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American Gods

American Gods: la serie si allontana dal libro – Recensione episodio 1.04

La lettura di American Gods è un’esperienza onirica, che inizialmente quasi allontana il lettore tanto è confusa e senza scopo e poi, una volta abituatolo a questo disordine logico, lo ammalia irrimediabilmente. Leggere il libro di Gaiman è indiscutibilmente un’avventura magica e faticosa ma che lascia soddisfatti e strabiliati dall’immaginazione dell’autore. La stessa cosa è avvenuta per i primi tre episodi di American Gods, di cui abbiamo tessuto le lodi nelle scorse settimane e che inevitabilmente hanno ottenuto un ottimo riscontro di critica e pubblico. Una serie nuova, diversa, capace di non avere remore o paletti e di parlare per la prima volta in televisione di immigrazione.

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UN FILLER ALLA “FULLER”:

American Gods

Brian Fuller decide di prendere una pausa dal racconto principale e di dedicare questo quarto episodio interamente al personaggio di Laura Moon. La scelta è intelligente e furba, permette al pubblico di riposarsi dalla complicatezza della trama principale e allo sceneggiatore di scrivere un episodio lineare, semplice e dal gusto quasi adolescenziale. Laura Moon viene presentata come una ragazza infelice di stare al mondo, che vive una vita ripetitiva ed è angosciata dall’immobilità della sua esistenza. Cerca lo svago inalando insetticida, non si arrabbia mai, non si ribella, non dice di no e in qualche modo è passiva a tutti i suoi istinti. Se vogliamo un personaggio che è immaturo, a tratti quasi banale e stride con Shadow. Laura Moon, interpretata da una non troppo convincente Emily Browing, è una bambina che si mette a discutere con il dio egiziano della morte, e che ha davvero tradito Shadow con il vicino di casa, un personaggio senza scuse o alibi. Fuller continua ad essere un maestro dei riempitivi, episodi filler come li crea lui non si vedo in televisione quasi mai, grazie alla sua eccezionale dote di saper scrivere episodi interessanti che non servono per la trama orizzontale, questo quarto appuntamento di American Gods, potrebbe essere considerato una serie a parte, un cortometraggio, un pilot, e inspiegabilmente funziona. Il ritmo è buono, la storia interessante con anche momenti divertenti (Audrey meravigliosa), la regia assurda e perfetta come al solito e il sangue è quello di Hannibal, quindi cosa ne parliamo a fare.

QUELLO CHE NON CONVINCE:

Detto questo c’è però un aspetto che un lettore, come chi scrive, del romanzo non può non sottolineare: l’attinenza al libro. Nelle pagine di Gaiman tutto questo background Laura Moon non lo ha, è oggettivamente un personaggio odioso, che non ama Shadow quanto lui ama lei, ma che risulta fondamentale per la trama. Senza fare spoiler Laura Moon è necessaria per la guerra tra vecchie e nuove divinità che Wendsday sta per iniziare. L’idea fulleriana di rendere Laura Moon una sorta di Marissa Cooper dei giorni nostri forse è davvero troppo banale, appiattire questo personaggio alla classica donna che viveva morendo e che una volta morta comprende cosa voglia dire vivere davvero è un tema fin troppo esplorato dalla televisione e forse per questo si poteva fare di più. Ulteriore elemento di delusione è la questione del collegamento con Anubi, se davvero è legato al solo Casinò a tema egizio in cui lei lavora dovrà essere spiegato perché nel terzo episodio lo stesso Anubi parla di fede nei suoi confronti per poterlo vedere. A meno che non venga spiegato in futuro perché Laura Moon dovrebbe avere delle connessioni con Anubi e Toth, per ora l’idea pare piuttosto fragilina.

Un filler alla Fuller, che convince sicuramente i non lettori e che può destare dei dubbi nei fan del racconto originale. Con un casting che forse non è molto azzeccato e una storia un po’ troppo banale.  Restano comunque scene e dialoghi degni di nota, come l’uccisione della mosca e il dialogo tra Anubi e Laura, nonché una delle poche scene in tv che mostra una donna sul wc. Ma American Gods deve riprendere la sua rotta, tornare a strabiliare e a stupirci, perché noi ci aspettiamo quello.

Good Luck!

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1.04 – Git Gone
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