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Agents of SHIELD: Recensione episodio 1×20 – Nothing Personal

agents of shield recensione 1x20
Credits: ABC

Per quanto mi riguarda questo ventesimo episodio è stato il migliore di tutta la serie. Eccezionale. C’è tutto in questo episodio: azione, umorismo, tensione, mistero…

Dopo ciò che è accaduto in Captain America: The Winter Soldier è sempre più difficile distinguere il bene dal male in modo netto. Coulson e il suo team sono considerati terroristi e sono ricercati, Ward fa parte dell’Hydra ma dichiara il suo amore incondizionato per Skye e la difende ad ogni costo.

Maria Hill rende tutto migliore

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Agents of SHIELD – Recensione episodio 1×20, Credits: ABC

Un altro motivo per questo è il mi gliore episodio della stagione è la presenza di Maria Hill. Per chi, come me, è ancora in lutto dopo la fine di How I Met Your Mother, poter rivedere Cobie Smulder è stata una gioia. E la speranza che in futuro possa essere sempre più presente come personaggio anche all’interno della serie oltre che nei film dedicati al mondo Marvel, mi mette allegria.

Già da qualche episodio, ma è ben visibile in questo, i personaggi iniziano ad avere sempre più spessore. È come se i primi episodi fossero serviti per inquadrarli in una certa tipologia (Fitz e Simmons sono i nerd del gruppo, Skye la ribelle, May e Ward i soldati e Coulson il capo) e solo ora stessimo iniziando a conoscerli veramente. E come è giusto ora vediamo come siano molto più di quello che ci era stato indicato inizialmente.

Tutta la verità su Ward allo scoperto

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Agents of SHIELD – Recensione episodio 1×20, Credits: ABC

Il più interessante di tutto è forse Ward. Dopo la sua rivelazione come agente Hydra, scopriamo tutta una serie di sue debolezze che credevamo prima inesistenti. Oltre a Skye, che rappresenta indubbiamente per lui un punto debole e che non era parte della sua copertura, la parte più intrigante è il suo rapporto con Garrett. Cosa è successo in passato per portare Ward ad affidarsi totalmente a Garrett e lasciare che fosse lui a guidare tutte le scelte importanti della sua vita? Dovremmo odiare Ward ma non possiamo fare a meno di provare pietà per lui e non possiamo che sperare che in un prossimo futuro possa cambiare idea e tornare nel team dei “buoni” al fianco di Skye.

Perché avere questa speranza? Perché Ward è convinto di essere dalla parte dei “buoni” da sempre. Lo si capisce quando ormai Skye gli ha fatto capire di aver scoperto il suo doppiogioco e gli dà del nazista. Le motivazione di Ward sono confuse, ma è chiaro per lui che non si ritiene un nazista ed è convinto che l’Hydra di oggi sia ben diversa da quella di un tempo. Per questo motivo è possibile che, se e quando scoprirà di essere dalla parte sbagliata, si ricreda e cerchi di rimediare.

“Niente di personale” è il titolo di questo episodio ed anche una frase detta due volte nel corso dei 40 minuti da due persone diverse.

La prima volta è Ward a pronunciare tali parole ed è riferito al fatto che tutto ciò che ha fatto fino a quel momento era per lui una missione. Un lavoro. E che tutto ciò non avesse niente a che fare con i suoi sentimenti per Skye che invece sono sempre stati reali e genuini.

Il personaggio di Deathlock sempre più centrale

La seconda volta è Mike Peterson aka Deathlock ed è rivolta a Ward. Per costringere Skye a collaborare, Garrett aveva infatti ordinato a Deathlock di mettere in pericolo la vita di Ward convinto del fatto che Skye avrebbe fatto di tutto per salvarlo. E infatti così è stato. Scoprire che il suo mentore non si è fatto alcun problema a potenzialmente sacrificare la sua vita potrebbe già essere sufficiente per far capire a Ward di non lavorare per i “buoni”?

Ultima nota che ha contribuito a rendere speciale questo episodio: il ritorno di May nel team. Se vi siete persi la scena dopo i credits finali vi siete persi una grande scena. A differenza di altre volte dove questi ultimi secondi rappresentavano più una chicca da regalare ai fan questa volta le cose sono state decisamente diverse.

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Agents of SHIELD – Recensione episodio 1×20, Credits: ABC

Nella sequenza finale scopriamo chi è sempre stato il responsabile dell’operazione T.A.H.I.T.I. e quindi è responsabile per ciò che è accaduto a Coulson. Colpo di scena: il responsabile era proprio Coulson e proprio sua è stata la proposta di eliminare dalla memoria del paziente il ricordo di ciò che gli era stato fatto per evitare una serie terribile di controindicazioni che accadevano a coloro che erano consci della procedura.  “Huh.

Guarda qui il promo del prossimo episodio: 1×21 – Ragtag

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