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Agents of SHIELD: Recensione episodio 1×21 – Ragtag

agents of shield recensione 1x21

Se The Only Light in the Darkness è stata una puntata pessima, Nothing Personal ha di poco alzato lo standard qualitativo. Ragtag è finalmente quello che ci si attendeva da Agents of SHIELD fin dalla prima puntata: un action show in pieno stile americano, dove si va dritti spediti alla meta senza stare troppo a tergiversare (come spesso accaduto in questo prodotto).

Un episodio con colpi di scena e rilanci del livello d’attenzione ben dosati. Il vantaggio per gli sceneggiatori è stato sicuramente l’arrivo del finale di stagione e il bisogno di correre per chiudere le plotline che sarà necessario chiudere. Il passato, le doppie identità i temi affrontati rimanendo fedeli ai più classici stereotipi. Troppo forse ha osato tentare SHIELD per le proprie corde in altre puntate. Lavorando di sottrazione come in Ragtag, mostrando semplicemente il dispensabile, le cose iniziano a filare meglio e sembrano un po’ meno messe insieme alla buona come titolo vuole.

Il rapporto Garrett-Ward al centro dell’episodio

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Agents of SHIELD Recensione episodio 1×21, Credits: ABC

Il rapporto Garrett-Ward tiene tutto il filo della storia, l’addestramento, il padre padrone, l’inganno. Eliminare le debolezze è il compito che ha dovuto assolvere Ward per tutta una vita, infine divenuto quello specialista che per tutto questo 2013-2014 gli autori hanno tentato di venderci senza pochi risultati. Ward è un personaggio che fino ad oggi ha dimostrato di funzionare solo ed esclusivamente in quanto villain, purtroppo imprigionato all’interno della romantic line con Skye. Fitz e Simmons saranno più importanti del cane per Ward? La risposta sembra scontata, ma la vera domanda è se Ward riuscirà a far credere a Garrett il contrario ? Inganni.

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Per la prima volta Whedon e allegra combriccola riescono a scegliere un tema e a sviscerarlo attraverso tante e varie modalità. Gli inganni di Ward e Garrett si rivoltano non solo contro gli avversari, ma anche contro i propri stessi commilitoni e verso sé stessi. Il trojan da attivare di Skye per la sorpresina lasciata all’interno dell’hard-disk. Il travestimento di Coulson e May. Gli oggetti apparentemente innocui fabbricati dallo SHIELD ad inizio esistenza, l’esistenza e l’identità di Skye e Garrett.

Il passato è il punto di riferimento delle singole storyline attraverso il reclutamento e l’addestramento di Ward; l’archivio cartaceo della Cybertech; i congegni di nonno Triplett, quasi a ricordarci che quello che è stato è l’unica via possibile capace di salvarci, capace persino di far superare a Fitz la gelosia per Triplett.

Fitz e l’ostinazione a credere nel bene

brett dalton ward
Agents of SHIELD Recensione episodio 1×21, Credits: ABC

Si potrebbe anche dire che in realtà in Ragtag non succede niente di nuovo, niente di già visto. In parte è vero. Sostanzialmente tutto quello che ci viene presentato, lo conosciamo da tempo, come per esempio la verità su Skye che la donna di fiori racconta a Ward. L’unica novità, oltre appunto a come sia nato il rapporto Garrett-Ward (profondo in realtà più a parole che nei fatti), risiede nella scoperta che la prima versione di Deathlok mai concepita dall’Hydra è in realtà Garrett stesso. Un uomo il cui unico obiettivo non è tanto scoprire la verità su Skye e la non-morte di Coulson per i benefici dei neonazisti, ma piuttosto per salvarsi la pelle. E in pieno stile americano tutto questo, praticamente tutto quello che è stato Agents of SHIELD.

Fino adesso, c’è bisogno che i personaggi lo spieghino per filo e per segno nel più classico degli spiegoni, in coppia col super riepilogo iniziale effettuato attraverso lo schema di Coulson (nel complesso comunque un buon stratagemma per fare di necessità virtù). Per la serie, avete capito a chi ci rivolgiamo adesso con questo show?

agents of shield recensione 1x21
Agents of SHIELD Recensione episodio 1×21, Credits: ABC

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Una cosa fastidiosa tanto quanto il costante ostracismo mostrato da Fitz nell’ostinarsi a credere che in realtà Ward, in fin dei conti, a furia di scavare, abbia dentro di sè qualche lato positivo rivolto non solo agli amici a quattro zampe. Eppure proprio in Fitz, forse il personaggio alla fine della fiera meglio caratterizzato a 360°, anche e soprattutto attraverso piccole singole scene, piccoli gesti o singole battute (che in questo episodio ci fanno capire come ormai sia superata la diffidenza e, forse, anche la gelosia nei confronti di Triplett) si riversano le nostre speranze per un finale di stagione in ascesa. Che combinerà con Simmons su quella scatoletta di sardine con la quale si ritrovano in mezzo al mare?

Un bellissimo episodio pre-finale

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Agents of SHIELD Recensione episodio 1×21, Credits: ABC

Ragtag è un po’ così, un ripasso di tutto quello mostrato nelle puntate precedenti, un accarezzamento di nuove verità che tuttavia regolarmente rimangono sulla punta della lingua senza essere svelate. Ma non ci si poteva aspettare molto altro. Ragtag è l’episodio che precede il finale di stagione e se Agents of SHIELD non avesse avuto i problemi di programmazione che ha avuto, probabilmente sarebbe stato mandato in onda nella stessa serata del ventiduesimo episodio.

Guarda il promo dell’episodio finale della stagione 1: 1×22 – Beginning of the End

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