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Agents of SHIELD: Recensione dell’episodio 2×10 – What They Become

agents of shield 2x10 recensione

Lo scorso anno, di questo periodo, certo, guardavo gli episodi di Agents of SHIELD in modo abbastanza puntuale, ma più per il dovere lavorativo, che mi spinge a vedere gli episodi sempre in tempo per poi verificare le recensioni di chi me le presenta, ma senza una grande motivazione. Quest’anno, invece, le puntate di questa serie le aspetto con trepidazione. Non stiamo parlando di serialità televisiva di qualità sublime, stiamo parlando di uno show che è intrattenimento, azione e comprende una certa dose di adrenalina e mistero.

Whitehall, è questo un addio?

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Agents of SHIELD recensione 2×10, Credits: ABC

Uno show leggero, intrigante soprattutto per chi ha un preminente lato nerd e fumettaro, ma, come abbiamo detto più volte quest’anno, ben fatto, ben scritto e ben recitato, tenendo sempre conto di cosa stiamo guardando. Quindi non mi soffermerò sugli elogi più volte citati anche da chi scrive le recensioni di questa serie oltre a me, ma andrò ad analizzare questo finale invernale, arrivato con emozione, ma anche con un po’ di tristezza per la lunga pausa che ci separa dal ritorno di Agents of SHIELD (marzo, per chi non lo sapesse).

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Anche questo episodio conferma la tendenza della stagione: gli archi narrativi che potrebbero essere trascinati più a lungo, vengono risolti con decisione e senza paura di bruciare qualche trama, perché i risvolti che prende la storia, con la chiusura delle singole storyline, descrivono una trama sempre più fitta, affascinante e carica di aspettative. Chi avrebbe immaginato che avremmo salutato Whitehall già in questo 2014? Un villain sicuramente riuscito e che aveva avuto così tanta parte nella storia di HYDRA dopo la caduta del Teschio Rosso.

HYDRA? Ci eri (naturalmente) mancata

agents of shield 2x10 recensione
Agents of SHIELD recensione 2×10, Credits: ABC

Eppure eccoci qui, liberi dal grande cattivo di questa prima parte di stagione. Una stagione che ci ha lasciati in modo rapido e senza troppe moine, ma con molto, molto di più davanti a noi. Il padre di Skye (o Daisy se preferite), Ward e l’Agente 33, ma soprattutto questo nuovo nemico comparso nel post finale che possiede obelischi, non ha occhi e sa che gli Inumani (saranno loro come si vocifera?) sono tornati. Non solo: hanno dato nuovi poteri ad alcuni di loro, senza naturalmente dimenticare che l’HYDRA non è sicuramente finita; come il mitologico mostro, se ne tagli una testa, ne spuntano subito altre due.

La tensione era già arrivata al punto giusto nel finale dello scorso episodio, con la squadra di Coulson messa alle strette su diversi versanti. Mack posseduto e “ricaduto” nella città. Skye prigioniera di Ward e May e il bus coi caccia dell’Hydra alle spalle. In questa prima parte di episodio, fondamentalmente, tutto fa da contorno a quello che era l’evento clou atteso ormai da molto: l’incontro di Skye con suo padre. Devo dire che è stato un momento intenso, la bravura della Bennet e di MacLachlan è appariscente in questa scena.

Trip, oh caro Trip

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Agents of SHIELD recensione 2×10, Credits: ABC

Dobbiamo anche sottolineare come la figura dello stesso Dottore sia stata ben costruita in queste puntate. Prima facendoci vedere il suo lato oscuro e poi facendoci conoscere le motivazioni alla base di questo. Tanto che arriviamo a questo confronto non fidandoci di lui e della sua incrollabile fede nell’obelisco, ma nemmeno disprezzandolo. Così come la stessa Skye rimane scossa da questa esperienza e tutto quello che apprende su se stessa e che in parte nega, fino al momento della trasformazione nel tempio.

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Passato questo momento clou, l’episodio accelera verso il finale con un susseguirsi di azione e momenti thrilling. Whitehall che muore e Skye che spara a Ward, con Coulson che quasi ci lascia le penne contro il Dottore e Fitz e Simmons. Questi due forse troppo in disparte in questo spezzone di stagione così come in questo episodio. Loro, che corrono contro il tempo per piazzare gli esplosivi insieme a Trip che poi correrà da solo per toglierli e incontro al suo triste destino. Non sarà come pensato a inizio episodio Mack a lasciare la squadra, ma Trip.

Un finale inaspettato… e sorprendente

raina ruth negga

Perché sì, arriviamo alla scena del tempio alla fine. Quella con Skye e Raina una di fronte all’altra e uno sfortunato Trip (ah, momento sbagliato e posto sbagliato) con cui assistiamo allo svelamento dell’obelisco ed alla trasformazione di Skye e Raina. Trasformazione in quello che, come dice il Dottore, sono destinate a essere, ai poteri che sono destinate ad avere. E questa trasfomazione per Skye, oltre ad essere per lei orrifica, avviene come una nuova nascita, accompagnata dalla morte di un suo compagno, un suo amico. Questo, ne siamo sicuri, renderà la trasformazione più dolorosa e difficile da accettare per lei. Forse profetiche le parole di suo padre poco prima di lasciarla.

Un episodio denso. Tanto che lo spazio per parlare di tutto è sicuramente poco e in una recensione concisa alcune cose devono essere passate in secondo piano. Ma possiamo sottolineare alla fine come sia un episodio in linea con la maggior parte di quelli di questa stagione: affascinante, forse non così imprevedibile, ma con molto ritmo e capacità di intrattenere lo spettatore. Marzo, purtroppo, è lontano.

Guarda qui il promo del prossimo episodio: 2×11 – Aftershocks

Agents of SHIELD - 2x10
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