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Recensioni Serie Tv

American Horror Story – 2.05 I’m Anne Frank (Part 2)

La seconda parte di I Am Anne Frank rappresenta senza dubbio un punto di svolta per questa seconda stagione di American horror Story per varie ragioni ed è anche uno degli episodi più interessanti e allo stesso tempo psicologicamente disturbanti visti fino a qui.

Anne Frank in realtà non è Anne.Un uomo si presenta all’ospedale affermando di essere suo marito; Charlotte, questo il vero nome della donna, è ossessionata dalla storia di Anna Frank dal momento in cui ha letto il diario, la psicosi scaturita da questa ossessione altro non è che il risultato di una depressione post-partum.
L’uomo riesce a portarla via da lì, ma ben presto è costretto ad arrendersi e a riportarla indietro perché la donna è ingestibile; la psicosi, infatti, ha messo in pericolo il bambino della coppia. Il Dott. Arden così con il consenso del marito pratica una lobotomia e Charlotte torna a essere quella che era: una casalinga infelice.  La storia di Anne era chiaramente un espediente per gettare luce sul passato del Dott. Arden, la lobotomia fatta a Charlotte/Anne è il modo più semplice e veloce per fare in modo che la donna dimentichi il suo volto.

Ma veniamo al cuore dell’episodio a quanto pare il Dr.Tredson era troppo buono e gentile e competente per essere reale in questo contesto, prima strappa a Kit con l’inganno una confessione di colpevolezza sugli omicidi commessi da Bloody Face e poi riesce a far fuggire Lana da Briarcliff ma solo per poterla catturare nuovamente.
Ebbene Dott. Treddson è Bloody Face.
Qualcuno forse se lo aspettava non so io assolutamente no! E stato per me talmente inaspettato che sono rimasta seriamente a bocca aperta.
Zachary Quinto in questa trasformazione è stato eccezionale, la voce, la mimica facciale cambiano in modo repentino da lasciare lo spettatore veramente scioccato. La scena in cui Lana si rende conto di essere nelle mani di un pazzo psicopatico è letteralmente agghiacciante!
Siamo di fronte ad un twist narrativo talmente grande da risultare quasi fastidioso però, il fumo negli occhi gettato dagli sceneggiatori nelle puntate precedenti era molto denso tanto da non farci presagire questa svolta e quindi mi domando: esiste un colpo di scena abbastanza sensato che si trasforma però in WTF? Secondo me qui ci siamo vicini!

Ma le rivelazioni non sono finite qui, Grace viene rapita dagli alieni, durante il rapimento subisce un intervento chirurgico d’isterectomia, ma questo non è certo-dovremo aspettare per capire cosa è accaduto- la cosa interessante è che Grace vede Alma incinta, la moglie di Kit la incita a non opporre resistenza all’operazione.

La curiosità su questa trama degli extraterrestri ora sta crescendo, spero che sarà gestita al meglio. C’è un legame tra Briarcliff e gli extraterrestri? O forse la connessione c’è con il demonio ora nel corpo di Suor Eunice?
Non c’è sicuramente dubbio che la seconda stagione che stiamo vedendo sia più matura e seria della precedente. Murphy ci vuole mostrare come la società imponga regole ed etichetta le persone, stabilendo arbitrariamente chi è sano e chi invece non lo è perché non si conforma alle regole sociali, ma in questo episodio si aggiunge un tassello importante, c’è una denuncia chiara a una società misogina.
Basta solo questo episodio: Shelly senza gambe e deturpata, che stringe veramente il cuore per com’è stata violata nel fisico e nella mente; Grace sanguinante dopo un intervento di sterilizzazione avuto contro la sua volontà; Lana in mano a un serial killer che costruisce lampade con la pelle delle donne e anche Charlotte che torna a essere una casalinga infelice, a vivere una felicità finta. Lo show sta sottolineando come le donne sono state trattate negli anni 60, le donne facevano parte indistintamente di quella massa di persone che doveva essere inquadrata per poter vivere in una società prettamente maschile. E’ questo è chiaro anche nel personaggio interpretato dalla straordinaria Jessica Lange, divisa tra la sua femminilità, i vizi terreni e la retta via.

L’episodio è forte e incisivo anche grazie alla regia molto curata: i flashback di Anne Frank sono particolarmente sconcertanti e non convenzionali, sembrano una fiction che sottolinea di essere tale e lasciano più di un dubbio sulla lettura che può essere data della vita famigliare della donna, ma tutto l’episodio è impostato per trasportare ancora di più il pubblico nel disagio raccontato nella storia, dalle prime scene quando Suor Jude si rivolge a un cacciatore di nazisti il gioco di specchi è artificioso e snervante come tutta la fotografia cupa e vivida allo stesso tempo.
Nonostante la molta carne sul fuoco lanciata fino a qui, le trame risultano ben amalgamate e organiche facendoci presagire una conclusione che unisca a se tutti gli archi narrativi aperti.

 

Maura Pistello

Fondatore/ Admin Serie tv dipendente, accanita lettrice, amante del cinema e dell'arte

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