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American Horror Story – Hotel: Recensione dell’episodio 5.04 – Devil’s night  

Il buongiorno si vede dal mattino recita un noto adagio. E il buongiorno di questa quinta stagione di American Horror Story aveva peccato magari di un eccesso di citazionismo e magari non aveva fatto intonare canti di alleluia, ma nemmeno era stato un sinistro presagio di quello che avremmo visto nei successivi episodi. Perché il rosso che aveva dominato la premiere si sta rivelando sempre più non tanto il colore del sangue profuso senza risparmio, ma piuttosto quello della matita temuta dallo studente che controlla il compito in classe riportatogli dalla prof di matematica per arrivare all’inesorabile cattivo voto finale. Ryan Murphy e Brad Falchuk avevano voluto stupire con una prima puntata ricca di omaggi ai classici del genere horror in hotel, ma quei pur mirabili trucchi si sono rivelati appunto lustrini e paillettes per abbagliare nascondendo una sostanziale assenza di idee originali o almeno di una direzione ben delineata per questa stagione.

AmericanHorrorStory5x04JohnLa “Devil’s night” del titolo non è solo la versione cruda e senza maschere di gomma che precede il caramelloso Halloween fatto di dolcetto o scherzetto. Come ci informa didascalicamente la ormai tuttofare Liz Taylor (promossa concierge per la immotivata sparizione di Iris nonostante fosse stata salvata da Donovan e non la si sia vista lasciare l’hotel), la Notte del Diavolo è l’evento speciale di tutto l’anno all’Hotel Cortez, il giorno in cui ospiti più che speciali vengono ad omaggiare il creatore di questa casa dell’orrore riemergendo dagli inferni in cui la morte (andata in vacanza evidentemente) li aveva relegati come pegno eterno per i loro efferati crimini. Che questa verità soprannaturale venga detta anche al detective John Lowe che fino a quel momento era stato tenuto all’oscuro della vera natura della sua temporanea dimora, vorrebbe essere una inattesa sorpresa, ma purtroppo assomiglia molto più ad una insensata confessione non richiesta e non si capisce perché necessaria. Perché mai, infatti, James P. March (un Evan Peters che sembra trovarsi a suo agio nelle vesti e nei modi di fare di un gentleman degli anni venti) dovrebbe scegliere proprio John come invitato d’onore del suo esclusivissimo party? Che veda in lui un potenziale nuovo alunno? Ma allora perché non invitare Tristan? O solo perché vuole uno spettatore inconsueto al suo banchetto annuale? O, forse, solo perché gli autori vogliono copiare (perché la reiterazione di omaggi sconfina pericolosamente nel reato di plagio) Shining facendo di John il novello Jack Torrance che sprofonda nella pazzia partecipando al party annuale dell’Overlook Hotel?

AmericanHorrorStory5x04JamesFollia che non manca certo agli altri invitati che altri non sono che un variegato campionario dei più feroci serial killer che tanto terrore (quello vero) hanno seminato negli Stati Uniti patria involontaria (ma non esclusiva) di questa orribile piaga. La lista degli assassini seriali è purtroppo tanto infelicemente lunga che ci si potrebbe domandare quale criterio Murphy e Falchuk hanno seguito per scegliere i partecipanti alla cena rituale. Per quanto possa essere paradossale, sembrerebbe che gli autori abbiano voluto rispettare una sorta di parità tra i diversi gruppi sociali come a voler rimarcare quanto il fenomeno serial killer sia equamente diffuso tra essi. E quindi abbiamo il classico bianco ben inserito nella sua comunità al punto da travestirsi da pagliaccio alle feste dei bambini, il che spiega il trucco e il carattere ridanciano di John Wayne Gacy (autore di 33 omicidi dopo aver violentato e torturato le sue vittime), l’ispanico tutto musica e giacche di pelle assegnato a Richie Ramirez (a cui sono attribuiti 14 omicidi in un poco più di un anno), Aileen Wuorns (che sfogò la sua rabbia misogina uccidendo sette uomini e che qui viene interpretata da Lily Rabe che ne restituisce il carattere violento, ma non accetta di imbruttirsi per assomigliare all’originale come invece fece Charlize Theron in Monster) a riempire la casella serial killer donne ed anche un esponente della comunità omosessuale come Jeffrey Dahmer (il mostro di Milwaukee responsabile di almeno 17 omicidi conditi da atti di cannibalismo e ben interpretato da un somigliante Seth Gabel). Ancora più probabile, comunque, è che a guidare la scelta siano stati dei motivi puramente commerciali. Non a caso i quattro non sono i più violenti, ma quelli a cui sono stati dedicati film e canzoni o che sono comunque rimasti nell’immaginario collettivo anche dopo la loro morte (si pensi al già citato Monster per la Wuorns; l’omonimo Dahmer per il mostro di Milwaukee; alla figura del clown Pennywise in It di Stephen King che, sebbene non dichiaratamente, è comunque ispirata a John Wayne Gacy; ai collezionisti dei quadri dipinti in carcere da Ramirez). E ad essi si aggiunge anche il killer dello Zodiaco la cui identità non è nota, ma che si guadagna la presenza qui proprio perché visto sul grande schermo non troppi anni fa. Che bisogno c’era però di farne degli allievi riconoscenti dell’inesistente James P. March? Sembra quasi che gli autori abbiano voluto rimarcarne in questo modo la malvagia intelligenza, ma a cosa serva questa insistenza visto che il personaggio fa poco o nulla nella serie, non è affatto chiaro.

AmericanHorrorStory5x04EversSe i fan del personaggio riescono a difenderlo dall’accusa di inutilità ai fini della trama, è solo perché è la stagione stessa a non avere una storia portante. Esempio ne è Elisabeth (una Lady Gaga che continua a interpretare sostanzialmente se stessa con abiti, modi di fare ed espressioni che sono presi di peso dai suoi videoclip e concerti) che sembra aver dimenticato il progetto di circuire Will Drake per dedicarsi stavolta ad incrementare la sua corte di simil vampiri convertendo anche una Alex che vuole solo stare con il ritrovato Holden. Cosa abbia da guadagnarci la contessa da questa scelta è ignoto non solo a Tristan (qui ridotto ad una comparsa), ma ad ogni spettatore. Nell’assenza di ogni direzione da prendere (anche la vendetta di Ramona annunciata nello scorso episodio non ha alcun seguito), è inevitabile che molti personaggi finiscano per fare poco più che dei cameo (come definire altrimenti le uniche scene in cui compare Sally, ma anche il racconto di Miss Evers?) o prendersi una giornata di ferie (come appunto Iris, Donovan, Ramona, Will e, in parte, Tristan).

“Devil’s night” potrebbe essere considerato come un episodio filler inserito per sfruttare la vicinanza con il concomitante Halloween. E di episodi filler non sono privi anche molte serie di pregio che indulgono in questa caduta di stile quando credono che una pausa sia necessaria. Ma di quale pausa ha bisogno American Horror Story – Hotel se non ha ancora iniziato non a correre, ma nemmeno a camminare a passo lento?

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Winny Enodrac

In principio, quando ero bambino, volevo fare lo scienziato (pazzo) e oggi quello faccio di mestiere (senza il pazzo, spero); poi ho scoperto che parlare delle tonnellate di film e serie tv che vedevo solo con gli amici significava ossessionarli; e quindi eccomi a scrivere recensioni per ossessionare anche gli altri che non conosco

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2 Commenti

  1. Wow, un recensore che non sa fare 2+2.
    Ovviamente John è invitato perché in realtà sarà lui stesso il pazzo killer dei delitti dei 10 comandamenti.

  2. Certo, recensisci il primo film del Signore degli Anelli dicendo “eh sì però si conclude in tredici, non fanno sapere neanche come va a finire la storia”, tanto è uguale.
    Per John, è palese, March fa spesso riferimento a lui come serial killer e dice che “ancora non è pronto”, il tempo mi (o ti) darà ragione.
    Io sono il primo che critica la serie, ma le critiche sono altre, non certo queste senza senso.

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