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American Horror Story

American Horror Story-Freak Show: Recensione episodio 4.01-Monsters among us

 

“Mostro: Personaggio mitico o leggendario dalle forme non riscontrabili in natura, creatura fantastica di aspetto orribile

Il circo è quel luogo in cui sotto un piccolo tendone ogni ombra è volontariamente cercata per celare come una quinta i segreti dei numeri di magia: è la casa dello stupore e la fabbrica delle meraviglie. Un luogo che riesce ad incantare migliaia di persone da tempo immemore e che american-horror-story-freak-show-open-sequence-and-full-trailerha ispirato il lavoro di tantissimi artisti: Federico Fellini ha fatto di esso un suo costante porto sicuro a cui appoggiarsi nei momenti di
mancanza di ispirazione. Il motivo di questo successo è duplice, da una parte la capacità di raccogliere in pochi metri di pista sabbiosa un intero universo parallelo al nostro in cui ancora domina il mistero e l’altro è il lato opposto ad esso, quello che potremmo identificare con le lacrime disegnate sul viso del clown: quella malinconia intrinseca all’ambiente circense che avvolge i suoi membri in una triste nebbia lontana.

Rayan Murphy ha compreso questa doppiezza e forse proprio per questo ha deciso di dedicare il quarto capitolo della sua serie antologica al circo, focalizzando però l’attenzione più sul concetto di “meraviglia” che su quello di tristezza. In una Florida di inizio anni cinquanta afosa e bigotta, Murphy ambienta la sua storia, che risulta subito carente della parte “paurosa” tipica delle scorse stagioni, ma piena di inquietudine e tensione come lo era stata la prima. La storia gira tutto intorno al “Freak Show” un circo itinerante di essere umani con deformità e malformazioni non accette dalla società dell’epoca (ma poco anche dalla nostra): abbiamo la donna più piccola del mondo, un uomo con le braccia cortissime, una donna senza gambe, la donna barbuta (Bates), un ragazzo con le mani deformate (Peters), la “testa a punta” già vista in Asylum e a capo di tutto Elsa, il personaggio di Jessica Lange. Quest’ultima è una donna tedesca con due protesi alle gambe, che per tutta la vita ha sognato di diventare famosa e che colleziona articoli di giornale sulle più brave attrici di Hollywood dell’epoca ed è sempre a caccia di altri fenomeni da aggiungere al cartellone del suo circo. Proprio grazie a questa sua incessante ricerca del “diverso”, Elsa si imbatte in Betty e Dot, due gemelle siamesi che condividono lo stesso corpo interpretate entrambe da Sara Paulson; con due personalità differenti e a tratti opposte, le due finiscono nei guai per l’omicidio della madre e vengono salvate e accolte proprio da Elsa che vede in loro la possibilità di guadagnare più soldi. Mentre avviene questo incontro tra le due gemelle e il “Freak Show”, nei dintorni del circo un terrificante clown con il sorriso alla Joker semina il terrore uccidendo brutalmente chiunque si trovi sul suo cammino e nascondendosi in una roulotte che tanto ricorda lo “Yellow King” di True Detective.

American-Horror-Story-Freak-Show-Twisty-The-Clown-La mostruosità e quanto essa sia nel cuore più che nell’aspetto esteriore, sono il filo rosso che sembra voler seguire questa stagione, rinunciando giustamente allo splatter facile per una maggiore concentrazione sulla psicologia dei personaggi e sulla loro “natura”; di questo è simbolo il personaggio delle gemelle, interpretato magistralmente dalla Paulson che ci regala già da questo primo episodio una performance memorabile; basta ascoltare solo il pezzo in cui entrambe Dot e Betty scrivono sul diario del loro arrivo al circo per capire quanto lavoro di ricerca e indagine interiore deve aver fatto l’attrice di concerto con gli sceneggiatori. Cosa voler essere e cosa si è realmente, imparare ad accettare di essere diversi e vivere da emarginati oppure ribellarsi al sistema per dettare nuove regole? Questi sono i temi e, se in parte già con Coven erano venuti fuori, qui hanno un senso ben preciso e si mischiano bene con le immagini che vengono presentate. Se infatti la scorsa stagione aveva un’anima “teen” molto visibile, in questa premiere viene subito messo in chiaro che i temi da affrontare non sono racchiusi in una età precisa ma anzi, sono maturi e importanti e il concetto di “mostro” merita di essere trattato a 360°.

Il comparto sonoro quest’anno è più importante e presente dello scorso, e questa a mio parere è l’unica pecca di una premiere che poteva American-Horror-Story-Freak-Show-Jyoti-Amgeessere perfetta ma che si sciupa un po’ nel finale; vedere infatti Jessica Lange cantare “Life on Mars” di Bowie, nonostante dovesse sembrare uno spettacolo “triste”, potrebbe lasciare intendere che nel proseguo degli episodi ci saranno altri momenti “canori” cosa che sinceramente io non spero perché finché in American Horror Story la musica serve come accompagnamento e elemento di tensione, essa è utile e sopratutto non fuori luogo, ma quando vuole ricordare Glee rischia di far scendere tutta la tensione e far sparire l’anima horror di questa serie.

Tirando le fila, questa premiere funziona benissimo e sembra che gli elementi che non tornavano in Coven e che ci avevano fatto storcere il naso siano stati corretti; abbiamo meno “paura” e più riflessione e inquietudine, un’atmosfera anni ’50 che funzionava benissimo nella seconda stagione e più spazio ad attori che lo scorso anno erano stati sacrificati; il risultato è quindi positivo a patto di non cadere nel “musical da quattro soldi”.

Per tanti approfondimenti, news, foto e indiscrezioni su American Horror Story passate su questa interessantissima pagina American Horror Story ITALIA e per vedere sempre prima gli episodi seguite la pagina Facebook di Angels & Demons – Italian Subtitles

Good Luck Freaks!

 

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