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Agents of SHIELD: Recensione dell’episodio 1×15 – Yes Men

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Sorvoliamo la menata catapultata direttamente dagli anni Novanta degli uomini inferiori alle donne. Quelli schiavi delle pulsioni e dei desideri, gli Yes Men che tira di più la rossa di turno piuttosto che il famoso carro di buoi. Dimentichiamoci pure che che Las Vegas sia il posto migliore per simboleggiare il “vuoto” regno di Lorelei.

Un episodio con gente “sempliciotta”

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Agents of SHIELD recensione 1×15 – Credits: ABC

Il quindicesimo episodio di Agents of SHIELD torna a preferire della sana e virilissima azione su tutto il resto. Quattro scazzottate, un po’ di sesso selvaggio e un uomo (Coulson) che la mena a destra e a manca. Un po’ isterico, se vogliamo, su questioni di principio manco fosse il reverendo Camden, capaci di relegare in netto secondo (e forse anche terzo) piano perfino la tanto pomposamente annunciata “Marvel Guest Star” di turno. Si tratta di una Lady Sif (Jamie Alexander) che in realtà si fa notare semplicemente per l’imitazione di Michael J. Fox in Voglia di vincere. L’asgardiana è infatti capace di “surfare” sul tetto del boeing dello SHIELD come nessun altro prima di oggi. È appena finita la puntata e ancora mi chiedo infatti il perché della presenza della valchiria in questo episodio.

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A parte rimanere aggrappata ad un aereo lanciato a tutta manetta, la letale guerriera si fa notare semplicemente per essere riuscita a rompere il collare di Lorelei, solo due secondi dopo essere entrata nella rissa reale del bar. E fortuna che è uno dei guerrieri più temuti di Asgard! Poi si è distinta anche per la catechizzazione di Coulson al termine dell’avventura, insegnamento del quale tra l’altro l’agente prontamente si disinteressa. Peraltro, la brevità del confronto fra Sif e Lorelei non può probabilmente essere imputata tutta agli sceneggiatori.

Ma Jamie Alexander sapeva recitare?

phil coulsons

Agents of SHIELD recensione 1×15 – Credits: ABC

La capacità recitativa di Jamie Alexander in fondo si contraddistingue di due espressioni. Abbiamo quella di default, e quella con un ventilatore in faccia che ti scompiglia i capelli. Con cotanto materiale a disposizione, ben han fatto a dedicare solo qualche fugace scambio di battute alla morettona e alla rossa e chiudere immediatamente la tensione con il collare. In fondo, era ben piantato davanti alla bocca in modo da non udirle mai più. Si spera!

Ma Lady Sif non è l’unica all’interno di questa puntata ad essere rappresentata soldato temibile ed in realtà agire in maniera opposta. Fra Ward (il migliore agente dello SHIELD, ricordiamolo), che alla figura del fesso ormai sembra abbonato rubando sempre più la scena comica a Fitz, e il neo sposo dell’epilogo della scorsa puntata non c’è alcuna differenza. Entrambi cadono come pere cotte davanti al volto ammaliatore di Lorelei. Per lo sposo, con la scusante di non essere stato informato precedentemente dei poteri magici della donna. In fondo, premere il grilletto di quella dannatissima super pistola del sonno pareva brutto!

E come qualsiasi Yes Men raccontato in questa quarantina di minuti, l’aver preferito lasciare andare il carro di buoi per inseguire il rosso malpelo alla fine della filiera si traduce nella privazione della compagna di bisbocce. A May, l’aver scoperto di essere spupazzata da Ward solo perchè Ward in realtà è un timidone e non ha il coraggio di aprire il proprio cuore con Simmons  proprio non va giù. Dopo avergli rifilato un’elegante sequela di calci e pugni, altrettanto elegantemente lo fa accomodare fuori dalla porta. Ragazzi, imparate la lezione: non si fa lo scemotto con le altre squinze quando hai una pulzella che ti aspetta a casa. Che poi, ma davvero pensavate fosse Skye? Ingenuotti!

Il doppiogioco di May

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Agents of SHIELD recensione 1×15 – Credits: ABC

Per Yes Men, tuttavia, in questo capitolo non si vuole indicare unicamente gli adoratori del rosso malpelo. Sono altrettanti Yes Men pure Lady Sif e Coulson, e il loro protocollo, che li obbliga a seguire gli ordini del capo, qualsiasi essi siano. Senza metterli in discussione. O almeno così bisognerebbe fare, come appunto ammonisce Lady Sif. Solo che a Coulson, dopo aver scoperto che lo SHIELD gli ha mentito e che l’ha curato con il sangue di un alieno mezzo squartato, gli si è chiusa la vena peggio che a May. E non ragiona più.

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Non vuole più essere uno Yes Men. Non è nemmeno sufficiente metterlo di fronte a Skye e ad un gigantesco “chissenefrega, siamo entrambi vivi” per calmarlo. Al punto tale che proprio May, l’amica fidata di tante battaglie, quella che ha sempre offerto la spalla su cui piangere, come una vipera ci presenta il conto. Lo fa svelando la propria anima da doppiogiochista, imbarcata in questa bizzarra avventura solo per fare da spiona sul comportamento del buon vecchio Phil.
La maledetta.

Menzione speciale: Leo Fitz

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Agents of SHIELD recensione 1×15 – Credits: ABC

Menzione speciale per Fitz. In questa bislacca puntata dove le guest star sono poco star e sembra esserci la gara a chi è più tonto, dove il sottotesto sta a zero per lasciar spazio il più possibile ad un po’ di percentuale action, lui brilla. Perchè in fondo, nell’episodio non si lesinano un po’ di sani e bigotti insegnamenti, in attesa della prossima mossa dell’improbabile anarchico Coulson. In questo episodio Leo Fitz riappacifica l’animo. E si sa: un Fitz pacifico è comunque più coinvolgente del sesso con May per Ward! Le sue piccole dosi comiche sono la cosa migliore della puntata. O almeno ti fan pensare che la comicità all’interno della serie ogni tanto è voluta e programmata.

Guarda qui il promo del prossimo episodio: 1×16 – End of the Beginning

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