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Agents of SHIELD: Recensione dell’episodio 2×13 – One of Us

agents of shield recensione 2x13

Dopo lo scoppiettante inizio di questa midseason per lo SHIELD che ha in un batter d’occhio eliminato l’HYDRA (magari un po’ troppo batter d’occhio), ha introdotto gli Inumani. Ha poi visto la trasformazione di Skye e Reina e tante altre piccole rivoluzioni. Finalmente siamo arrivati ad un punto di chiusura necessario che lanciasse qualcosa di nuovo. Troppi argomenti esauriti e archiviati e infatti questo episodio di Agents of SHIELD si presenta come una ripartenza della serie tv, quasi un nuovo episodio pilota, che però tiene conto del tanto pregresso che questa serie ha accumulato.

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Siparietti un po’ ripetitivi

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Agents of SHIELD recensione 2×13, Credits: ABC

La serie tv dunque muta pelle e lo fa con quel classico personaggio che viene buttato un po’ ovunque a fare da trait d’union tra un’organizzazione malvagia e una che non si capisce ancora cosa sia. Ovviamente stiamo parlando del padre di Skye, un Kyle MacLachlan un po’ sopra le righe, che con un folleggiante e variopinto circo di freak si lancia incontro ad una missione di cui non ho sinceramente capito il senso. Vuole denunciare lo SHIELD per come tratta le persone nell’index? Oppure vuole recuperare sua figlia? Vuole vendicarsi di Coulson?

Un po’ tutto e un po’ niente, raccatta uno sgangherato esercito che viene sopraffatto in poco più tempo di quanto l’HYDRA ci abbia messo per auto-estinguersi e finisce portato via dal nostro amico inumano senz’occhi che ci ricordiamo essere stato aiutato dopo la terrigenesi dalla fu moglie del Dottor Zabo, ben prima che i due si mettessero insieme. Sostanzialmente un siparietto un po’ riempitivo, che permette unicamente di rimettere in gioco l’organizzazione misteriosa e permette a Skye stessa di avere la sua prima esperienza sul campo dopo la terrigenesi. Non aiuta sicuramente lo svolgere dell’episodio, anzi un po’ lo appesantisce, anche perché vediamo come eccessivamente clownesco e privo di sbocco tutto ciò che ruota intorno al Dottor Zabo.

La nuova dinamica di Skye ed il resto del team

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Agents of SHIELD recensione 2×13, Credits: ABC

Quello che invece risulta essere più interessante, sicuramente, è l’evoluzione del personaggio di Skye e dei rapporti all’interno della squadra. Chiaramente, la giovane protagonista sta vivendo un momento incredibilmente doloroso e il confronto con l’analista (la rediviva guest star Blair Underwood, sempre piacevole da vedere in tv, anche se di progetti ne ha azzeccati pochi ultimamente) la aiuta a tirare fuori il dolore, la sofferenza e la paura che Skye, come suo costume, nascondeva sotto un manto di ironia e sarcasmo. Il rapporto molto stretto che si è creato tra questo personaggio e gli spettatori rendono queste ultime due puntate molto sofferenti ed una brava Chloe Bennet rende molto bene il trauma del suo personaggio.

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La vicinanza di tutta la squadra a Skye è emozionante, soprattutto in un personaggio come May, solitamente freddo e distante. Proprio una May che si scioglie con il suo ex marito, per qualche spontanea risata, serve da scusa per un momentaneo riavvicinamento di Fitz a Simmons, resa forse eccessivamente stronza nell’ultimo periodo. Immagino la strada sia ancora lunga, ma quei due insieme mancano a noi spettatori.

Una nuova direzione da “riciclo”

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Agents of SHIELD recensione 2×13, Credits: ABC

Se vogliamo ben vedere, sembra che tutta la squadra sia stata sottoposta ad un processo di terrigenesi, perché se anche solo Skye è quella che è stata trasformata (o risvegliata volendo), tutti hanno subito uno o più traumi che li hanno radicalmente cambiati, compreso Hunter che ora si vede soffrire per il tradimento di Bobbi (peccato, che coppia magnifica erano) ma ci permette di introdurre un nuovo motivo di interesse. Finalmente scopriamo cos’è quello che tenevano nascosto Bobbi e Mack: quello che a fine episodio loro definiscono il “vero Agents of SHIELD“, Che sia un primo indizio di civil war?

Agents of SHIELD quindi sta cercando di riciclarsi, sostituendo i due fortunati filoni che dall’ultima parte della prima stagione ci avevano accompagnato fino al winter finale di quest’anno, Hydra e la misteriosa città aliena, con questi due nuovi temi, gli inumani e una diversa organizzazione. Riuscirà a renderli interessanti come lo erano stati i precedenti? Ha sicuramente un vantaggio: l’ormai consolidata chimica della squadra, che ormai permea questa serie fino alle fondamenta.

P.S. E Ward? quanto ci mette a tornare? non vi sarete mica dimenticati di lui?

Guarda il promo del prossimo episodio: 2×14 – Love in the time of HYDRA

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