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Almost Human

Almost Human: recensioni dell’episodio 1.03 – Are you receiving?

Comunicazione ai gentili lettori: chi è in grado di fornire il nome di un telefilm decente partito quest’autunno si presenti al banco dei commenti e lasci detto.

Sinceramente, se mi metto a impignare tutte le boiate e boiatelle che ho iniziato a seguire non so mica se metto insieme una serie davvero buona. Lasciatemelo dire, che sciatteria generale! Non voglio dire che Almost Human sia orrido. Se lo confronto con una serie tipo Dracula posso quasi gridare al miracolo. Ma è per lo meno deludente, almeno per me che lo aspettavo con una certa trepidazione.

L’aspetto tecnico, come già detto per il suo pilot, resta davvero buono. Ma la squadra si era già allenata con Fringe, quindi difficile sbagliare. Gli effetti speciali sono di alto livello e l’ambientazione vagamente futuristica funziona ma non trovo molto altro da apprezzare.

Se volete ricreare questo secondo (terzo episodio?) a casa vostra vi consiglio di unire una buona dose di Trappola di cristallo, spruzzarci sopra un po’ di Arma Letale e aggiungere un buon goccio di Fringe. Lo shakerate bene e ne tirare fuori un episodio abbastanza insipido che sembra volerci dire: questo è quello che vi aspetta con i casi della settimana, mettetevi comodi.

Almost_Human_103-02Partiamo dal peggio: l’intro parlata. Un prologo così pacchiano non si era più visto da tempo immemore. Sembra di aver fatto un balzo indietro negli anni ottanta. Altro che futuro! Poi l’episodio procede a presentarci Madre Teresa nei panni di un lobotomizzato dal sorriso bloccato in faccia, al solo scopo di farci istantaneamente capire che morirà a breve. E quando dico a breve intendo nel giro di due secondi. La sua innamorata dagli occhi dolci si salva solo per servire da supporto drammatico ad un episodio che in pratica si riduce a Dorian e John che salgono una ventina di rampe di scale, mentre il resto della polizia temporeggia svolgendo diligentemente i compiti richiesti da un caso di sequestro.

Già l’idea del sequestro volto a coprire un semplice furto di una non specificata materia molto costosa e pericolosa è vecchio come Noè, ma quel che è peggio è che il tutto si svolge in modo abbastanza indolore. L’unico momento di vera tensione è quando un povero ostaggio viene lanciato di sotto sul selciato per dimostrare quanto siano cattivi i cattivi.

John sta al telefono e racconta (per la seconda volta in pochi episodi) una storrielluzza piena di pathos al solo scopo di impressionare Dorian e di farci capire che dietro al muso duro c’è un cuore di panna. La telecamera stringe sul sorriso compiaciuto di Dorian e io quasi cado dalla sedia.

Okay, lo avrete capito. L’episodio non mi è piaciuto e in alcuni momenti l’ho trovato anche imbarazzante. Succedono cose inutili e che non emozionano (il finto innesco costruito per tenere buoni i rapitori) e in alcuni punti è stato così didascalico da farmi roteare gli occhi: la parabola per bloccare le comunicazioni viene diligentemente inquadrata quando attivata e quando spenta, con rispettivo grafichino a colori sullo schermo e effetto sonoro e pure effetto visivo. Questo tipo di cose hanno la capacità di irritarmi parecchio perché mi fanno sentire trattata come una spettatrice cretina.
Tutto l’episodio è costellato di aggeggini carini: il modificatore di faccia, il drone spara telefoni, l’aggeggio sbudella palazzi ma sono messi lì giusto per rinforzare la caratterizzazione futuristica del telefilm che è l’unica cosa che per ora discosta da un comune poliziesco.

E poi abbiamo i nostri due protagonisti. Che a dire il vero hanno i loro buoni momenti e un sorriso lo strappano anche ma il bromance questa volta mi è parso quasi stucchevole; e siamo solo al terzo episodio! Quando Dorian si è offerto di andare a salvare gli ostaggi il dialogo tra lui e JoAlmost_Human_103-03hn è stato qualcosa di surreale e pure recitato con i piedi. Intendiamoci, io sono la prima che apprezza un buon bromance e questo avrebbe tutte le caratteristiche per essere parecchio interessante e originale ma la verità è che dopo 3 episodi non c’è quasi più nulla di dire. Si sono salvati reciprocamente la vita e ormai si confessano i segreti del cuore. John ha smesso dopo circa 10 minuti di considerare Dorian una lattina e ora vanno d’amore e d’accordo quasi su tutto. La verità è che il problema è proprio Dorian. Okay, è androide, ha un cervello da computer, ti ricarica il cellulare ed è piacevolmente indistruttibile ma il suo essere androide si limita a quello. Ha emozioni umane e le comprende e le sa manifestare. Che poi a fine episodio si interroghi vagamente sulla morte lascia il tempo che trova. E’ probabilmente più umano di John e quindi il suo potenziale si esaurisce in discorsi teorici che hanno poco impatto emotivo.

Ed ecco cosa salvo dell’episodio: la scena in cui Dorian ha mitragliato tutti mentre tutti lo mitragliavano, l’unico momento davvero emozionante di tutto l’episodio.

Okay, siamo solo al terzo episodio, ma se questo serve a presentarci la zuppa che ci verrà servita ogni settimana mi perdo un filo d’animo. Non c’era un grammo di originalità e neanche un vago accenno di trama orizzontale.

Lo guardo ancora un po’ perché Karl Urban ha una faccia simpatica e perché lo sci-fi ha un richiamo irresistibile per me. Ma c’è davvero poco entusiasmo.

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