fbpx
American Horror Story

American Horror Story: Recensione dell’episodio 2.09- The Coat Hanger

L’episodio di chiusura, prima delle vacanze di Natale, ha sicuramente chiuso questa prima parte di stagione nel migliore dei modi: un episodio ricco di temi, anche molto profondi, da affrontare, ricco di colpi di scena, ma soprattutto ricco di domande e punti in sospeso, che ci lasciano con la curiosità di scoprire come si evolverà la storia.

Questo episodio, inoltre, vede un ritorno, particolarmente gradito, soprattutto da parte mia. Mi riferisco a Dylan McDermott, che nella prima stagione di America Horror Story aveva vestito i panni di Ben Harmon, lo psichiatra, protagonista della stagione. La nostra vecchia conoscenza apre l’episodio, interpretando un uomo a colloquio con una psichiatra. L’intento dell’uomo è quello di controllare i suoi impulsi, ma quali impulsi? Scopriamo sin da subito che l’uomo ha un vizietto non da poco: gli piace scuoiare vive le donne! Ma ovviamente non è il Dr Thredson. Siamo in presenza infatti del moderno Bloody Face. Negli episodi precedenti ci si era chiesti chi ci fosse dietro la maschera del mostro dei giorni nostri. Questo episodio ci dà la risposta ed è una risposta non da poco: l’uomo, interpretato da McDermott, non è altro che il figlio di Oliver Thredson, il “vecchio” Bloody Face. Non c’è che dire, tale padre tale figlio! Aspetto molto interessante e alquanto inquietante di questa particolare e breve parentesi di questo episodio è, a mio parere, ciò che Thredson Junior dice alla psichiatra: il fatto che il motivo per cui vuole smettere non sia dovuto ad un pentimento, ma al fatto di non poter essere mai all’altezza del padre. Altro dettaglio importante, che proprio dettaglio non è, è il fatto che anche lui abbia trascorso la sua vita nell’orfanotrofio. Sinceramente non batterei troppo sulla cosa, perché potrebbe dare un’idea sbagliata, che tutti i bambini che crescono in orfanotrofio, escano fuori se non dei mostri, ma quanto meno dei reietti.

Ma veniamo alla parte genitoriale mancante. Chi potrà mai essere la madre del giovane Thredson? Una candidata direi che la conosciamo. Nell’episodio si scopre infatti che Lana è incinta e nonostante il tentativo di abortire, messo in atto di nascosto perché ovviamente Suor Mary Eunice non avrebbe mai permesso che un possibile mostro fosse stroncato prima di nascere! Lana resta però convinta di essere riuscita nell’intento, ma la notizia della gravidanza accresce il suo risentimento nei confronti di Oliver, tant’è che vediamo una Lana anche un po’ psicotica, ossessionata dal desiderio di far pagare al suo stupratore (per dirne una) le pene dell’inferno. Ma tra Lana e la vendetta c’è ancora Kit, che considera, a ragione, il Dr Thredson la sua unica via di salvezza. L’ostacolo viene eliminato con la confessione estorta da Lana con l’inganno, in cui vediamo un Oliver diverso, rivediamo la fragilità del ragazzino cresciuto senza famiglia, emarginato da tutti, che al pensiero che il proprio bambino possa andare in orfanotrofio e possa essere morto cede e dice la verità pensando di dirla soltanto a Lana, ma c’è Kit che registra tutto e nasconde la registrazione sotto una vasca da bagno. Ma chi la troverà?

Anche perché Kit, mentre nasconde la registrazione, viene raggiunto dal Dr. Arden che il vizio di voler sperimentare sugli uomini non vuole proprio toglierselo. Infatti propone al ragazzo di farsi “quasi” uccidere perché è convinto che l’apparizione di questi alieni sia in qualche modo connessa a Kit, il qualche pur di rivedere Alma decide di rischiare. Ed in effetti la luce che ha caratterizzato le apparizioni connesse alla scomparsa di Alma e Grace si rifà viva, ma c’è una sorpresa che attende il Dr. Arden. Quello che trova seguendo la luce non è ciò che si aspettava: si imbatte infatti in Pepper e una parecchio incinta Grace! Abbiamo tante questioni in sospeso: Kit è vivo? Grace vicina al parto, ma come è possibile? E la luce da dove proviene? Di cosa si tratta? Gli autori ci hanno lasciato veramente con il fiato sospeso questa volta!

Ma, personalmente, la cosa che ho preferito dell’episodio è sicuramente la storia di Suor Jude. L’avevamo lasciata con un rasoio conficcato nel collo di Lee. Bene, innanzitutto, Lee non è morto e la povera Sorella Jude si ritrova ad essere presa per pazza, con tutte le prove, perfettamente costruite da Suor Mary Eunice, contro di lei. L’ex direttrice di Breadcliff, passa dal comandare nel manicomio ad esserci internata, oltre che spogliata delle vesti monacali, ritornando ad essere Judy Martin. Due momenti dell’episodio hanno attirato la mia attenzione: Lee che le dice di perdonarla, apparentemente, per averlo quasi ucciso, ma, in realtà, per le torture e le cattiverie alle quali fu sottoposto negli anni a Breadcliff; e Jude che chiede perdono a Lana, come esempio di tutti i pazienti, per quello che le aveva fatto passare, le minacce, le angherie. La figura di Jude o Judy, a questo punto, dimostra come finché non si prova sulla propria pelle ciò che si fa agli altri, non si possono mai capire le conseguenze di ciò che si fa. La donna si rende conto, vivendo sulla propria pelle, di aver fatto del male ai suoi pazienti e vuole rimediare e come gesto simbolico rompe il disco fatto suonare a ripetizione nella sala comune per calmare i pazienti.

Nel frattempo, Lee si finge redento, riuscendo ad ingannare Monsignor Timothy, che sembra essere molto meno autoritario di quanto potesse sembrare: è un uomo che si lascia facilmente abbindolare, prima dal Dr.Arden, poi da suor Mary Eunice ed infine da Lee. Quest’ultimo diviene il suo “miracolo” come lo stesso Monsignore ama chiamarlo, il problema è che mentre lo  battezza, Lee pensa bene di annegarlo ed infine di crocifiggerlo. Ma anche qui gli autori hanno deciso di lasciarci in sospeso: Tomothy non è ancora morto, ma ha una visita: l’Angelo della Morte!

Un finale straordinario, che rispecchia a pieno il livello altissimo di questa stagione, con aspettative crescenti, soprattutto con tutte le questioni lasciate in sospeso in questo episodio, per la seconda parte, dopo le vacanze natalizie. Direi che il bilancio è decisamente positivo: tema di fondo molto interessante, trama costruita benissimo, con continui colpi di scena, attori straordinari. Episodio e la stagione nel suo complesso PROMOSSE a pieni voti e con LODE!!

Comments
To Top