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Arrow: Recensione dell’episodio 1.11 – Trust but verify

Eccomi finalmente a recensire anche io un episodio di Pettorali, anche conosciuto come Arrow.

Guardare Arrow è come tenere a bada il proprio cervello nutrendolo di patatine fritte intinte nella Nutella. Una volta che si è anestetizzato il nostro organo pensante con l’unto e una dose di zucchero massiccia, si può ottenere una visione spensierata e divertita.

Prima di tutto leviamoci i pettorali dalle scatole. La dose prescritta dal dottore c’è, anche se in verità questa volta ci viene offerta una variante al tema. Così io posso studiare di nuovo la cicatrice a forma di pizza che ha sulla schiena. Quale sarà la sua origine? E quella mezza luna di denti che ha sul fianco. Squali? Anaconda gigante? Su questo mi interrogo distraendomi. E intanto gli sceneggiatori ancora una volta si ostinano a far parlare i nostri due eroi, correndo il rischio che gli spettatori, distratti da visioni celestiali o soffocati dalle risate, si perdano tutto il succo del discorso. C’è da dire che almeno si assicurano che il contenuto sia sempre più o meno inutile.

In vero l’episodio questa volta si apre con un nuovo flashback sull’isola dove Oliver, rubati i vestiti al morto, si aggira alla ricerca di un salamino alla griglia nella foresta. Non mi è chiaro perché si infili proprio nella tana del lupo ma lo fa. E con il suo perfetto travestimento, sicuro di poter fare fessi tutti, sembra essere deciso a farsi condurre dal suo amico cinese per liberarlo. Già un cuore di panna fin da naufrago.

Ai giorni nostri i cattivi da battere sono una banda di malviventi, ex-soldati, armati di lancia granate e intenti a svaligiare ogni furgone blindato (??) che si aggiri per la città. La storia è più vecchia di tutti i nostri bisnonni sommati insieme ma il tocco di originalità (?) sta nel fatto che Ted Gaynor, un vecchio amico di Diggle, potrebbe o non potrebbe essere proprio il capo della banda. Tra i nostri alleati di giustizia scoppia subito la tensione. Il nome di Ted è proprio lì annotato sul mitico libricino sdrucito (per l’occasione questa volta è scritto in rosso) ma Diggle è pronto a giurare su tutto quello che ha di più caro che il suo capitano sia uno stinco di santo. Per una volta quella cavolo di lista deve essere sbagliata. Questa situazione in effetti suscita una domanda legittima. Gli sceneggiatori ci tengono sempre a mostrarci diligentemente che il nomi sulla lista appartengono ai più infimi malviventi in libertà e Arrow, in un modo o nell’altro li coglie sempre sul fatto. Ma Oliver sarebbe disposto ad infilzare gente a caso solo perché il nome compare sulla lista? La risposta e sì ma la spiegazione rimane misteriosa.

Per capire come stanno veramente le cose Diggle si fa assumere nella società di security di Gaynor, sicuro di poter Arrow_111-02tornare a casa da Ollie con un bel “te l’avevo detto”.  Ma il suo buon cuore è destinato ad essere spezzato nel giro di poche ore. Dopo qualche scaramuccia a base di mitragliatori contro frecce e granate che vengono miticamente parate con coperchi di bidoni delle immondizie, Diggle indaga per due secondi e riesce a scoprire che il marcio è annidato anche tra le medaglie al valore del suo amico. Ted ovviamente non ha troppa voglia di menar il can per l’aia e siccome è infarcito di discorsi più o meno banali sulle capacità frustrate dei soldati non più al fronte, spiattella tutto.
Siccome levarsi dalle balle Diggle sarebbe fin troppo facile al posto di ucciderlo lo costringe ad aiutarlo nell’ultimo furto rapendo Carly per ricattarlo. Ma non aveva più senso levarlo dalle balle e continuare così come avevano fatto prima? Okay, forse erano a corto d’uomini… ma quale particolare dote era richiesta per sparare un lacrimogeno da 2 metri di distanza? Ovviamente il nostro Freccia arriva in tempo per punire i cattivi, liberare gli oppressi e consolare gli amici.
La pace tra i nostri è fatta. Oliver concede di essere non del tutto equilibrato nella sua missione di giustizia e quindi è ben felice di avere un amico tutto prediche e buoni sentimenti tra i piedi. A Diggle fa pure spuntare il nome dalla lista. La scena è così toccante che ad un tratto temo che si abbraccino e si mettano a piangere insieme.

Sull’isola invece, Oliver finisce proprio a stretto contatto con il capo dei cattivi che, apparentemente ignaro, lo conduce alle gabbie dei prigionieri. Il nostro eroe ha ben poco tempo per bearsi del suo piano ben riuscito perché improvvisamente viene smascherato tra le risate di tutti. Ma non c’è limite al peggio: in un colpo di scena non del tutto chiaro sotto il passamontagna di uno dei soldati si nasconde proprio il maestro di vendetta cinese! Quali possono essere le implicazioni di un colpo di scena simile? In verità gli sceneggiatori in questo episodio ci dicono che nei 5 anni passati sull’isola Oliver abbia fatto ben altro che mantenersi in vita tirando frecce ai conigli. E che anzi, per un certo periodo neanche ci sia stato sull’isola. Vedremo come si giocheranno questa carta e se la risoluzione sarà sensata. Il cinese era d’accordo fino all’inizio con i cattivi? E se sì, a quale scopo?
Io trovo che lo spazio dedicato a questi flashback sia un po’ risicato. Non mi spiacerebbe vedergli dedicato più spazio magari sottraendone a tutte le altre storyline più o meno irrilevanti.

Parlando appunto di questo… ci tocca sorbirci la dovuta dose di Laurel e Tommy che escono a cena niente popò di meno che con Merlyn senior, apparentemente intenzionato a mettere un po’ di colla sui rapporti deteriorati con suo figlio. Tutto fila più o meno liscio e ci viene anche rivelato qualche dettaglio sulla scomparsa della madre di Tommy, uccisa quando lui era ancora piccolo, se non fosse che sul finale di serata, il dolce paparino dalla freccia facile estrae un documento da far firmare a suo figlio. Gli serve giusto una firmetta per far smantellare la clinica per i diseredati aperta da sua madre.
Arrow_111-03La mossa non è del tutto chiara. Non vorranno darci a bere che papà Merlyn sperasse di sistemare la cosa ingozzando suo figlio di sushi? C’è dietro del losco o davvero la sua è solo una lezione di vita per indurire il cuore di suo figlio? In entrambi i casi la mossa pare un po’ bizzarra e non del tutto sottile. Anche se me la godo un sacco nel vedere Laurel messa a tacere a fine pasto.

Nel vasto regno dell’inutilità, Thea si mette in testa che sua madre stia facendo le corna non solo al suo morto padre ma anche allo svanito Walter… e niente popò di meno che con il padre di Tommy! Lo dice a Oliver il quale ovviamente non ci crede neanche per due secondi. Il nostro, da bravo figlio, corre dalla mamma a spiattellare tutto e lei fa finta di cadere dal pero. Oliver ci sarà cascato o avrà intravisto qualcosa di losco?
La verità è che con tutto il loro comunicare i due fratelli sembrano sempre un po’ lesi. La sorella dice di aver visto i due insieme ma Oliver manco si preoccupa di sapere cosa stessero facendo… stavano in ufficio? Si infrattavano in un buio corridoio? Si rotolavano tra le lenzuola? La cosa non sembra essere affatto rilevante. Forse tutti quanti, noi compresi, si sono rotti di sentire le paturnie di Thea e fanno solo finta di ascoltarla. Se non fosse che sta povera ragazza ha amiche che non fanno altro che regalarle droga e che Merlyn senior decide che la cosa meno losca da fare sia imbucarsi alla sua festa di compleanno e farsi pescare (di nuovo!!) a palpeggiare in modo ambiguo Moira.
Siccome in Arrow 2+2 fa sempre 4, Thea si impasticca e tutta allegra si mette al volante della sua nuova macchina per poi schiantarsi fuori strada 2 secondi dopo.
Io mi limito ad applaudire quando in ospedale qualcuno decide di prendere provvedimenti e di arrestarla.

Arrow resta divertente ma scontato come una ciabatta vecchia. Quello che maggiormente mi irrita è che tutto accada in modo più o meno insensato solo per far procedere la trama in una certa direzione. Che ci faceva Merlyn senior imbucato alla festa se non per farsi sgamare da Thea? Cosa le han regalato la macchina a fare a sta fessa se non per farla schiantare 2 secondi dopo? Gli sceneggiatori aprono la bibbia dei classici supereroistici e scelgono una regola a caso e la svolgono diligentemente all’interno di un singolo episodio. E’ un compitino portato a termine ma ogni tanto una manciata di imprevedibilità non ci starebbe male.

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