
Alcatraz – 1.02 Ernest Cobb
Se il primo episodio era promettente, il secondo episodio mantiene le promesse. Devo ammettere di non essere rimasto, durante lo svolgersi della trama, particolarmente colpito. La sensazione di trovarmi di fronte a qualcosa di tutto sommato già visto è stata piuttosto forte. Direi che mescolando Fringe e 4400 si ha il quadro di Alcatraz. Tuttavia i protagonisti sono piacevoli da guardare. Rebecca è bella, Soto è simpatico e Hauser è tostissimo. Per cui andiamo avanti.
Ma veniamo alla puntata. Rebecca e Soto sono entrati a far parte di questa task force speciale, di cui pare facciano parte solo loro due, il federale Hauser e la dottoressa Lucy Banerjee. Ovviamente, come era facile aspettarsi, Hauser non ha raccontato proprio tutto quello che sa su Aclatraz e anzi pare nascondere il più possibile la maggior parte di informazioni possibile.
Inizia un nuovo caso. Un ex detenuto, Ernest Cobb, ritorna al presente. E da cecchino sociopatico di campagna, ricomincia a sparare alla gente, da lontano, su un luna park. La caccia all’uomo porterà Lucy ad essere ferita gravemente da Cobb, che a quanto pare li aspettava tutti quanti. Quindi questi prigionieri che ritornano vengono istruiti in maniera precisa? Non è dato saperlo per ora, ma parrebbe proprio di sì.
Comunque, la caccia prosegue e alla fine Cobb viene catturato. I dettagli del come sono poco interessanti, anche perché la storia è legata al passato di Cobb, che uccide persone a caso e tra di loro c’è sempre una ragazzina. Che ha un valore simbolico. Infatti Cobb era stato abbandonato da piccolo, poi ha ritrovato la madre, che però gli ha sbattuto la porta in faccia. Tuttavia aveva visto che la madre aveva una figlia di 16 anni. Per la rabbia e la sua follia, Cobbs ha cominciato a sparare nella folla, a distanza, in diverse città, per nascondere tra le vittime quella che si ripeteva, ovvero una ragazzina.


C’è un’altra cosa che mi ha stonato. Avevo capito già dai primi istanti del primo picnic che Cobb si sarebbe messo a sparare. Immagino che anche molti altri del pubblico abbiano avuto la mia stessa “intuizione geniale”. Questo è in effetti un po’ scontato.


Ora, questo finale di prima battuta mi ha lasciato con un deciso effetto “wow”. Poi ripensandoci mi ha fatto sentire addosso il peso di Jack, Locke e tutto il resto dell’Oceanic 815. Desmond è la mia costante. E così via.
Sia chiaro… una specie di nuovo Lost con, stavolta, tutti i retroscena ben tenuti in ordine e spiegati uno per uno non mi farebbe schifo. Speriamo quindi che andando avanti ci siano tanti altri intrecci temporali e stranezze che poi verranno chiarite più avanti. Altrimenti giuro che non guarderò mai più nemmeno una tazzina che sia stata in mano di Abrams.










