Marvel's agent of S.H.I.E.L.D.

Agents of S.H.I.E.L.D.: Recensione episodio 2.09 – Ye Who Enter Here

agents of shield 2x09 recensione

C’è un po’ di tutto in questa nona puntata di Agents of SHIELD (tranne Kyle MacLachlan): c’è un buon intreccio, suspance, “telefonate”, stereotipi, archetipi, scelte pretestuose, personaggi che acquistano un verso, segreti introdotti e segreti svelati. Una puntata, in una parola, densa, come forse mai prima d’ora in Agents of SHIELD, neanche sul finire della scorsa stagione. La preoccupazione è che ora questa vena creativa rischi di dissiparsi col proseguo delle puntate così come altre volte capitato in questo prodotto seriale, dove a buone puntate spesso e volentieri si sono accompagnati passi clamorosamente falsi.

Che cosa funziona in questo episodio?

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Agents of SHIELD recensione 2×09, Credits: ABC

Partiamo dall’acquisizione di senso e di significato per due personaggi per ora lasciati ai margini: Triplett e Mac. Triplett torna finalmente ad avere una propria scena (che collegata al ferimento dello scorso episodio considero una macroscena unica) dove il personaggio compare davanti alla telecamera non solo perché gli sceneggiatori vogliono dimostrare di non essersi dimenticati di lui.

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La motivazione di questo balzo agli onori della cronaca, in realtà, era già stata subodorata in precedenza (prologhi di liaison con Jemma), ma piuttosto che niente, meglio piuttosto si dice dalle mie parti. Inoltre la sua presenza leggera chissà che non contribuisca a dare un’accelerata al plot Fitz-Simmons fino a qui un po’ stantio. Mac, invece, fa quello che Mac avrebbe dovuto fare fin dall’inizio di questa stagione: il gigante invincibile che ce ne vogliono quattro per metterlo K.O. Un po’ Bud Spencer, un po’ dottor Stranamore (sia il film che il programma tv), in 40 minuti Mac fa il pieno di benzina tanto che poi lo scaraventano giù in un buco e tanti saluti e baci.

Dall’intreccio finalmente scaturiscono due plotline di pari livello, ma soprattutto interconnesse le une con le altre. Non certo il massimo dell’originalità (l’ingresso in una città abbandonata, forse infestata, e la missione di cattura di un personaggio che si trasforma in un suicidio collettivo), ma scritte con mestiere e con non troppi buchi nell’acqua.

Finalmente una svolta per i Fitz-Simmons

Insieme al cliffhanger finale, la puntata si dota della sospensione della narrazione in altri diversi punti, la caduta di Mac nel vuoto e il segreto custodito dallo stesso orco nero e dalla femme fatale Bobbi; un amo lanciato così nel vuoto nella speranza che qualcuno abbocchi e che, soprattutto, si ricordi di cosa stiamo parlando la prossima volta che verrà affrontato l’argomento.

Dopo otto puntate trascorse con uno che balbetta e l’altra che scappa, la storyline di Fitz-Simmons prende finalmente una piega diversa, con Jemma che riesce a confessare il proprio affetto per Leo ma non a contraccambiarne i sentimenti e quest’ultimo, come se in realtà fosse venuto a conoscenza del dialogo fra Bobbi e la collega (fate voi le considerazioni per capire se è stata una scelta positiva o negativa) che si offre di abbandonare il laboratorio e lasciare tutto in mano alla prima della classe.

Fanastici i Koening

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Agents of SHIELD recensione 2×09, Credits: ABC

I Koenig sono sicuramente personaggi comici riuscitissimi: un po’ per l’espressione facciale di Patton Oswalt, un po’ per la sua stazza fisica, un po’ per la sua voce, tutto ruota intorno ad una comicità visiva e fisica che difficilmente non strappa il sorriso. Purtroppo, però, quando Ward ripropone la battuta del “ma quanti siete”, piuttosto che un sorriso, scende un brivido lungo la schiena per una battuta decisamente fuori posto e recitata peggio.

Bobbi e Hunter si confermano decisamente personaggi (e attori, nel senso che funzionano nel loro ruolo) ben più riusciti dell’intero cast di partenza di Agents of SHIELD, anche se Bobbi come consulente amorosa è decisamente fuori posto.

Cosa non funziona?

L’incipit. L’incubo di Skye, oltre ad essere carne cotta e ribollita, ci presenta l’aliena (che però non è un’aliena), vestita a fiori come Raina, poiché entrambe si riveleranno essere persone elette per venire a contatto con il Divinatore e il loro destino, per ora, sarà comune. Un simbolismo un po’ meno buttato là a casaccio, per non dire di peggio, tanto per fare qualcosa, sarebbe maggiormente gradito. Così come sarebbe gradita un’idea migliore per lasciare da sole Skye e Raina, piuttosto che spedireHunter a cercare May, quando hai due uomini dell’HYDRA a pochi metri e l’ostaggio in pugno.

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Il pedinamento dell’invisible jet da parte dell’HYDRA grazie al trasmettitore lasciato/dimenticato addosso a Raina è l’idiozia più colossale che ci si potesse immaginare per rimescolare le carte in tavola; un’incongruenza marchiana degna del peggior Ward, che, in effetti, fa capolino nella storia proprio grazie a questo escamotage, anche se da pazzo maniaco borderline funziona meglio che da sano (peccato che per per venti episodi l’anno scorso è stato sano come un pesce).

Il metodo Coulson, definito così agli antipodi dal metodo Fury, è una cosa che mi ha fatto cadere le braccia all’istante. Ma ancora siamo qua a parlare di gente che va di bisturi mentre altri vanno di pennello ?

Bello il duello Skye vs Agente 33

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Agents of SHIELD recensione 2×09, Credits: ABC

Il duello Agente 33-Skye è stato uno degli elementi che maggiormente mi ha stupito, fin dalle prime battute dove non si capisce se l’Agente 33 si nasconda sotto i panni di May e o di Skye. Poi, sciaguratamente si capisce e allora sorge spontanea la domanda: ma con tutti i soldi, marchingegni, ingegni e aggeggi che si ritrova l’HYDRA, sta sfigata non può permettersi una maschera nuova che le vada a coprire anche la bruciatura sul volto che la rende riconoscibilissima ? E soprattutto una maschera che non sia di May? Mission Impossible era avanti anni luce.

In conclusione, il giudizio su questo Ye Who Enter Here è tutto sommato positivo. Alla fine è comunque un prodotto di genere che, nel bene e nel male, rispecchia e risponde agli stereotipi richiesti. Le scene non sono troppo lunghe e sbrodolate, briefing iniziale a parte, ma quello è praticamente d’obbligo, e gli “spiegoni” non sono poi così troppi e terribili, a parte il pezzo Raina-Skye.

Guarda qui il promo del prossimo episodio: 2×10 – What they Become

Agents of SHIELD - 2x09
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