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Cinema

Any Day Now: il film con Alan Cumming e Garret Dillahunt presentato al Torino GLBT Film Festival 2013

C’era una volta una sceneggiatura nel cassetto, come un sogno quasi irrealizzabile.
Sì, perché ”Any day now” viene scritto nei lontani anni ’70 e oggi si aggiudica applausi a scena aperta nell’ambito del Torino GLBT Film Festival 2013, dove è stato accolto con il botto dopo essere approdato in una decina di ulteriori festival fra cui il prestigioso Tribeca.
”Any day now” è anche una storia vera, e questo lo rende ancora più vicino alle problematiche sulle quali pone un focus molto particolare, senza ricorrere a pietismi di sorta ma decidendo di fotografare la realtà nella maniera più naturale possibile, anche visivamente, con la scelta registica della macchina a spalla che riprende quello che in ambito seriale definiremmo un dramedy, in perfetta armonia stilistica fra ironia e sentimento.
Any Day Now”Any day now” racconta la storia di una coppia omosessuale che si batte per la custodia di un ragazzino down di quattordici anni (un sorprendente Isaac Leyya), figlio di una madre sostanzialmente incapace di dargli le cure di cui necessita (la talentuosa Jamie Anne Allman che abbiamo conosciuto in The Killing).
Il ruolo principale è affidato a quel mostro di bravura che è Alan Cumming (The Good Wife), che interpreta in maniera più che convincente un uomo che fa la drag queen per poi conoscere l’amore della sua vita (Garret Dillahunt, Alphas, Rasing Hope), un avvocato alle prese con il proprio coming out proprio attraverso la relazione nascente, che avrà a sua volta un ruolo di rilievo nella lotta giuridica per l’affidamento del ragazzo.
Travis Fine (presidente di Giuria del Festival, oltre che regista del film) mette in scena una sorta di denuncia sociale a ritroso che sottolinea, scandalosamente ma senza retorica alcuna, le limitazioni riservate alle coppie omosessuali in materia di genitorialità già da quegli anni, e ancora più sdegnosamente racconta la tremenda attualità di tali ostacoli, ad oggi ancora presenti in molte realtà politiche e sociali.
Come ben previsto per film a tematica o comunque contenenti questioni che non si ha alcun interesse a diffondere, ”Any day now” ha visto una distribuzione limitatissima, e lo scopo dell’articolo in questione è anche e soprattutto quello di porre l’attenzione su un’opera che va assolutamente recuperata, un modo come un altro per fare in modo che il pensiero critico circa certe problematiche sia sempre vigile.

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