American Horror Story

American Horror Story – Hotel: Recensione dell’ episodio 5.08 – Ten commandments killer

Togliamoci subito questo dente e rispondiamo a quel lettore che tanto mi aveva sbeffeggiato per non averlo capito già durante la cena di Halloween. Aveva ragione lui ed ero stato superficiale o poco attento o tutte e due le cose io. Ha vinto lui e pazienza che qui non abbiamo ricchi premi e cotillon da distribuire per cui dovrà accontentarsi del mio capo cosparso di cenere e sangue. Finita la parentesi dal titolo “abuso privato di mezzo pubblico”, ci sarebbe ora da parlare di questo ottavo episodio di American Horror Story e di quanto avviene questa settimana nell’Hotel Cortez, uno dei pochi alberghi di cui non è proprio possibile lamentarsi (ché altrimenti la direzione ha un modo tutto suo di replicare alle critiche).

American Horror Story – HotelAlla fine, quando ormai era chiaro persino a me, la rivelazione arriva: il killer dei Dieci Comandamenti è lo psicotico detective John Lowe. Il suicidio di Wren è la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso della nevrosi di John spingendolo a confrontarsi prima con una rediviva Liz Taylor (le cui lacrime represse servono a ricordarci che ha perso il suo amato Tristan due episodi fa) ricevendone in cambio una insolita virulenza e, successivamente, con una Sally finalmente ritornata in scena (e mai finiremo di rimpiangere lo scarsissimo minutaggio concessole e il ruolo fin qui marginale del personaggio della Paulson). Sarà proprio Sally il Virgilio che si incaricherà di accompagnare John nel suo personale e rapido viaggio nell’inferno più pauroso di tutti: i suoi personali ricordi.

Incitato dalle parole della bionda fumatrice e scosso dalla vista dei trofei del killer su cui pensava di dover ancora indagare, John recupera infine la memoria acquistando la piena consapevolezza delle sue macabre imprese. Di più. Dopo una confessione tanto lunga e dettagliata quanto ricca di scene splatter e momenti gore, John continua la sua opera uccidendo anche il suo ex collega detective e mostrandosi orgoglioso di quello che March definisce il suo capolavoro. Lo sguardo convinto di John e il sorriso mellifluo del defunto ma vivo proprietario dell’Hotel Cortez lasciano intendere che le due teche libere andranno presto riempite per completare l’opera di punizione suggerendo che la ricerca delle prossime vittime sarà argomento degli episodi che restano alla fine di questa stagione.

Un episodio quindi che dovrebbe accontentare tutti quelli che a volte con persino troppa veemenza si erano lamentati dell’eccesso di storyline lasciate aperte da Murphy e soci. Ed, in effetti, la rivelazione dell’identità del killer potrebbe essere il primo passo verso la correzione di questo difetto. Peccato però che sia anche un modo per evidenziare la mancanza di originalità della scrittura che ha reso questa scoperta simile ad una festa a sorpresa di cui ti hanno già  detto ora e luogo. E il motivo è proprio l’aver abusato ancora una volta di un cliché tipico con l’assassino smemorato e psicotico che riscopre le sue malefatte solo dopo un inevitabile crollo psichico. Già visto, grazie.

American Horror Story - HotelDovrebbe essere innovativa, forse, l’idea di fare di March uno scontento istruttore di serial killer ? Si, perché nel suo dialogo con una Contessa stavolta limitatasi ad una rapida comparsata (il che sorprende visto quanto questa stagione abbia puntato sul richiamo per fan rappresentato da Lady Gaga), March si autoproclama maestro degli invitati alla cena di Halloween riducendo quindi illustri assassini seriali come Ramirez, Gacy, Dahmer a meri scolaretti indisciplinati che non sono riusciti a soddisfare l’esigente professore. Un’idea piuttosto azzardata, ma che potrebbe essere perdonabile se fosse almeno originale. Il che non è, purtroppo (e basta citare il pur mediocre The Following per vedere qualcosa di uguale).

Soprattutto, Evan Peters continua ad avere modi troppo affettati (a partire dall’accento tanto british da sfiorare la parodia come non può non notare persino John) e un eccessivo campionario di battutine scontate e frasi fatte per essere credibile come personaggio tanto autorevole e carismatico da convincere un poliziotto in crisi di identità a diventare un ferocissimo killer amante dello splatter più estremo. Comprensibili sono, invece, le sue motivazioni dal momento che è facile immaginare che un fantasma condannato ad una eterna impossibilità di lasciare l’albergo infestato possa desiderare di continuare per procura quanto portato avanti in vita con estrema soddisfazione. Giusta, quindi, l’idea di base, ma errata la sua messa in pratica per una cattiva scrittura del personaggio di March.

American Horror Story - HotelLa lunga confessione di John occupa l’intero episodio apparendo a tratti persino troppo dettagliata quasi che Murphy avesse paura di sentirsi domandare qualcosa sul passato del killer senza aver preventivamente risposto. Tuttavia, il flashback insiste più volte sugli stessi concetti (John impazzito per il dolore della perdita di Holden e capace di sfuggire alla cattura perché abile a fingere di investigare su sé medesimo) tanto da risultare ripetitivo pur mascherando questo difetto dietro litri di sangue, organi espiantati e viscere esposte. Ancora una volta, si ricade quindi in un criminale abbandono di tutti gli altri personaggi (cosa che avveniva già in Freak Show nella passata stagione) costringendo lo spettatore a chiedersi che senso abbia introdurre tanti protagonisti se poi solo alcuni vengono seguiti di volta in volta.

E così, mentre scopriamo che Sally ha un qualche patto con March in cui è coinvolto il demone stupratore, restiamo nella totale ignoranza di come stia procedendo il rapporto tra la madre dell’anno Alex (a cui della figlia Scarlett pare non essere mai importato nulla) e il vampiresco Holden o di come Ramona e Donovan intendano vendicarsi della Contessa (che vorrà ancora sposare Will Drake?) o di che dannata fine abbia fato la scolaresca vampirizzata.

Forse sono io che chiedo troppo a Murphy e a questa serie. Magari, come con John, qualche lettore più attento sa vedere quel che io non riesco a notare. Ma mi sa che stavolta i ricchi premi e cotillon saranno più difficili da vincere.

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5.08 – Ten commandments killer
  • Ok ma l'originalità ?
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