
American Horror Story: Hotel, Recensione dell’episodio 5.06 – Room 33
Se c’é un termine che puó descrivere American Horror Story: Hotel ed in particolare Room 33, quello é sicuramente ‘caos’. Sembra che gli autori della serie abbiano dimenticato cosa siano coerenza e coesione, le storie si susseguono alla rinfusa; gli spettatori sono bombardati di scene di sesso e di sangue, senza che, peró, siano necessariamente ben inserite; alcuni personaggi, che meriterebbero molto piú spazio, sono trascurati ed il mistero derivante dal non sapere niente di niente non é affascinante, bensí irritante, perché la mancanza di spiegazioni adeguate rende le storie stagnanti, sembra quasi che non si faccia nessun passo avanti.
‘Room 33’ ha introdotto aspetti del passato della Contessa che potrebbero aiutarci a decifrare alcuni dei suoi comportamenti, come la sua ossessione per i bambini vampiri. Ed é proprio il suo passato ad essere collegato con ‘Murder House’ e con il dottor Montgomery, chiamato in causa per praticare un aborto, che si risolve nella nascita di Batholomew, dopo sole tre settimane di gravidanza. Il bambino, come pare ovvio sin dai primi istanti, non é di certo il tipico neonato, presentandosi al mondo ammazzando l’infermiera e non poteva essere altro che amore a prima vista con sua madre. Ma sará un semplice vampiro o qualcos’altro? Gli autori decidono,
peró, di mostrare l’immagine di Bart soltanto in chiusura, lasciando intendere che ci fosse qualcosa di strano nel suo aspetto (almeno spero che si tratti di questo e non del fatto che potesse non essere semplicissimo riprodurre in maniera realistica un neonato capace di tante gesta).
Il piccolo mostro riesce ad uscire dalla stanza 33, se non altro per contribuire al crollo psicologico di John Lowe che sta ormai raschiando il fondo. Il detective é ormai in condizioni pietose e la moglie Alex ha un ruolo primario. La donna sta tirando fuori la sua vera natura. Alex non é cambiata dopo essere diventata una vampira, é emersa. Il suo amore per Holden é quasi malato, Scarlett e John non hanno mai significato niente nella sua vita, il suo vero amore é Holden. Tutto ció che puó ostacolare la sua vita con lui deve essere abbattuto ed é ovvio dal modo meschino in cui alimenta la nevrosi di John, che ha gia molti problemi di per sé. Sulla famiglia Lowe devo ricredermi. La loro storia é forse uno degli aspetti piú interessanti della narrazione, perché sia John che Alex sono due persone molto complesse e molto disturbate in modi diversi.


Il passato di Liz Taylor raccontato nello scorso episodio e il talento di Denis O’Hare rendono facile sentirsi partecipi di quello che succede, ma la storia é costruita malissimo, cosí come quella tra la Contessa e Drake. Come si é passati dal tentativo di “eterosessualizzare” lo stilista a fare vacanze di famiglia a Parigi? Le storie sono costruite nel caos piú totale, si omettono cose, si lasciano situazioni in sospeso, come la strage della scuola, si spreca tempo per scene di sesso e splatter gratuito, tempo che potrebbe essere dedicato per colmare vuoti imperdonabili o per dare piú spaio a personaggi completamente abbandonati, come March e Ramona, non soltanto perché i personaggi sono interessanti, ma perché come sappiamo bene, Evan Peters e Angela Bassett potrebbero regalare momenti straordinari se fossero omaggiati da materiale all’altezza del loro talento.
Siamo al sesto episodio e questa stagione continua a peggiorare, troppo spazio é concesso a Lady Gaga ed al suo personaggio, cosa che trovo oltraggiosa nei confronti di attori che hanno reso grande questa serie e che hanno decisamente piú talento per quanto riguarda la recitazione. La storia é caotica, interrotta da scene inutili, ancora una volta ci sono troppi personaggi che finiscono per essere trascurati, troppe cose sono lasciate in sospeso per generare mistero, un mistero che peró non tiene sulle spine, anzi, innervosisce perché non é mistero, é incompletezza.
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Visitor Rating: 4 Stars
Quella di American Horror Story è la storia di un lungo, lento e progressivo declino causato, secondo la mia modestissima opinione dalla megalomania del suo sceneggiatore, montatosi la testa dopo il (meritato) successo iniziale. L’ottimo esordio di “Murder House” è seguito da un “Asylum” molto incasinato ma che alla fine riusciva a districare le sue sotto-trame con maestria (anche se un po’ col fiatone), quindi lo scialbo “Coven”, l’inconcludente “Circus” e infine questo “Hotel” che per l’appunto, come scrive l’autrice, risulta più irritante che misterioso. Io, personalmente, scendo qui non è più nemmeno intrattenimento è solo porno-horror fine a se stesso infarcito di un cast di nomi altisonanti che risultano tremendamente sprecati in una storia confusa e senza capo ne coda. Su Lady Gaga meglio non commentare per non sparare sulla croce rossa, insopportabile come cantante, ancora più insopportabile come attrice e mi fermo qui.
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Condivido in toto. Ottimo prodotto Murder House, poi un calo esponenziale. Il ritorno ad un luogo chiuso e la possibilità di sfruttare le atmosfere alla shining erano l’ultima possibilità concessa a questa serie e l’ha sprecata. Non guarderò la sesta.
Già. Un vero peccato perché il lavoro di ricerca sugli episodi del folklore americano dietro AHS è veramente mirabile, così come un cast che annovera moltissimi attori validi. Peccato buttare tutto in storie confusionarie e inconcludenti. Io salvo “Murder House” e in parte “Asylum” (che comunque mostrava già diversi difetti, con un groviglio di sottotrame eccessivo e ricomposto solo all’ultimo secondo), poi il progressivo crollo. Pure per me questa quinta stagione sarà l’ultima, non ho intenzione di dare altre chance a Murphy, ne ha sprecate fin troppe e debbo dire che la Lange a mio avviso ha fatto bene a dar forfait. Direi che la Germanotta è assai più adatta a questo prodotto. Vacuo, confusionario, altezzoso e pretensioso come la sua musica
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