oliver che lo supporta, Arrow che gli dà fiducia… ma penso che gli autori debbano essersi sbagliati. Il protagonista della serie non è Blood e la serie non è Dexter.

arrow-210-03Anche il “caso della settimana” è decisamente sotto tono rispetto al solito. Un mitomane che decide di vendicarsi con la città mettendo bombe. Un terrorista isolato… blah blah… solite cose. Niente emozione. Niente di niente. Tra l’altro è Mark Scheffer, soprannominato Shrapnel, altro cattivo tratto dai fumetti DC ma che non ha niente a che vedere con la controparte televisiva. Sulla carta Shrapnel è un superumano composto da una lega metallica organica intelligente che può esplodere e staccarsi restando sotto il controllo di Mark. Nella serie è solo un terrorista bravo con gli esplosivi. Quindi insomma… va bene che Arrow è un po’ la versione “realistica dark” della Freccia Verde dei fumetti… ma così forse si esagera… e magari si bruciano delle opportunità… Da un altro punto di vista è una cosa assolutamente perdonabile. Nessuno ha detto che fosse obbligatorio tirar dentro mezzo universo DC e anche il semplice fatto che i villain vengano citati anche solo alla lontanissima, potrebbe comunque essere una cosa da apprezzare molto. Però… non emoziona.

Niente. Nella puntata non c’è niente. Nemmeno i pettorali, per la gioia delle ragazze e dei ragazzi che ne traggono giovamento. Questa puntata di Arrow non decolla proprio. E a poco serve lo scontro/litigata con Felicity (noi vogliamo Flash, ma sappiamo già che non lo avremo in Arrow). O i flashback, meno interessanti di sempre (ma adesso è dura in effetti… ormai abbiamo capito dove andavano a parare, temo che l’isola abbia esaurito la sua funzione). E poi c’è Katie Cassidy. Cosa le è successo? No, sul serio… sta male? Ha perso peso per far vedere che il personaggio è tossicomane oppure è l’attrice che è caduta in anoressia? Sono onestamente preoccupato. Non ho nemmeno guardato alla cattiva recitazione, tanto il mio pensiero andava ai suoi eventuali problemi ogni secondo in cui era su schermo.

arrow-210-04Insomma, spero di sbagliarmi, ma questo episodio è stato una specie di doccia fredda. Mi ha fatto pensare “Oddio, si sono giocati tutte le citazioni possibili e adesso non sanno più che fare”. Davvero, ripeto, spero di sbagliarmi. Perché Arrow era un fumettone tv ottimamente confezionato ma soprattutto ben scritto. Lo era, davvero. Non era una vergogna poter dire “hey, mi piace Arrow!”. A parte questo episodio. Via, un po’ di palestra e si torna in forma! Dai dai dai!

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