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American Horror Story

American Horror Story – Hotel: Recensione dell’episodio 5.07 – Flicker

Uno ci prova. Davvero; uno ce la mette proprio tutta a capire le ragioni rispettabilissime per cui chi recensisce una serie e chi si iscrive ad un fan club di quella stessa serie la pensano a volte in maniera diametralmente opposta. D’altra parte, il bello di scrivere su un sito dove si commentano ogni settimana gli episodi di serie tv amate da schiere innumerabili di aficionados o da una ridottissima nicchia di cultori di prodotti di alta qualità è proprio poter arrivare a più persone condividendo con loro i tuoi pensieri e le tue impressioni. E pazienza se poi questo bello può a volte trasformarsi nel brutto di dover subire critiche (sempre ben volute e giustificatamente accettate) che possono anche essere feroci. Solo che alle volte ti tocca scontrarti con il “se non vi piace, non guardatela e non recensitela” oppure il meno elegante “chi scrive evidentemente non capisce un c.. e si permette pure di parlare”. E però anche in questo caso chi scrive ha il dovere di rispettare persino le offese e provare a comprendere se davvero è lui a non averci capito niente di quanto ha giudicato negativamente.

AmericanHorrorStory5x07GagaMemore della più recente esperienza con American Horror Story e i suoi fedelissimi fan, ho provato a guardare questo Flicker esaltandone i lati positivi e lasciando da parte quelli che meno mi hanno entusiasmato. Solo che poi il nostro direttore mi avrebbe rimproverato per aver scritto troppo poco! Perché spiace dirlo, ma anche stavolta il mio giudizio non può che essere negativo seppur (lo ammetto) figlio deluso di una promessa non mantenuta dalla serie stessa piuttosto che di difetti strutturali (che neanche mancano) di questo singolo episodio. Flicker non è avaro di soluzioni interessanti come le scene in bianco e nero con montaggio a scatti accelerati che restituisce efficacemente il sapore vintage dei film muti che Murphy e soci vogliono omaggiare. Ben fatti sono anche i costumi e la riproduzione di una epoca d’oro del cinema quando la settima arte stava iniziando a far nascere il concetto di divo facendo di attori bellissimi e attrici eteree una incarnazione mondana di divinità irraggiungibili.

Da questo punto di vista, è quindi corretta la scelta di Rodolfo Valentino e Natascha Rambova (nome d’arte adottato non a caso, ma anche sincero gesto di gratitudine verso la patria in cui era fuggita prima della guerra) perché proprio il nostro connazionale fu il primo a guadagnarsi quello status di divo che oggi si affibbia spesso troppo frettolosamente al sex symbol di turno. E fu la Rambova, sposata in seconde nozze (e dopo un’accusa di bigamia), ad intuire le potenzialità di questo nuovo modo di considerare gli attori al punto di convincere Valentino a lasciare gli schermi per un anno dimostrando che il suo successo era tale da superare anche quello dei film convincendo quindi i potenti produttori dell’epoca ad inchinarsi allo star power del divo italiano.

Complimenti quindi agli autori per l’idea e bene anche Finn Wittrock e Alexandra D’Addario nei rispettivi ruoli (ma era proprio necessario far parlare Finn con quel pessimo accento ?) che interpretano bene grazie ad un innegabile fascino.

AmericanHorrorStory5x07MarchGagaE però tutto questo è solo una confezione scintillante per … cosa? Rivelarci come tutto è iniziato? Indubbiamente la curiosità su come la contessa fosse diventata un vampiro e perché si trovi all’hotel Cortez c’è sempre stata e le risposte che finalmente ci vengono date sono ragionevoli anche se fare di Murnau il primo vampiro pare una forzatura dettata solo dal fatto che sia il regista di quel Nosferatu che fece la fortuna del genere vampiresco al cinema (a meno che Murphy non sapesse anche che la testa di Murnau è stata rapita a Luglio per separarla dal corpo proprio come la tradizione vuole si debba fare per impedire che un vampiro risorga).

Eppure, questa rivelazione sembra arrivare più come fine a sé stessa che come un utile aggiunta alla trama. Perché i due vampiri liberati (senza che nessuna si chieda che fine abbiano fatto gli operai nonostante Will Drake sia impaziente che portino avanti i lavori) e dissetati quanto basta per ringiovanire (come nei racconti di Ann Rice e come per il suo Lescat nel film Intervista con il vampiro tratto dal libro omonimo) prima minacciano vendetta e poi decidono di lasciare l’hotel in cerca di chissà cosa. Si potrebbe pensare che ritorneranno per regolare i conti con la Contessa (che ancora dovrebbe vedersela con Ramona fra l’altro), ma è più probabile che vadano ad ingrossare la lista dei desaparecidos (come le svedesi riesumate solo per l’ennesima orgia di sangue e sesso o la classe vampirizzata solo per il gusto del macabro).

AmericanHorrorStory5x07JohnWrenVa meglio, invece, la storyline del killer dei dieci comandamenti. Sebbene rischi di diventare ripetitivo il continuo balenare di momentanei sprazzi di lucida intelligenza nel delirio sempre più profondo di John, bisogna riconoscere che altre tessere si aggiungono all’ancora impreciso mosaico che porterà allo svelamento dell’assassino. Ed il quadro comincia ad assomigliare sempre più al viso sconvolto di John come si intuisce dalle espressioni quasi sorprese della pallida Wren come se si meravigliasse di domande la cui risposta il detective dovesse ovviamente già conoscere.

Anche il chiamare casa l’Hotel Cortez sembra puntare nella stessa direzione sebbene sia comunque logico che Wren voglia semplicemente tornare dalla sua madre adottiva (quella Contessa che sembra troppo spesso non accorgersi che i suoi figli si assentano dalla loro sala giochi). Ma è questa la storyline principale di questa stagione? Fosse così, allora questo episodio sarebbe davvero importante. Ma, se è così, perché dedicare a John e Wren un minutaggio inferiore al resto?

Non si è sentita molto la mancanza di Sally e Iris (a parte un misero cameo) e non perché le loro indubbie doti recitative fossero superflue visto il valore medio piuttosto basso. Ma perché sono i loro personaggi ad apparire sempre più delle mere comparse così come Miss Evers e, in questo episodio, anche Liz Taylor che tanto bene aveva fatto nella scorsa puntata. Forse, sono io che non ci capisco niente. Scusate.

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