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Arrow: Recensione dell’episodio 1.16 – Dead to rights

Arrow sta ingranando sempre di più e si inizia a buttare a rotta di collo verso la conclusione della sua prima stagione. In questo episodio succede di tutto, ma veramente tanta roba, che a un certo punto mi sono chiesto se non era meglio sparpagliarla un po’ in altre puntate in modo da renderle più affascinanti, ma, tant’è, qui l’impianto regge bene e sono riusciti ad abbinare azione e tensione come s’era visto in poche altre occasioni finora.

Arrow 116cLa serie sta anche sempre più infittendo la sua “mitologia” e non solo per il lento dispiegarsi degli avvenimenti sull’isola, dove Slade Wilson svolge la supplenza di Arrow nel “pettorali moment” e ci fa anche capire chi ha insegnato al nostro Ollie gli allenamenti a petto nudo, ma anche e soprattutto a Starling City, dove oltre all’arcinemico padre di Tommy, iniziamo a vedere più spesso China White e in questo episodio rispunta addirittura Deadshot. Questa parte di narrazione è fondamentale per un prodotto di genere fumettistico che necessariamente deve essere complesso e corale per bilanciare la sospensione di incredulità che giocoforza richiede, dove per corale si intende lo sviluppo di personaggi che interagiscono non solo episodicamente e per motivi contingenti, ma perché ci viene data una ragione e ognuno di questi personaggi non è solo una piatta immagine bidimensionale ma ha una propria storia.

Arrow 116eL’episodio di questa settimana prende il via dal twist di Dodger, in cui Moira si accordava con la triade per fare fuori Malcom e fermare (almeno credo) il suo piano, di cui ancora non sappiamo molto. Anche Malcom stesso inizia ad essere sempre più definito: il dolore per la perdita della moglie l’ha portato nel lato oscuro, ma il suo desiderio, pur nella sua visione che presumo risulterà distorta e malata, è quello di cambiare la città ormai violenta e corrotta, ma con le cattive. Rimane un personaggio negativo ma ha più spessore, e in questo episodio è al centro di alcune situazioni paradossali se non ironiche, Arrow che è il suo grande nemico gli salva la vita, non sapendo chi ha davanti, se non che è il padre di Tommy, e così rovina il piano di sua madre. Tommy avrebbe di li a qualche secondo scoperto l’identità mascherata di suo padre, ma invece, gioco delle coincidenze scopre quella di Olly. Moira è incaricata da Malcom di scoprire il traditore (se stessa, insomma) dopo che il suo piano per salvare la sua famiglia è naufragato per colpa del figlio.

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Parlando di naufraghi invece, sull’isola succede poco, pettorali esclusi, ma ci vengono date alcune informazioni sparse tra una radio che funziona e un lanciamissili installato; dopo le recenti scorpacciate di isola è stato anche giusto riportare il focus a Starling City per un buon bilanciamento.

Un altro punto a favore dell’evoluzione che sta prendendo lo show, è sicuramente il maggior uso di personaggi molto più interessanti di Thea e Laurel (la prima non si vede fortunatamente, la seconda è solo di decorazione con vestiti improbabili) come Felicity, che inizia ad essere molto più fondamentale di Diggle, o anche come la nuova fiamma di Oliver, McKenna, sia perché la trovo molto più convincente sullo schermo di lagnaLaurel, sia perché la sua relazione sul filo del rasoio professionale-sentimentale con Oliver-Arrow è molto più interessante.

Arrow 116aE poi si chiude l’episodio con questi millemila twist e cliffhanger: Tommy scopre Oliver e non la piglia molto bene, rispunta la madre di Laurel che le dice che la sorella potrebbe essere viva (non che sia una grossa sorpresa, siamo in CW e la gente che cade dalle barche non annega mai), Malcom vuole la sua vendetta, Diggle che vuole la testa di Deadshot, missili in arrivo… insomma, pronti per la prossima nuova avventura.

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