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Arrow: Recensione dell’episodio 2.05 – League of Assassins

Il peso dei segreti

Se mi trovo a recensire Arrow due volte di fila è perché evidentemente ho vinto alla lotteria. E ci sta anche bene visto che questo episodio è strettamente legato a quello precedente e chiude, fortunatamente solo per ora, l’arco narrativo di Black Canary.

Prima di tutto un cosa ovvia, Sara Lance/Black Canary spacca. Tutti concordi? Bene. Vogliamo parlare di come mulina quell’asta e molla calci rotanti? Nulla da invidiare al nostro Freccia. I combattimenti sono impressionanti: agili e dinamici. Non che la serie ci abbia mai deluso su questo fronte, ma c’è sempre una certa soddisfazione nel vedere una donna che credibilmente mena come un fabbro. E poi c’è da notare la facilità in cui Caity Lotz e il suo personaggio si sono calati nelle vicende. E’ stata con noi solo per un paio di episodi eppure si muove sulla scena e interagisce con tutti come se fosse qui da mesi. In parte lo dobbiamo alla bravura dell’attrice e al modo in cui gli League Of Assassinssceneggiatori l’hanno caratterizzata, ma quella sensazione di famigliarità così netta deriva da altro, dal fatto che in verità la conosciamo perfettamente. E non perché di Sara se n’è sempre parlato, ma perché lei e Oliver sono identici. Pur non sapendo precisamente quello che le è successo e cosa stia passando, lo comprendiamo perfettamente perché lei è l’equivalente di Oliver al ritorno dall’isola. Questo permette agli sceneggiatori di passare a pieni voti senza doversi impegnare più di tanto. Quei dialoghi stucchevolmente espositivi che ci saremmo dovuti altrimenti sorbire come presentazione del personaggio, vengono accantonati in favore di cenni e poche parole che rievocano tutti i demoni che abbiamo imparato a conoscere così bene nella passata stagione.

In più Sara Lance, pur essendo un personaggio profondamente tragico, lo è in modo pacato, mai stucchevole. C’è bisogno che vi dica con chi è in stridente contrasto? No, non nominiamola ancora.

Questo gioco di specchi ha anche un altro effetto positivo opposto e cioè quello di mettere in risalto quanto sia cresciuto e maturato Oliver in tutto questo tempo. Lo mostra a noi e al protagonista stesso, spingendolo, a fine episodio, a rivelare a Diggle la verità su quei 5 anni perduti che aveva gelosamente custodito. Interessante anche lo sguardo esterno che ci offre sul team Arrow che una volta di più ci fa apprezzare l’affiatamento che si è creato tra Oliver, Felicity e DiggleArrow_205-03.

Mi piace moltissimo la quieta e triste comprensione che vi è tra Oliver e Sara. Non c’è mai scontro diretto e nonostante la presenza di contrasti, questi non sono mai urlati; forse anche perché quella strada l’avevamo già percorsa con la Huntress con risultati abbastanza irritanti. Pur non vedendosi da così tanto tempo hanno una comprensione reciproca quasi completa e una sorta di saggezza condivisa nata da un periodo di profonde sofferenze. Sottolineato ancora di più da tutta la spensierata imbecillità espressa da entrambi nel flashback sulla barca (agh, l’ignobile parrucca è ancora tra noi!).

Lo stesso Oliver brilla di una certa malinconica serenità e consapevolezza in tutto l’episodio: quando si confronta con Sara sulla possibilità di rivelarsi alla sua famiglia, quando cerca di ragionare con sua madre (mostrando di essere particolarmente sveglio) e quando ha a che fare con Laurel e i suoi problemi.

Lo svelarsi di Sara a Quentin arriva un po’ a sorpresa, anche se ormai abbiamo imparato che ad Arrow non piace troppo menare il can per l’aia, ma è gestito nel modo giusto. Un applauso bello grosso va a Paul Blackthorne per la sua interpretazione grandiosa. Lo sapevamo che era bravo ma qui è perfetto nel comunicare tutta la gioia e il dolore di un padre che ritrova la figlia che credeva morta. Altra sorpresa è la sua sorprendente prontezza nel comprendere la situazione. Tutti particolarmente svegli in questo episodio.

In mezzo a tanta emotività, lo show non perde l’occasione per inserire nuovi personaggi, l’inquietantissimo dottor Ivo, e di spargere accenni che avranno fatto sobbalzare tutti i fan del fumetto. Chi sarà mai il child of  Ra’s al ghul che attende il ritorno di Sara?
La figura di Anthony Ivo (è da fumetto? Io non ne ho idea) promette possibilità interessanti. Chiaramente interessato a trafficare con la chimica e probabilmente con la genetica (per salvare la razza umana), spArrow_205-02alanca portoni ai super poteri che dovrebbero essere prossimi ad entrare nella serie con il personaggio di Flash.

Black Canary esce così di scena (ma per quanto?) senza averci poi aiutato a svelare molti misteri ma aggiungendone di nuovi. Ma è un’uscita solo a metà visto che tanto c’è da raccontare nei flashback. Io ne sono molto contenta perché, come avrete capito, la adoro!

La scena finale tra Diggle, Oliver ed un bicchiere di vodka, oltre ad essere molto bella, serve a traghettarci verso il prossimo episodio che, a quanto visto nei promo, ci porterà in Russia. Un cambio di scena ci sta bene e anche un allentarsi della tensione emotiva che è stata altissima in questi episodi.

Ancora una volta  sono contenta di dire che Arrow procede sicuro per la sua strada.

Momenti WTF:

* Il bruttissimo e fintissimo canarino! Posatosi per abbeverarsi con l’acqua di mare?!
* La foto della Queen’s Gambit sul tavolino dell’ingresso. Per quale macabro motivo?!
* La citazione dal film di Batman Begins “mind your surroundings”!! AH!
* Malcom Merlyn era un mebro della Lega degli assassini!!!
* Sara ha conosciuto anche Shado

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