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Cinema

Aquaman: è molto meglio in fondo al mar – la recensione del cinecomic DC – Warner con Jason Momoa

Aquaman - la recensione
IMDb

Titolo: Aquaman

Genere: cinecomic

Anno: 2019

Durata: 2h 23m

Regia: James Wan

Sceneggiatura: David Leslie Johnson – McCormick, Will Beal, James Wan

Cast principale: Jason Momoa, Amber Heard, Patrick Wilson, Willem Dafoe, Dolph Lundgren, Yahia Abdul – Mateen II, Nicole Kidman, Temuera Morrison. Graham McTavish

Si entra in sala canticchiando inconsciamente in fondo al mar come ne La Sirenetta perché, si, dai, è là che si sta andando, in fondo al mar appunto. Solo che a parte i capelli rossi, qui la sirenetta è una principessa guerriera, i granchi non cantano, i pesci non suonano (a parte una piovra gigante con i bonghi) e non si sta poi tanto in un bel vivere. E soprattutto Aquaman parlerà pure con i pesci, ma se a Jason Momoa non viene proprio di prenderlo in giro per questo.

Aquaman - la recensione

Aquaman recensione del film

In fondo al mar

Su una cosa però la canzoncina Disney aveva ragione: tutto è bagnato, è molto meglio in fondo al mar. Perché è questa la verità innegabile che gli occhi esultanti gridano dopo aver assistito a quello spettacolo fantasmagorico che è Aquaman. Più che la storia o i personaggi, quello che davvero rimane impresso di questo nuovo capitolo del DC Extended Universe (DCEU) è proprio il comparto visivo.

Mai gli abissi sono stati, infatti, così spettacolari. Un trionfo di luci al neon, colori fluo, fantasia al potere. Un universo acquatico popolato da armature hi – tech e riti arcaici, guerrieri fieri e principesse combattenti, fratelli in lotta e genitori separati a forza, città sommerse e basi tecnologiche. Un mondo bagnato dove nuotano squali bardati da armature, tartarughe marine corazzate, mostri paurosi, granchi giganti, paguri umanoidi, sirene e tritoni sui generis. E dove le piovre dettano il ritmo e i cavallucci marini sono più grossi di draghi impetuosi.

Sebbene la CGI non sia sempre perfetta, Aquaman mette in scena una tale fantasmagoria di invenzioni e colori che il film potrebbe essere descritto a pieno da un solo lodevole aggettivo: spettacolare.

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Aquaman - la recensione

Aquaman recensione del film

Semplicità ed equilibrio

Aquaman arriva nelle sale dopo che il suo protagonista era già apparso in Justice League. Situazione speculare a quella di Wonder Woman la cui prima apparizione in Batman v Superman precedette il film con protagonista Gal Gadot. Un parallelismo che non si ferma qui dal momento che, come era stato per la principessa delle Amazzoni, anche per il re di Atlantide questo film si presenta come una sorta di making of. Lo spettatore sa già che esiste un Aquaman, ma ancora non conosce la storia dietro i muscoli e il carattere del personaggio di Jason Momoa.

Da questo punto di vista, Aquaman è un film di servizio che ha un compito ben delineato e lo svolge diligentemente senza deviare da un percorso già scritto. Il risultato è una sceneggiatura lineare che tratteggia una trama tanto semplice e lineare che nessuno degli snodi cruciali o dei momenti clou arriva inatteso. Una scrittura che potrebbe essere accusata di banalità e peccare di originalità. Critiche che, per quanto non erronee, sarebbero pur tuttavia sbagliate dal  momento che finirebbero fuori tema. Dimenticando cosa è Aquaman: un blockbuster.

Ed ad un blockbuster non si può e non si deve chiedere altro che azione e divertimento. Proprio ciò che questo film dispensa con munifica generosità mettendo la trama stessa al servizio dello scopo primario. Perciò, conta poco che sia già vista rivista la storia che porta Arthur Curry da essere il bambino timido che parla con i pesci (scena incredibilmente efficace e per nulla comica) a diventare prima l’eroe mediatico con cui farsi i selfie ed infine il re che tutti attendevano. Quello che davvero importa è che Aquaman la racconti in un modo così veloce e adrenalinico che diventa impossibile annoiarsi solo perché la si è già sentita.

Perché è il biglietto che volentieri si paga per salire su un ottovolante dove azione incessante, pose cool, battute sceme, espressioni badass si mischiano in maniera equilibrata per fornire un blockbuster perfetto.

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Aquaman - la recensione

Aquaman recensione del film

Trovare la strada giusta

Il travolgente successo al botteghino di Aquaman è interessante non solo per le casse della DC – Warner. Gli incassi planetari e le critiche generalmente positive sono, infatti, un segnale importante anche ai fini degli sviluppi successivi del DCEU. Dopo gli esordi troppo cupi di Batman v Superman, gli eccessi kitsch di Suicide Squad, lo squilibrio tra toni dark e momenti comedy in Justice League, una possibile inversione di rotta era stata già segnata da Wonder Woman.

Aquaman conferma che quella era la via giusta da percorrere. Non inseguire la Marvel in una sterile rincorsa. E nemmeno adottare un approccio alla Nolan che può funzionare solo se si è Nolan stesso o se la natura dell’eroe lo richiede. Andare piuttosto sul sicuro dando al pubblico ciò che vuole. E quindi scegliendo con attenzione anche il cast per rendere credibile i personaggi che si vuole portare sullo schermo. Così come Gal Gadot era la perfetta Diana, Jason Momoa è ideale per dare corpo ad un Aquaman che è fatto di muscoli, strafottenza e non prendersi mai sul serio. Funzionano bene anche Amber Heard nel ruolo di Mera e Nicole Kidman come Atlanna perché hanno il giusto mix di fascino e carisma. Altrettanto può dirsi di Patrick Wilson efficace nel ruolo di un re wannabe come Orm, mentre più sacrificato dalla sceneggiatura è il Black Manta di Yahia Abul – Mateen II. Meno a suo agio appare Willem Dafoe come Vulko, mentre di Dolph Lundgren si ricordano infine solo i capelli posticci che fluttuano costantemente in acqua.

Aquaman non è un film per la critica esigente o per gli amanti del cinema. Ma è un film per chi ama il cinema inteso come spettacolo e divertimento. Ed in questo è perfetto.

Aquaman - la recensione
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
3.8

Giudizio complessivo

Non un film per cinefili ma un blockbuster spettacolare e coinvolgente

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