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All Eyes On

All Eyes On: Paul Walker

Cosa rende un attore straordinario? Cosa gli permette di restare nei cuori delle persone, di essere ricordato, anche tanti anni dopo la sua scomparsa? Sono i ruoli che interpreta, sono il suo aspetto o il suo accento, sono le opere umanitarie che supporta, spesso senza troppo clamore, soltanto per il bene di persone meno fortunate di lui? La verità è che non c’è un criterio, non c’è un parametro o un mezzo per giudicare, perché ogni uomo che faccia della recitazione il proprio mestiere (proprio come qualsiasi altro essere umano) avrà delle doti, delle capacità e dei tratti distintivi diversi da quelli dei propri colleghi, unici per così dire, che lo potranno innalzarlo in cima o scaraventarlo in fondo alle classifiche di gradimento, spesso a distanza di poche ore.

Ma ciò che è importante, in fin dei conti, è l’essere ricordati ed essere ricordati nel bene. E’ quello che è riuscito a fare Paul Walker, dopo soli 40 anni di vita, quando un tragico incidente d’auto ha scritto la parola fine su quel libro straordinario che era stata la sua vita. Padre, amico, attore, volontario, non c’è cosa nella sua vita in cui Paul Walker non abbia messo passione e coraggio.

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Paul William Walker IV nacque in California, da una modella e un ex pugile, due volte vincitore dei Golden Gloves. Suo nonno paterno era sopravvissuto all’attacco a Pearl Harbor, durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre il nonno materno, al comando di un battaglione di carri armati, era sbarcato in Italia, sotto la guida del Generale Patton, sempre durante il secondo conflitto mondiale. Il maggiore di cinque fratelli, Paul era un convinto cristiano, un bravo surfista e, prima di dedicarsi alla carriera di attore, studiò in diversi college, laureandosi quindi in biologia marina. Come più volte confermato dallo stesso attore, era molto legato all’acqua e alla sua fauna, tanto è vero che, oltre che ottimo surfista, dal 2006 entrò a far parte del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Billfish. Nel 2010 partecipò anche ad un documentario del National Geographic Channel – realizzando il sogno di una vita – in cui prese parte ad una spedizione, con un gruppo di 11 persone, per studiare ed osservare gli Squali Bianchi. Il documentario andò in onda nel giugno del 2010.

“Ci sono molti misteri che riguardano gli Squali Bianchi, molte ipotesi e molta teoria. L’unico modo di conoscerli per davvero è tirarli fuori dall’acqua: non puoi semplicemente inseguirli con un ago per prelevare un campione di sangue, non funzionerebbe. […] Quello che abbiamo scoperto, che siamo iniziando a scoprire, è che effettivamente, tutto quello che pensavamo fosse la verità sugli squali, in realtà non lo è.”

– Paul Walker

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A differenza della sua carriera di biologo marino, la vera passione che non ha abbandonato mai, neppure dopo aver iniziato a recitare, sappiamo molto di più riguardo alla sua storia sul grande e piccolo schermo.

La sua carriera iniziò con una serie di pubblicità che gli guadagnarono subito la simpatia del pubblico – gli occhioni azzurri e i riccioli biondi, tipici della California, fecero buona parte del lavoro, il suo sorriso fece il resto. Apparve in diverse serie televisive, sia come guest-star o semplice comparsa sia come attore regular (Throb, in cui recitò dal 1986 al 1987). Il suo debutto cinematografico avvenne invece nel 1986, quando recitò in Non aprite quell’armadio nel 1986, seguito da una serie di ruoli minori in film quali Pleasentville (1998), Kiss me – She’s All that (1999) e Varsity Blues (1999). Fu tuttavia solo nel 2001  che ottenne il ruolo che gli avrebbe cambiato la vita, quando Rob Cohen lo scelse per interpretare Brian O’Conner nel primo film della futura saga Fast and Furious. Il film raccontava di un poliziotto sotto copertura (Paul Walker) con la missione di incastrare Dominic Toretto (Vin Diesel) e la sua banda per le attività illegali di riciclaggio d’auto in cui erano coinvolti. Questo prima di scoprire che tipo d’uomo era Toretto e che il mondo non è solo bianco o nero.

“La sua bellezza americana, la sportività, la schiettezza nell’approcciare un personaggio, la sua calorosità, una personalità con i piedi per terra, hanno portato gioia a me e a tutti quelli intorno a lui. Mi mancherà per il resto dei miei giorni. […] Fin dall’inizio è stato chiaro che lui e Vin Diesel erano il duo perfetto, per me.”

– Rob Cohen, dopo la morte di Paul Walker

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Il successo della pellicola, oltre a dimostrare l’incredibile chimica tra Walker e Diesel, diede prova per la prima volta della capacità dell’attore di essere un protagonista. Fu questo a consentirgli di tornare per il secondo film della saga, nel 2003, ma anche ad essere il protagonista di diverse pellicole negli anni successivi: tra i più noti restano sicuramente Joy Ride (2001), Timeline (2003), Into the Blue (2005),  Flag of Our Brothers(2006) e 8 Amici da Salvare (2009). In Timeline, accanto a Gerald Butler e David Thewlis, interpretò uno studioso che, grazie ad una macchina del tempo, fu in grado di viaggiare con altri colleghi indietro nel tempo, fino al Medioevo. In Into the Blue, accanto ad una bellissima Jessica Alba, interpretò Jared Cole, un turista che, insieme alla ragazza e alcuni amici, s’imbattè in un aereo affondato nelle Bahamas e pieno di droga. Molto toccante fu invece il film della Disney, 8 Amici da Salvare, basato su una storia vera, in cui Walker interpretò Jerry Shepard, un dottore che, in seguito ad una tormenta di neve, fu costretto a lasciare 8 cani husky in Antarico al loro destino, e per tutto il film cercò di tornare indietro per salvarli.

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Il 2009 fu l’anno del grande ritorno, in cui – dopo un sequel senza Vin Diesel e un terzo film completamente sconnesso dal cast e dalla trama principale (almeno, per buona parte), il cast del primo film di Fast and Furious tornò per il quarto film della saga, stavolta diretto da Justin Lin. Cronologicamente, il quarto film è ambientato dopo il secondo ma prima del terzo, Tokyo Drift. Malgrado le critiche negative, il film incassò un totale di 363 milioni di dollari, piazzandosi come terzo film per incassi nel 2009 – secondo soltanto a Star Trek e Terminator Salvation.

Nel 2011 e nel 2013 uscirono il quinto e il sesto film della saga – dato che era ormai chiaro che il duo Diesel-Walker funzionava brillantemente sullo schermo, proprio come nella vita reale. Il quinto film, che indubbiamente è uno dei migliori della saga, incassò cifre da capogiro, tanto che è attualmente il 66mo film nella lista dei film con gli incassi più alti della storia. Il sesto film, invece, che guadagnò 780 milioni di dollari complessivi, si piazzò come 49mo film con gli incassi più alti di tutti i tempi. Nel cast, accanto agli storici Diesel e Walker, nonché Jordana Brewster, Michelle Rodriguez e Tyrese Gubson, apparvero anche Dwayne Johnson, Luke Evans e Liza Lapira.

“Pablo, vorrei che potessi vedere il mondo per com’è adesso… Il profondo impatto che la tua vita, così piena, ha avuto su di esso, su di noi… su di me. Ti vorrò sempre bene, Brian, per il fratello che sei stato, sullo schermo e nella vita reale.”

– Vin Diesel, dopo la morte di Paul Walker

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Il 30 novembre del 2013, in macchina con un amico, che era alla guida, di ritorno da un evento di beneficenza, Paul Walker rimase coinvolto in un incidente stradale che gli costò la vita. Le cause sono state processate e studiate da migliaia di ipotesi diverse ma un fatto è rimasto fermo nel marmo: Paul Walker moriva all’età di 40 anni, lasciando orfana la figlia di 15 anni e la sua famiglia, composta anche dalla sua famiglia di Fast and Furious. Tre film sarebbero usciti postumi, ricordando ancora una volta il grande attore sullo schermo: Hours, Brick Mansions e, naturalmente, Fast and Furious 7. Vin Diesel canta See you Again, come tributo al fratello perduto, nella vita reale e sullo schermo, mentre il video della canzone è in se un tributo al ricordo di Paul Walker.

Un padre, un attore, un filantropo, un biologo marino. Un fratello.

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“If one day the speed kills me, don’t cry, because I was smiling.”

Paul Walker 1983 – 2013

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