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Recensioni Serie Tv

American Horror Story – 2.03 Nor’easter

American Horror Story è il True Blood invernale. Folle, delirante, sopra le righe e, a tratti, intelligentemente trash. Certo fa meno ridere ed è più carico di tensione, ma la sostanza è quella. E questa stagione si sta rivelando sorprendentemente migliore della precedente. Non solo si rielaborano cliché horror in maniera intelligente, ma c’è soprattutto un’ottima analisi dei personaggi. Basta prendere i poli opposti di queste prime puntate, sorella Jude e il dr. Arden, per rendersi conto di quanto lavoro è stato svolto. Il personaggio meravigliosamente interpretato da una straordinaria Jessica Lange (è bene in questi casi sprecare lodi e aggettivi) si ritrova ad affrontare in questo episodio il suo passato, la sua personale tempesta: la bambina che ha investito nel 1949 mentre era ubriaca. Prima il giornale dell’epoca e poi la misteriosa chiamata (apparentemente architettati da sorella Mary Eunice oramai posseduta) fanno crollare il muro di freddezza e autorevolezza catarticamente costruito negli anni. Crollo che raggiunge il suo apice proprio durante la vera tempesta che sta colpendo Briarcliff, durante la visione di un film per tenere a bada i pazienti: sorella Jude che cammina ubriaca e quasi in lacrime e che per poco non si fa sfuggire segretamente il proprio segreto. E poco dopo, aggirandosi tra i corridoi del manicomio incontra un alieno. Sì, un alieno. Allucinazione o realtà? Davvero American Horror Story avrà il coraggio e la capacità di mescolare horror e fantascienza senza sembrare ridicolo? Non lo sappiamo per ora. Solo una cosa è certa: la pioggia di premi in arrivo per la Lange. Giustamente. Il dr. Arden, d’altro canto, si fa sempre più sadico ed inquietante. Da un lato rigetta una sorella Mary Eunice non più ingenua e dolce, ma sfrontata e femme fatale e, dall’altro  mentre cerca di stuprare la ninfomane Shelley (una Chloe Sevigny non sfruttata a dovere) e dopo essere stato deriso da questa per le sue dimensioni del pene, le taglia le gambe chirurgicamente per non permetterle di scappare dal suo laboratorio. Altra scena shock inaspettate e, forse forse, troppo gratuita. Così come è altrettanto scioccante è stato scoprire chi si nasconde nei boschi e viene sfamato da Arden con l’aiuto di Mary Eunice: un gruppo di persone sfigurate che a tratti ricordano degli zombie (ma non credo siano morti. Anche se mai dire mai). Chi incappa in loro sono i poveri Kit, Lana e Grace che cercano invano di scappare dal manicomio, ma che preferiscono tornare indietro per non affrontare queste creature. In tutto questo aggiungeteci la suora posseduta che uccide una messicana che ha riconosciuto il diavolo in lei, Arden che trucca e inveisce contro la statua della Madonna (scena efficace anche se troppo didascalica nel sottolineare lo scontro tra scienza e fede) avrete idea di quanto è stata allucinante e malata questa puntata. Troppa carne al fuoco? Forse, ma finché viene trattata e diretta così non mi lamento. Anzi. Ho trovato il guilty pleasure invernale.

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