Cinema

Angry Birds – Il film: la recensione del film con Jason Sudeikis e Josh Gad

Angry Birds: Il film

Titolo: Angry Birds
Genere: Animazione, Commedia e Azione
Anno: 2016
Durata: 1 h 37 min
Regia: Clay Kaytis, Fergal Reilly
Sceneggiatura: John Cohen, Mikael Hed
Cast Principale americano: Jason Sudeikis, Josh Gad, Danny McBride, Kate McKinnon, Peter Dinklage, Bill Hader, Sean Penn, Maya Rudolph
Cast Principale italiano: Maccio Capatonda, Alessandro Cattelan, Chiara Francini, Francesco Pannofino

Per il ciclo “Trasposizioni sul grande schermo del mondo videoludico: edizione 2016″ iniziata con Warcraft, ora è la volta di Angry Birds: Il film. Ispirato all’omonima saga di videogiochi destinata alla telefonia mobile che 6 anni fa aveva fatto impazzire il mondo per poi svilupparsi tramite sequel e spin-off vari, il film vuole ampliare le semplici vignette che accompagnavano l’introduzione di ogni capitolo del gioco trasformandole in una storia che narri in modo integrale la battaglia tra Uccelli e Maiali.

La pellicola parla di Red, volatile rosso con problemi di autocontrollo che vive segregato dagli abitanti dell’isola degli Uccelli a causa del suo burbero carattere. Dopo uno dei suoi tanti attacchi di rabbia viene punito con un corso per imparare a gestire il suo problema, nella speranza di riuscire un giorno ad integrarsi a pieno nella comunità. Contemporaneamente, la pacifica isola degli uccelli vede l’invasione, prima inoffensiva poi bellicosa, dei Maiali, popolo finora sconosciuto il cui unico scopo è quello di rubare le uova dei volatili al fine di mangiarsele.

Va detto fin da subito che i personaggi del film sono semplici ma non per questo mal sviluppati. Infatti i comprimari, ovvero Chuck e Bomb, vengono presentati velocemente ma in modo efficace, faAngry Birds - Boomerangcendo capire anche allo spettatore estraneo al videogioco quali siano i loro poteri e soprattutto quali siano i motivi che li portano a comportarsi in un certo modo e a partecipare al corso di autogestione della rabbia. Stesso discorso va fatto per i vari maiali: non sono cattivi perché devono essere tali, ma perché è loro natura essere golosi e nel momento in cui le uova vanno a stimolare il loro palato queste diventano il loro unico obiettivo. Se in un’epoca dove i film di animazione puntano molto sullo sviluppo e la complessità dei protagonisti Angry Birds possa risultare un lavoro sempliciotto, resta il fatto che non si ha mai l’impressione che i personaggi non siano sufficientemente completi da risultare credibili all’interno della storia, anzi. La sceneggiatura scorre molto bene per gran parte del film, inceppandosi solo durante la fase di invasione dell’isola da parte dei maiali, per poi confezionare un ritmo più scoppiettante e veloce durante la parte dello scontro tra suini e volatili.

A tal proposito risultano un po’ fuori luogo le scene a metà film in cui è coinvolto “The Mighty Eagle”, e più di qualche volta viene fuori il sospetto che gli autori abbiano fatto del fan-service, gradito e simpatico ma pur sempre tale. Il personaggio dell’aquila nel gioco serve come risolutore del livello quando si è in difficoltà e allo stesso modo nel film funge da divinità protettrice dell’isola, adorata dai suoi abitanti. Risulta superfluo il fatto che Red e gli altri due comprimari debbano recarsi da lui per indagare e trovare la motivazione per affrontare l’invasione dei maiali, quando la testardaggine, la malfidenza e l’irascibilità del protagonista sarebbero sufficienti a giustificare una presa di posizione nei confronti del popolo nemico.

Altra nota stonata del film è legata al fattore comicità. Con questo non si vuole dire che il film non faccia ridere, ma semplicemente che gli sceneggiatori non devono aver trovato un metodo efficace di consegna della battuta. Più volte in sala è capitato che o ridessero i bambini o ridessero gli adulti e poche volte che entrambi lo facessero. Questo avveniva poiché molti sketch non avevano due chiavi di lettura (come spesso avviene in film di animazione più riusciti), ma erano confinati ad uno o all’altro gruppo. Seppur in un Angry Birds - Pig Kingprimo momento questo faccia pensare alla volontà di rendere il film appetibile a un pubblico più ampio, a lungo andare  si può invece pensare che gli sceneggiatori non avessero molto chiaro a chi rivolgersi. Si pensi a film come Zootropolis e Inside Out, che seppur destinati a un pubblico di bambini letti con gli occhi di un adulto acquistano un significato più profondo e mai banale. Sembra quasi che Angry Birds, con le sue tematiche legate all’accettazione e all’isolamento del diverso, voglia imporsi come film impegnato per poi rimanere intrappolato con la sua comicità e lineare trama, in un limbo che non lo rende né un film per adulti ma nemmeno un film per bambini.

A conferma di ciò si rimanda alla colonna sonora, la presenza dei The Who e dei Black Sabbath per le scene più introspettive si scontra poi con Charlie XCX, gli Imagine Dragons e Steve Aoki che invece dominano invece nelle scene più spensierate. Attenzione, con questo non si vuole dire che non si possano usare canzoni di stile diverso per sottolineare scene con intenti diversi, è palese però come il diverso calibro degli artisti coinvolti prima richiami l’attenzione dei grandi e poi quello dei piccini, sottolineando ulteriormente la bipolarità di un film che non sembra aver trovato un porto sicuro dove approdare.

La pellicola presenta comunque delle note di merito. In primis si menziona il comparto Angry Birds - Redgrafico, che risulta sicuramente valido e ben riuscito. Si potrebbero perdere ore a contare le singole piume presenti sui vari uccelli per non dimenticare le bellissime ambientazioni che fanno da sfondo alle varie vicende. In secondo luogo non si può non lodare la coraggiosa scelta di lasciare un minutaggio ridotto al perno centrale del videogioco, ovvero la fionda. Infatti la scena in cui gli uccelli si fanno lanciare contro le abitazioni dei maiali per riprendersi le uova è perfettamente inserita nella trama senza risultare forzata e soprattutto dosando bene gli uccelli scelti e l’utilizzo dei vari superpoteri, lasciando i fan del videogioco in sala sicuramente soddisfatti.

In conclusione Angry Birds è un film che sa intrattenere, diverte e che strizza l’occhio al pubblico più volte con easter egg legati alla cultura pop (pensiamo alle “Cinquanta sfumature di verde” o ai “Daft pork”) e al videogioco dalla quale deriva (la scia di piume di Red quando viene lanciato è a dir poco eccezionale). Tuttavia non si avvicina all’olimpo dei film d’animazione, a causa di una trama un po’ troppo lineare che manca di colpi di scena e di un bipolarismo della sceneggiatura che – come scritto sopra – a tratti parla agli adulti, a tratti ai bambini. Resta il fatto che il film è assolutamente consigliato ai fan del videogioco e a tutti quelli che sono alla ricerca di una visione all’ordine della leggerezza.

Uova leggere
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
3.3

Riassunto

Angry Birds è un film che sa intrattenere ma non si avvicina all’olimpo dei film d’animazione a causa di una trama un po’ troppo lineare che manca di colpi di scena e di un bipolarismo della sceneggiatura che a tratti parla agli adulti, a tratti ai bambini.

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