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Antonio Banderas parla di The 33 e di Terrence Malick

The 33

Il sito americano Comingsoon.net ha recentemente intervistato Antonio Banderas, l’attore ha raccontato del suo nuovo film The 33, svelandone i retroscena e ha parlato del regista Terrence Malick che l’ha diretto nel prossimo drama Knight of Cups.

The 33 racconta la storia dei 33 minatori cileni rimasti intrappolati per 69 gironi sottoterra ad oltre 200 piani sotto la superfice, sopportando temperature vicine ai quaranta gradi. L’attore spagnolo interpreta Super Mario Sepulveda, uno dei minatori che ha pubblicato alcuni video che testimoniavano che erano ancora vivi. Il film è stato sviluppato in collaborazione con gli stessi minatori protagonisti della vicenda nella vita reale, le loro famiglie e i soccorritori che gli hanno salvato la vita.

The 33“Abbiamo interagito molto con il Super Mario vero, siamo diventati amici” ha affermato Banderas, “è un po’ matto, ma in senso positivo. Sono ragazzi tosti, molto forti…Andare così tanti metri sottoterra è come andare nello spazio, ci sono tante cose che succedono lì che ti influenzano sia fisicamente che mentalmente”. Ci sono elementi di quell’esperienza che un film non può raccontare, come lo stare nell’assoluta oscurità per così tanto tempo, o l’odore o il calore o la stanchezza, “Molti di questi aspetti sono molto difficili da tradurre sullo schermo e anche molte cose che sono successe là sotto non si possono raccontare perché Mario stesso ci ha chiesto la massima riservatezza…però ti posso raccontare che una volta hanno giocato a calcio con un calzino come palla! È assurdo, questi ragazzi non avevano l’energia per sopravvivere eppure hanno fatto una partita di calcio!”

“Mario mi ha raccontato che la fame che ha provato non è possibile da rappresentare, non è un qualcosa di fisico, ma di mentale, che ti fa andare fuori di testa. Erano tutti fuori di senno dopo i primi 20 giorni, avevano visioni. Ci sono molte cose a livello psicologico che sono successe ma che sono impossibili da esprimere in un film di un’ora e mezza” ha proseguito l’attore.

Banderas ha anche raccontato della sua esperienza con il regista Terence Malick, con il quale ha lavorato in Knight of Cups: “è stata una delle esperienze cinematografiche più bizzarre della mia carriera, mi ha mandato un monologo di nove pagine che non aveva nessun senso. Poi mi sono presentato sul set e lui mi ha detto che non c’era un vero script…c’è il personaggio interpretato da Christian Bale che vive diverse esperienze che saranno connesse solo in un secondo tempo e io ho dovuto recitare lo stesso monologo in 5 locations differenti e c’erano attori e attrici che improvvisavano intorno a me…ho pensato -sono parte del processo mentale di un creatore!” e poi ha scherzato dicendo che non si aspettava che la sua parte strampalata fosse inclusa nel film finale.

 

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