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Arrow: recensione dell’episodio 2.03 – Broken Dolls

Se la Marvel è la regina del cinema, la DC comanda sul piccolo schermo. La storia dei tv show ci consegna un Batman, quattro Superman, Flash, Wonder Woman e adesso, Arrow. Degno successore della lunga linea, questo fumettone tv tutto pettorali e azione dark ha sotto il cofano un bel motore e, soprattutto, comincia a giocarsi carte molto gustose. Ras’Al Ghul? Ok baby, hai la mia attenzione.

arrow-203-08Ovviamente al centro dell’episodio ci sono i muscoli di Oliver. Inutile nasconderlo, tanto è quello che attira la metà del pubblico femminile (così come quello maschile è attratto dagli occhioni delle tre donne in scena). Tuttavia questa seconda stagione sta proponendo una narrazione solida, nonostante le classiche ingenuità (come diavolo fa Lance ad arrivare a un metro di distanza da Arrow, con la luce che vediamo, e non accorgersi che si tratta di Oliver?). Ci sono delle succose novità in questa puntata. Alcune sono le sottotrame dell’episodio. Altre sono invece degli accenni, che avranno però un gran peso nello sviluppo della narrazione orizzontale.

arrow-203-06Partirei proprio da uno di questi ultimi. Come dicevo, verso fine episodio, la misteriosa vigilante mascherata viene avvicinata da uno sgherro che lei sembra riconoscere, che comanda alla ragazza di recarsi da Ras’Al Ghul. Lei non ci sta e fa fuori il povero ninja. Per chi non lo sapesse, Ras’Al Ghul è uno dei supercattivi del mondo DC, uno dei top dei top. Si tratta dell’ennesima reinterpretazione di materiale DC all’interno della serie. Ras’Al infatti è una nemesi di Batman. Appare contro di lui, a contatto con lui, con una complicazione extra: Talia, sua figlia, di cui Batman si innamora, ricambiato. Ecco quindi che vedere una sexy vigilante girare per i Glades e poi essere richiamata proprio dal suddetto cattivone… beh… comincia a fare intuire dove potrebbero andare a parare gli autori. Direi che è abbastanza scontato che la dark lady sia Talia.

Ma passiamo al cuore di “Broken Dolls”. Dopo aver risolto in fretta e furia il bel cliffhanger dell’episodio scorso, la puntata ci presenta un “caso della settimana”. Dopo la caduta dei Glades, parte della prigione con i peggiori criminali della città è rimasta danneggiata, permettendo a  molti di scappare. Siamo di fronte all’incipit di un procedurale? Forse. Non penso. Vedremo. Intanto Arrow ne approfitta per mettere nella ricetta l’ingrediente “halloween” a cui nessuno può sottrarsi. Quindi ecco per l’occasione un serial killer che cattura belle ragazze e le riempie di polimero per renderle come bambole di porcellana. Creepy. Ma solo fino a un certo punto, perché il caso viene trattato con una certa velocità.

arrow-203-07Tuttavia la vera novità dell’episodio la troviamo in Lance, che fa una giravolta e si ritrova, non solo a non essere contro Freccia, ma addirittura ad andare “in missione” insieme a lui. Questo ovviamente lo mette nei guai, ma ormai la strada sembra segnata. In un’ellisse perfetta, Lance e Laurel si ritrovano a dover fare i conti con la loro sete di vendetta, che è solo una maschera per il senso di colpa. Per la figlia Sara, per Tommy. Padre e figlia che si scontrano e incontrano, che si trovano faccia a faccia con la morte e l’orrore e ne emergono insieme grazie ad Arrow. Peccato che Katie Cassidy sia più bella che brava e smorza un po’ l’effetto drammatico dei momenti di confronto tra i due. Paul Blackthorne ci prova a tenersi a livello, ma è dura. La Cassidy è proprio insapore. Peccato.

Tanta azione, uomini aitanti, donne bellissime, una storia intrigante che lascia tanti interrogativi allo spettatore (cosa sarà davvero successo ad Oliver sulla nave dove è stato catturato? Cosa nasconde ancora la madre di Oliver e Thea?), un bel ritmo, una buona realizzazione. Questo fumettone televisivo continua imperterrito e grazie all’introduzione di Ras’Al Ghul e alle voci sulla prossima presenza di Flash, pare proprio che stia per diventare il nuovo contenitore della DC comics, per contrastare il potere Marvel su un media diverso dal fumetto vero e proprio. Staremo a vedere. Di sicuro Arrow non è un banale prodottino fatto in fretta e furia, ma possiede una propria dignità al punto da elevarlo (anche se non troppo) dal semplice rango di “100% guilty pleasure”.

2.03 - Broken Dolls

Divertente

Valutazione Globale

User Rating: 4.38 ( 3 votes)

Alessandro

Pianoforte a 9 anni, canto a 14, danza a 16 anni. Poi recitazione. Poi la scuola professionale di Regia Cinematografica. Poi l'Accademia di teatro di prosa. Anche grafica, comunicazione, eventi di spettacolo. Ma qui soprattutto un amore sconfinato per le serie tv americane e inglesi, con la loro capacità di essere le vere depositarie moderne della scrittura teatrale antica anglosassone.

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