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American Gothic: Recensione dell’episodio 1.01 – Arrangement in Grey and Black

American Gothic

American Gothic, nuova serie tv sbarcata sul canale americano CBS, apre le danze con un pilot dal retrogusto dark e vagamente soap-operesco.
Tutto ha inizio in una famiglia dell’alta borghesia di Boston – gli Hawthorne – al cui nucleo principale, composto dai genitori Mitchell e Madeline, si vanno ad aggiungere i figli Alison, Tessa, Cam e Garrett con i rispettivi figli e compagni.
Motore dell’azione è l’attacco di cuore subìto dal patriarca degli Hawthorne, il quale è considerato da tutti come un padre amorevole, ma potrebbe invece essere collegato al serial killer conosciuto col soprannome di Silver Bells.

I personaggi

American GothicFin da subito si riesce a delineare una separazione piuttosto netta tra buoni e cattivi: all”interno del gruppo formato dai figli protagonisti Alison ricopre il ruolo della donna in carriera glaciale e senza scrupoli, Tessa quello della ragazza semplice ed un po’ ingenua (personaggio che spero sopravviva fino alla fine della stagione), Cam la pecora nera della famiglia ed infine Garrett il figliol prodigo, tornato a casa dopo quattordici anni di assenza.
Sebbene all’inizio la storia di Cam (Justin Chatwin) – ex drogato e padre single di un bambino piuttosto particolare – sembri la più interessante, non appena Garrett (Antony Starr) entra in scena i riflettori si spostano su di lui e sull’aura di mistero che l’accompagna. Per far incrementare il livello di tensione, che al contrario non sale vertiginosamente, lo vediamo radersi la barba con un coltello e dormire sul pavimento della sua camera, quando avrebbe un letto a disposizione.
A parte Tessa (Megan Ketch) nessuno pare interessato al passato di questo fratello “ritrovato”, e non appena se ne presenta l’occasione Cam è pronto a puntargli subito il dito contro.
Tutto sommato, almeno per il momento, la caratterizzazione dei personaggi non mi è sembrata poi molto coinvolgente: si tratta, infatti, per lo più di stereotipi già visti e rivisti in altre serie tv, film ed opere letterarie. In compenso è davvero troppo presto per dare un giudizio definitivo, quindi ai posteri l’ardua sentenza.

Bambini inquietanti

Aprirei invece un discorso a sé stante per il piccolo Jack Hawthorne (Gabriel Bateman), figlio di Cam e Sophie, donna ancora innamorata dell’ex marito ma che, a differenza di quest’ultimo, non ha smesso di drogarsi. Jack è il classico bambino strano ed inquietante, presente in molti film horror: disegna in modo accurato persone in fin di vita, fa esperimenti scientifici ai danni di un povero gatto indifeso e sembra che viva recluso in un mondo tutto suo. L’unico con cui riesce davvero a legare è American Gothiclo zio Garrett, con il quale condivide l’interesse per la scienza – se di scienza si può parlare.
In realtà è positivo che la serie possa contare su un personaggio tanto instabile, poiché Jack potrebbe essere al centro di molti colpi di scena. Ci si domanda comunque perché Cam non abbia portato il figlio da uno specialista (e anche da uno bravo), piuttosto che cercare un inutile conforto tra le braccia di Sophie.

Come una partita a Cluedo

Eccezion fatta per il cliffhanger finale, nel pilot non ci sono stati picchi di originalità. Era piuttosto palese il fatto che durante la sua visita in ospedale Garrett non avesse rivolto parole gentili al padre, per cui la rivelazione della figlia di Alison (Juliet Rylance) non è stata particolarmente emozionante.
Da un certo punto di vista, semplificando al massimo, si potrebbe paragonare questa prima puntata all’inizio di una partita di Cluedo: le pedine dei personaggi vengono disposte sul tabellone, si esplorano le varie stanze della villa di famiglia, si scoprono le armi del delitto e vengono create le prime fazioni.
Nel nostro caso vediamo una forte unione tra Cam e Tessa, intenzionati a svelare il mistero che il padre sta celando, mentre Garrett ed Alison si muovono in modo del tutto indipendente dal resto della famiglia.

Questione di duplicità

American GothicIl tema della famiglia ricca e numerosa che nasconde una lunga serie di segreti è piuttosto diffuso e continua a regalarci emozioni perché mette in dubbio la natura stessa dell’essere umano.
Se tutto ciò che vediamo è solo una facciata, di chi possiamo fidarci davvero? Forse non di Mitchell Hawthorne, che potrebbe rivelarsi un assassino pluriomicida, e probabilmente neanche di Garrett, descritto come un ragazzo dolce e sereno ma che deve aver subito un trauma tanto profondo da averlo reso l’adulto che è nel presente.
Queste domande restano aperte e solo i prossimi episodi sapranno darci una risposta. Consiglio quindi questa serie a tutti coloro che abbiano intenzione di seguire un giallo familiare partito senza troppe pretese, ma che potrebbe regalarci anche qualche piacevole sorpresa.

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1.01 - Arrangement in Grey and Black
  • Un probabile guilty pleasure estivo
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