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Arrow: Recensione dell’episodio 1.15 – Dodger

Non so se c’è un vero perchè, ma questo episodio mi è parso meno scassone di altri. Intendiamoci, sembrava sempre un episodio scritto e diretto per un pubblico di età media tra i 2 e i 12 anni, ma aveva una sua solidità che molte altre volte è mancata ad Arrow.

Mi sarò semplicemente sentita rassicurata dal ritorno di uno dei punti fondamentali di questo telefilm, e cioè della classica sequenza di allenamento e pettorali? No, non è stato questo. La vera risposta è Felicity Smoak. Già avevo apprezzato tantissimo la maggiore presenza del suo personaggio in The Odyssey, ma questo episodio mi ha confermato che la scelta degli sceneggiatori è stata decisamente vincente.

Prima di tutto Felicity non è Laurel e neppure McKenna (e grazie al cielo non Thea!). E cioè si discosta da quel tipo di donne dure e pure di cui una certa quantità di telefilm è popolata e che io aborro profondamente. Forti, belle, idealiste, decise, appassionate, sexy, tanto noiosamente perfette quanto lagne e perchè no, capaci pure di menare le mani quando necessario. Basta, ve ne prego! Non voglio sostenere che Felicity sia un personaggio nuovo e originale. E’ la classica secchiona esperta di computer, un po’ impacciata ma in questo caso pure stragnocca (quanto era terribilmente carina all’asta?). Però evidentemente Emily Rickards fa un buon lavoro con il suo personaggio aggiungendo delle apprezzabili sfumature; o forse è proprio un personaggio come il suo quello che ci voleva per sparigliare le carte della nostra squadra di scapoloni giustizieri della notte. Ora poi che Felicity ha anche conquistato un certo numero di battute si è liberata pure dalla goffaggine esagerata che le avevamo appiccicato nei primi episodi. Rimane buffa al punto giusto.
E’ l’equivalente femminile di Diggle, visto i suoi dubbi sui metodi di Freccia ad inizio episodio, ma più genuina e giusto un attimo meno pedante. Insieme i tre formano una squadra così improbabile che funziona. Uno che li avesse beccati insieme a bere frullati alla tavola calda forse un paio di domande se le sarebbe fatte. I dialoghi sembrano sempre quelli di bambini dell’asilo ma per una volta, al posto di farmi scuotere la testa mi hanno fatto sorridere. Erano dei ragazzini che parlavano di cotte. E un po’ ci sta perchè tutti e tre sono strambi a sufficienza da essere giustificati.

A questo punto affrontiamo la parte dei maschietti alla ricerca dell’amore così ce la leviamo dai piedi. Diggle ci stupisce Arrow_115-02con effetti speciali invitando finalmente a cena Carly e in contemporanea (tanto che per qualche istante ho temuto una terribile uscita a quattro) Oliver, scoprendo un’improvvisa passione nascosta, invita a cena McKenna. In una splendida simmetria che fa ridere i polli, tutti e due vengono piantati in asso, schifati dalle loro belle. Diggle se ne esce parlando del morto massacrando tutta la poesia, Oliver invece commette l’errore di non esternare tutti i suoi drammi personali tra antipasto e primo e ottiene lo stesso risultato. Perchè lui, più tardi, senta le necessità di scusarsi per una cosa simile resta misterioso ai più. Fatto sta però che a fine episodio tutti e due ci mettono una pezza mettendo a nudo profondità oceaniche d’animo tipo: “l’amore è più difficile della guerra”. E io in verità mi scoccio perchè sembra che sta McKenna si ripresenterà con tutti gli elementi di una storia già vista. Ma staremo a vedere.

Il big bad di questa settimana è il Dodger (Gaiussss!) e l’attore James Callis, scelto per impersonarlo, ha ancora una volta abbastanza presenza scenica da risultare credibile anche nel piccolo ruolo a cui viene relegato. Il Dodger non è nè più nè meno un bravo ladro che non disdegna qualche ammazzatina e gira con un taser a forma di bacchetta magica. Non c’è da pretendere grande raffinatezza di sceneggiatura in questi casi e i furti elaboratissimi e intelligentissimi del Dodger fanno semplicemente sorridere i polli. Così come il piano dei nostri è una splendida assurdità. Un gioello milionario viene scelto come esca e i nostri sembrano concentrati sulla missione, ma al super ladro basta infilare una mano nella bacheca e se non fosse per Felicity nessuno neanche si accorgerebbe del furto. Niente allarme?? Non un lucchettino? Una serraturina? Splendido! Questo però permette al cattivo di mettere un collarino esplosivo a Felicity per creare un po’ di suspense e crea il pretesto di un bell’inseguimento in moto. E quando il Dodger è preso e la fanciulla è stata salvata a noi resta un dubbio: a che serve l’arco quando basta una faretra a mitraglia nascosta nella manica? E il completo elegante con il casco da motociclista non sarebbe un travestimento tanto più fico rispetto al capuccio e alla vernice sugli occhi?

I flashback sull’isola procedono da dove li avevamo lasciati e scopriamo che in 6 mesi con il cinese Oliver ha almeno imparato a fare una tisana miracolosa. Rimaniamo un po’ perplessi sulla storia del tizio (in gita?!) che appare legato come un salame proprio nella magica caverna delle meraviglie. Anche Oliver sembra confuso e la sua decisione finale è più o meno condivisibile. Anche se magari qualcosa di tagliente glielo si poteva lasciare con l’augurio di aiutarsi da solo. L’uomo rappresentava poi una così grande minaccia? Avremo ancora sue notizie? Altrettanto perplessi mi lasciano i maneggiamenti di Moira che ora ci viene presentata quasi come una santa che per caso si è ritrovata con le persone sbagliate e che proprio solo ora se n’è accorta. Solo mi pare che mettersi con la mafia cinese possa non essere la mossa più intelligente. Almeno sono curiosa di vedere come reagirà Merlin senior.

Arrow_115-03Purtroppo ho tenuto il peggio per la fine. Quanto vi fa soffrire vedere Laurel e Thea che girano insieme a braccetto in un turbine di noia al quadrato!? Tutta la faccenda del ladruncolo e della tanto decantata affinità criminale tra i due giovincelli mi fa solo temere il peggio. Colton Haynes lo avevo già intravisto in Teen Wolf e purtroppo devo notare che le sue abilità recitative non si sono di molto evolute. Sospetto che il personaggio possa avere una certa rilevanza per chi conosce il fumetto originale ma io non ne so nulla quindi aspetto di vedere come si evolverà la vicenda. Spero solo non in un classico teen drama slegato dalla trama principale.

Insomma, come ho detto all’inizio, trovo che l’episodio funzioni particolarmente bene, che abbia un suo ritmo e che gli elementi siano ben amalgamati, comprese le solite ingenuità. Magari se gli sceneggiatori non provassero ogni volta a spiegare a parole i sentimenti legati ad ogni singola situazione, lasciandoli più spesso intuiti, il tutto ci guadagnerebbe.

Arrow resta un bel giocattolone divertente che spero continuerà a migliorarsi un pochino alla volta.

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