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Cinema

Anomalisa – la recensione, Venezia 72

“Anomalia” è la parola che piace tanto alla ragazza co-protagonista di Anomalisa di Charlie Kaufman: un’anomalia è anche questo bizzarro film in stop motion che in qualche misura risente dell’influenza di Eternal Sunshine of a Spotless Mind, di cui Kaufman è stato sceneggiatore. La dimensione mentale bussa sempre alle porte, così come le atmosfere da incubo che affiorano in questa pellicola a metà tra il live action e il cartone animato. La promiscuità della tecnica permette di conferire un’aura un po’, concediamocelo, allucinata e straniante. D’altra parte, si tratta di un film piuttosto inconsueto, sia per il suo inserimento tra i film in concorso alla mostra del cinema di Venezia, sia per la trama proposta e la sua gestione visiva.19378-Charlie_Kaufman_-_Anomalisa

Girato a tutti gli effetti come se si trattasse di un film e non un cartone animato, Anomalisa è la storia di un uomo di successo in viaggio d’affari (voce di David Thewlis) , impegnato a Cincinnati in una convention in cui deve presentare il suo ultimo libro. Il suo viaggio viene da subito condizionato da ricordi, dal suo passato, dai suoi errori, dalla malinconia: gli anni addietro e la vita che conduce, a quanto pare a malincuore, lo assillano, lo confondono e lo portano sull’orlo della follia. Riprende contatti con una vecchia fiamma abbandonata senza grandi riguardi, semplicemente per sentirsi meno solo in un mondo in cui i rapporti umani per le più svariate e sciocche ragioni si perdono, svaniscono, si sgretolano amaramente, con o senza colpe. I suoi tentativi di ristabilire un contatto sono goffi e non portano nulla di buono, se non ad un ulteriore disprezzo, che contrasta con la grande stima di cui gode da personaggio pubblico quale è. La paranoia lo porta a sentire voci, a confonderle, a storpiarle: questo probabilmente è il motivo per cui anche le donne hanno una voce da uomo, sempre la stessa (Tom Noonan) tranne una, incontrata per caso, Lisa (Jennifer Jason Leigh). Ad incantarlo infatti non è il suo aspetto fisico non particolarmente attraente, ma la sua voce, l’unica femminile udibile nel film.

Si tratta di una donna senza particolari qualità, senza una grande istruzione, timida, con un passato oscuro che le ha lasciato un’indelebile cicatrice sul volto. Si sorprende dunque di tutte queste inaspettate attenzioni da un uomo così intelligente e affascinante, cerca quasi di convincerlo del contrario, ma è inutile: Michael Stone, autore di grande successo e assai conosciuto vuole lei, è lei che aspettava, non sa come mai, ma non può evitarlo. La invita a bere qualcosa nell’intimità della sua camera d’albergo, a parlare della sua vita, a cantare qualcosa per le sue orecchie, stanche si sentire sterili discorsi familiari. Si commuove, si innamora, fanno l’amore… Sì, sesso in stop motion, lo fanno anche nei film, che male c’è? Inoltre egli cerca dolcemente di fare sua quella creatura tanto unica quanto lo è la sua voce, che stona dal coro monotono e deprimente, e le regala un altro nome, appunto, “Anomalisa”. Lei in effetti è un’anomalia nella sua vita, dalla quale il suo inconscio o soltanto le sue paranoie angoscianti lo vogliono forse tenere lontano, a torto o a ragione… chi può dirlo?19380-Duke_Johnson_-_Anomalisa

Inutile dire che l’intera pellicola lascia piuttosto stupiti, fin da subito: non ha un ritmo particolarmente coinvolgente, ma ciò non toglie la piccola nota di magia che accompagna le sequenze. Lo spettatore non è troppo annoiato, non è esageratamente divertito, guarda, segue i personaggi, letteralmente messi a nudo, poco approfonditi, ma semplici, come possono essere gli incontri inattesi in un lussuoso hotel.

Al centro di Anomalisa si trova il bisogno di contatto umano, di un contatto positivo e più sincero, come quello che cerca paradossalmente di illustrare e avvalorare Michael nel suo libro, che porta non a caso il nome di “Help me to help you”, perché è un tesoro troppo prezioso per essere perso, ma è altrettanto delicato. Lo stesso per il film, che ha tutta l’aria di essere un gioiellino poetico, ma allo stesso tempo anche un po’ fragile.

 

Anomalisa
  • curioso
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