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American Horror Story: Recensione dell’episodio 3.09 – Head

Brividi, sono ancora sulla mia schiena, li sento ancora sotto la pelle nonostante sia passata almeno un’ora da quando l’episodio che sto per recensire è finito. Non è la prima volta che devo parlare di American Horror Story, ma sicuramente da quando è iniziata la terza stagione, è la prima occasione in cui mi trovo in difficoltà a trasporre su carta le emozioni che mi ha fatto provare questa serie. Sapevo che essendo la mid-season finale, questo nono episodio non sarebbe stato come gli altri, ma devo ammettere che non credevo che questo telefilm, arrivato quasi al termine del suo percorso, fosse capace di tirare fuori dal cappello un tale spettacolo di intrattenimento.ahs 3x09 (3) “Head” è senza dubbio il miglior episodio fin’ora visto da settembre, superiore al pilot, superiore all’episodio di Halloween, è il concentrato di tutti gli elementi buoni fino ad ora comparsi: abbiamo lo splatter, abbiamo la magia e il wodoo, ritornano le corsie dell’ospedale, c’è il tema del rapporto tra madri e figli/e, c’è il male che non si differenzia dal bene, tornano le inquadrature sbilenche, e un uso della musica che ricorda un po’ l’ Asylum. Ma non è tutto qui, ciò che fa di questo nono appuntamento, una perla rara è che riesce a tirare le fila di tutte le vicende accennate fino ad ora, stupendo elegantemente lo spettatore, con l’inserimento del vero cattivo di questa terza stagione: i “Cacciatori di Streghe”.

Fino alla scorsa settimana, AHS sembrava arrancare, sembrava non aver trovato il giusto equilibrio tra l’estetica e il concetto di “serialità” e questo perché, la trama raccontata non aveva un obiettivo; più venivano trasmessi gli episodi, più si aveva la sensazione di guardare una serie di eventi, narrati splendidamente, ma che poco riuscivano ad unirsi gli uni a gli altri. ahs 3x09 (4)Che il problema fosse dovuto ad un cast troppo stellare o alla scelta di preferire la cura della fotografia e le invenzioni registiche o alla eccessiva “moda” nata dietro la serie non è facile da stabilire ma, comunque, è palese come l’episodio in cui l’obiettivo dei protagonisti è difendersi da un “villian” comune sia il migliore. Era successo con l’introduzione di Axeman e in questo “Head” ne abbiamo la riconferma. Il vero equilibrio, risulta essere una sinfonia di colpi di scena, che trasportano noi spettatori, attraverso quaranta minuti che volano via velocissimi, lasciando in memoria scene di alta intensità e momenti che raramente si vedono nei nostri schermi. Penso alla scena con cui si apre l’episodio, in cui viene introdotto il “personaggio” della Confraternita dei Cacciatori di Streghe, scene forti e che si legano perfettamente al tema della “famiglia” tanto ridondante in questa stagione; oppure il momento il cui Queenie cerca disperatamente di far capire a Madame LaLaurie, cosa sia stata davvero la schiavitù tramite una rassegna cinematografica di pellicole sul genere incominciando da “Radici” e quasi ci scappa un sorriso nel vedere la testardaggine della wodoo-doll; oppure la scena in cui Myrtle decide di trovare un altro uso dello scavino per frutta, cavando gli occhi al Consiglio, in modo da restituire la vista a Cordelia; inaspettatamente l’occhio si mescola alle palline di melone e noi non possiamo fare altro che inchinarci alla Conroy per la sua interpretazione. ahs 3x09 (2)Ed infine la scena che chiude l’episodio, che in qualche modo mi ha ricordato quella dello stupro di Anna in Downton Abbey, per il modo in cui è stata accostata un musica di speranza ad una scena di così tanta desolazione e anche la scena finale di Django di Tarantino. Questo finale, mi ha sorpresa, molto e non tanto per il twist di Hanke, che decide di vendicarsi della Wodoo Queen invece di obbedirle, ma per i sentimenti che sono riusciti a trasmettere con un’idea semplice come quella del contrasto tra immagine e suono. Ed è qui che scatta la pelle d’oca, che nasce l’emozione in apertura di questa recensione: nasce dalla vista di tutto quel sangue, dal sacrificio di Queenie, nasce dal pianto di un padre pieno di rimorsi, e dalla decisione di una madre di uccidere il proprio figlio, cui fa da colonna sonora lo Spirtual “Oh Freedom”, tutto ripreso il slow motion e tutto recitato così bene da riuscire a sentire appunto i “brividiabadibidi”.

Mi spiace se nel mio commento di oggi ho tralasciato gli sviluppi della trama, focalizzandomi più sulle emozioni, ma ho preferito gettare subito inchiostro fresco per fermare bene le prime impressioni. Aggiungo che, comunque, “Head” svolge in pieno il suo compito di episodio “semi conclusivo”, in quanto non solo regala tantissimi colpi di scena, ma insinua nello spettatore dubbi e domande, che generano la consueta attesa per l’arrivo del nuovo anno.ahs 3x09 Cosa succederà alla testa di Madame LaLourie? Ora che Kyle è quasi umano, come saranno i rapporti con le altre streghe? Cosa succederà con i cacciatori di streghe? E la più importante delle domande: come sarà la guerra con una Suprema e una Wodoo-Queen dalla stessa parte della barricata?

Ora i che tutte queste cose le leggo su carta, non posso fare altro che sperare che abbiate provato anche voi questo turbinio di sensazioni o che comunque siate contenti di aver ritrovato in questa serie l’intrattenimento di alta classe a cui ci aveva abituati.

Ci vediamo a gennaio, buone feste Wicthes!

Good Luck!

3.09 - Head

Brividi

Valutazione Globale

User Rating: 3.6 ( 3 votes)

La_Seria_

Studentessa universitaria, persa nella sua Firenze,sfoga lo stress da esame nello streaming selvaggio, adora le serie crime e fantasy lasciandosi trasportare a tratti dai teen drama. Cerca ancora di capire perchè le piace la pioggia incessante

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7 Comments

  1. ”Fino alla scorsa settimana, AHS sembrava arrancare, sembrava non aver trovato il giusto equilibrio tra l’estetica e il concetto di “serialità” e questo perché, la trama raccontata non aveva un obiettivo; più venivano trasmessi gli episodi, più si aveva la sensazione di guardare una serie di eventi, narrati splendidamente, ma che poco riuscivano ad unirsi gli uni a gli altri. Che il problema fosse dovuto ad un cast troppo stellare o alla scelta di preferire la cura della fotografia e le invenzioni registiche o alla eccessiva “moda” nata dietro la serie non è facile da stabilire”

    Hai centrato l obiettivo. Mi sembra che gli autori si cullino troppo del fatto che essendo questa una serie antologica, debbano scrivere e comprimere tutto in maniera veloce. Ne viene fuori un guazzabuglio con un capo, 5 teste ed un paio di code. Abbiamo fatti slegati e di poca importanza e personaggi che vanno e vengono senza un reale perchè, o che peggio, restano li immobili a fare da scenografia. Ed un uso, o meglio abuso, dei flashback e delle allucinazioni per cercare di avvicinarci a personaggi che hanno un tempo scenico di 2 puntate e 10 minuti in totale, da far invidia a George O’Malley in Grey s Anatomy.
    A me Coven piace, per la capacità che ha di sorprendermi. Ma dopo un pò, la mia insaziabile voglia si serialità inizia ad urlare pietà e si chiede se tutto ciò abbia un senso. Fino alla settima puntata sembrava stessero mettendo la carne al fuoco, per prepararci alla guerra fra stronze nere e bianche diluendo il brodo con storie ed eventi raccontati in fretta, ma in maniera magistrale. Poi cè stato l ennesimo colpo di stato ai danni di Fiona, con gli annessi capovolgimenti multipli di alleanze e discordie. E per finire una puntata apparentemente risolutiva ma che aveva il compito di capovolgere ulteriormente le cose. Cosi, a buffo, come se già non fosse tutto troppo incoerente. Per poi inserire un nemico, i cacciatori di streghe, che tutto mi sembra tranne che geniale. In sostanza, Fiona, Marie, e persino il minotauro, incutevano più timore!

    iI problema principale per me è la presenza di troppi personaggi con più ombre che luci, che rende impossibile identificarne uno come vero Big Bad, e ciò li porta a ad alternarsi in questo ruolo, da una puntata all altra, o fra un quarto d ora e l altro, con intermezzi alla Axeman per non rendere il tutto troppo prevedibile. Una volta capito il gioco però, la magia sfuma, e rimangono solo tante incognite fastidiose tipo:
    Quale è il senso dell avere Kyle nello show? è praticamente un vegetale, che ora dal nulla impara a giocare a briscola.
    Perchè assumere Kathy Bates se poi la si relega a personaggio di serie C? Diciamo le cose come stanno, il suo personaggio aveva la testa mozzata dall inizio, ora la cosa è solo più evidente.
    Perchè inserire Luke e sua madre nello show? un ulteriore esempio di rapporto familiare andato a male? ne abbiamo avuti anche troppi fino ad ora, basta! è American Horror Story non Dora L Esploratrice!
    Che fine ha fatto il mitico Axeman e la sua love story con Fiona? sono passati da ”ti terrò la mano sul letto di morte” a ”okey.. ti chiamo io!”
    Cordelia. Ecco, io adoro Lana Banana, ma come Delphine, il suo personaggio è solo un riempitivo. E di grazia, saremo mai consapevoli di quale è il suo potere magico? fare da zerbino/ponte a tutti in quella scuola? magari è già stato mostrato e non ne sono stato consapevole bhò..
    potrei continuare ma in sostanze le uniche intoccabili quest anno, sono state Lange e Bassett.

    Mi trovo d accordo sul finale mozzafiato della puntata (anche se penso che quello di Queenie non sia proprio un sacrificio, perchè in sostanza non dovrebbe essere morta) e sullo sviluppo finale fra Fiona e Marie. Ma 5 stelle mi sembrano esagerate. Io personalmente non sarei andato oltre le 3 e mezzo. Speriamo riescano a incollare tutto assieme in maniera intelligente nelle ultime puntate 🙂

  2. @Davide, innanzitutto grazie per il commento bello e elaborato, mi fa piacere ricevere critiche costruttive. Si concordo con te, sulle stelline, forse avrei dovuto darne quattro, non il massimo dei voti, ma ho scritto il commento appena finito di vedere l’episodio e sinceramente, ne sono rimasta molto colpita. Io credo che fondamentalmente, in Coven non ci sia un vero Cattivo da ricercare, ma che quello che Murphy vuole narrare è il rapporto dell’uomo con il suo male interiore, insomma il cercare di affrontare il “Caino” che c’è in ognuno di noi, quindi in coven ognuno è vittima della propria condotta. Poi, sicuramente, molti personaggi avrebbero meritato più spazio Kyle e Misty su tutti, e Kathy Bates rimane un po’ in disparte negli ultimi episodi, ma AHS ha il pregio di portare sullo schermo, uno stile particolare e unico dal punto di vista visivo, tale da far passare in secondo piano la trama orizzontale. Il mio è un rapporto di odio-amore, in alcuni episodi non la sopporto in altri adoro questa serie, come in questo caso.
    Unico grande assente Axeman… spero di rivederlo presto… mi facevano un sesso lui e la Supreme insieme 🙂

  3. È la stesso problema che aveva anche la seconda stagione. Mentre la prima era un po’ più solida, da un punto di vista di trama orizzontale, Asylum era decisamente un accozzaglia di tematiche e sottotrame assolutamente giustapposte (basta pensare agli alieni).

    Da questo punto di vista Coven almeno sosta un po’ di energie dalla ricerca di tematiche alla cura registica. Il risultato però è lo stesso: c’è qualcosa di bello che ci porta a seguire la serie, nonostante la trama non sia il primo di questi fattori.

    Il fatto è che funziona perché la serie è corta. Vi immaginate se fosse di 22 episodi a stagione?

  4. E pensare che secondo me la seconda [scusate la ripetizione] stagione era la migliore, almeno finora. La prima era veramente brutta all’inizio, diretta coi piedi, con un montaggio incredibilmente fastidioso. Questa stenta a decollare e gli stilemi stilistici iniziano ad essere un poco ripetuti, nonostante mi piacciano i movimenti di macchina di Alfonso Gomez Rejon, soprattutto nella premiere di questa stagione. Però la stagione stenta a decollare davvero nonostante l’ottimo cast.

  5. Però è strano il cambiamento repentino di tono nei commenti che sento nell’aria adesso, rispetto anche solo a due episodi fa. C’era addirittura chi blaterava di “Olimpo Assoluto delle Penne” e per quanto fosse esagerato eravamo tutti lì a dire “sì sì è bellissima!”. Adesso siamo tutti qui a dire “hmm.. però…” siamo così volubili?

  6. Forse siamo solo distratti da altro, nel senso che, ci sono altri fattori, che vanno oltre la trama, che distolgono l’attenzione dalle lacune vere della serie. Me è anche giusto così, AHS ha la sua particolarità in questo magari, però finchè faceva paura i difetti si notavano meno, ora che la terza stagione è più riflessiva, l’evidente carenza narrativa è palese. Detto ciò, io continuo ad adorarla, perchè mi dona episodi emozionanti, che vedo volentieri, e che mi distraggono dalle molte altre serie che ho attive. Non siamo volubili, è che certe volte è giusto fermarsi a guardare la scatola più del contenuto. 🙂

  7. @Alessandro ricordo un commento simile qualche recensione fà. Chiaramente le menti che stanno dietro la serie, possiedono una gran cultura, e la cosa traspare . io ammetto la mia ignoranza su molte cose, e infatti alcuni riferimenti non li capisco. per fortuna chi fa queste recensioni conosce bene ciò di cui parla. La serie è piacevole, ma al momento gran parte dei commenti positivi che sento su Coven, sono enfatizzati dal fatto che è diventato un Must-watch, e metà del fan base attuale è costituito da fanatici volubili che non l hanno seguita dall inizio ma solo dopo Asylum tramite passaparola. E ovviamente divorando le prime due stagioni in 3-4 giorni -_- Ma magari non è il caso di chi lasciò il commento quella volta. Sarò all antica ma penso sia meglio seguire una serie in maniera sostenuta e tranquilla, metabolizzando il tutto nei minimi particolari e senza gridare al capolavoro da un momento all altro. La serie ha comunque le sue pecche ed è giusto evidenziarle, soprattutto in uno spazio libero e tranquillo come questo.

    @Caterina hai pienamente ragione questa serie si ama e odia allo stesso tempo. Ma mi auguro che gli autori non riposino sul successo che la serie sta attraversando, come già successo con Glee, per darci trame di seconda mano giustificando il tutto con uno stile visivo particolare appunto, come dici tù. Sarebbe un pò come vivere di rendita, rovinando un gran bello show.

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