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Agents of SHIELD: Recensione degli episodi 3.11 – The Inside Man e 3.12 – Bouncing back

Marvel Agents of Shield

SHIELD torna dalla pausa invernale con la sua formula ben collaudata di personaggi ben affiatati, azione e belle botte, dialoghi divertenti e una giusta dose di interrogativi morali. E questa volta c’è anche una spruzzatina di orrorifici liquami umani per rendere il tutto ancora più “gustoso”. Bè, ci era mancato!

shieldDopo i frenetici eventi di Maveth rallentiamo un po’ e prendiamo un respiro per sistemare le carte in tavola. Il fatto di poter dividere così nettamente la stagione in due tronconi riesce a dare più compattezza alla trama che, conclusa la parentesi del portale e del pianeta alieno, si prepara ad affrontare la Civil War degli Avengers, con tutto quello che comporterà. Proprio per questo allarghiamo lo sguardo sul mondo, portando in scena Inumani che si stanno risvegliando in ogni dove, come la velocissima Elena, e mettendo in gioco un consiglio delle nazioni deciso a mettere un po’ di ordine in questa nuova svolta evolutiva della razza umana. Ci voleva. Giova vedere cosa succeda al di fuori del covo dello SHIELD, capire come il mondo stia reagendo e affrontando il cambiamento epocale. Come è ovvio c’è chi vive nella paura, c’è chi osserva con curiosità cauta e c’è chi invece vorrebbe avere gli Inumani sotto il proprio controllo, raccolti in un solo luogo forse per proteggerli forse per sfruttarli a suo favore.
Intanto Coulson si guadagna di nuovo la fiducia del presidente degli Stati Uniti, che pur non potendo ancora esprimere apertamente il suo supporto allo SHIELD, è pronto ad appoggiarlo in tutti i modi possibili. Ed è così che rientra i scena il quadratissimo Generale Talbot. Un ritorno che accogliamo con gioia, sia perché il suo personaggio è diametralmente opposto al serioso e posato Coulson e ne è quindi una perfetta spalla, sia perché è evidente che i sue attori si trovino benissimo a recitare insieme diventando fonte infinita di risate. Il summit, pur fornendo una buona base per l’episodio e per delal belal azione, viene un po’ pasticciato nel finale, quando la sorpresa del tradimento di Talbot viene smorzata subito dalla scoperta del ricatto di Malick e dalla risoluzione piuttosto rapida del problema. Così come la presenza di Creel non è di vero impatto emotivo, considerato che io ho avuto una serissima difficoltà a ricordarmi chi fosse e quali cose terribili avesse fatto in passato. Ma l’episodio diverte pur non essendo dei migliori.

shieldIntanto, serpeggiante come sempre, l’Hydra trova nuovo terreno fertile per il suo sviluppo in questo contesto incerto. Soprattutto ora che ha portato a casa l’Inumano supremo, quello bello anziano e tanto cattivo che è arrivato sulla terra a bordo del corpo abbastanza morto di Ward e che per ora si sta semplicemente orientando. Tutto costole sporgenti e poco buon umore, si butta sulla storia umana, tra libri e filmati, per capire cosa si sia perso in tutti questi secoli. Gli sceneggiatori ci vanno con calma con lui, rivelando poco alla volta e avvolgendolo di mistero, così da aumentare la sua effettiva minacciosità. Ci tocca aspettare fino alla conclusione di Inside Man per incominciare ad intuire quale sia effettivamente il suo potenziale malvagio. Cosa sia esattamente successo in quella stanza è difficile dirlo, quel misterioso spostarsi di particelle non rivela molto del suo effettivo potere ad eccezione della sua grandissima distruttività. Quello che invece risulta evidente è che i suoi simili saranno pure al sicuro (non è chiaro che effetto abbia su di loro), ma gli umani intanto hanno ben poco da stare tranquilli. Di quanti umani abbia bisogno la creatura per sostenersi è ancora tutto da vedere. Come sono ancora tutti da scoprire i suoi piani e fino a quando questi combaceranno con quelli di Malick, che per ora mi sembra molto devoto ma anche poco cauto di fronte ad un essere così imprevedibile. Un indizio importante però ci arriva da quell’uso del plurale per riferirsi a se stesso da parte della creatura. Segno che Ward sarà pure morto, ma è possibile che là dentro parte di lui sia ancora presente. Una buona notizia, no?

E in tutto questo imminente casino come se la stanno cavando i nostri eroi? In questi due episodi ho apprezzato particolarmente Daisy e Lincoln, non in quanto fidanzatini ma in quanto voci diverse all’interno degli scenari che si stanno delineando. Lincoln che ci era stato inizialmente presentato come un personaggio sicuro di sé e del suo ruolo nel mondo, sta velocemente perdendo certezze e si ritrova più incerto che mai nel gestire i suoi poteri e la sua rabbia. Che questa incertezza possa finalmente donare solidità al suo personaggio? Mentre in un processo completamente inverso, Daisy che così difficilmente era riuscita ad accettare i suoi poteri, ora sembra trarre tutta la sua energia e la sua determinazione proprio da essi, accogliendoli come un dono, come una vera e propria riscoperta di se stessa. Loro due aggiungono le necessarie sfumature alla discussione che si aprirà quando Jemma e Fitz riveleranno la loro scoperta di un possibile vaccino per curare gli inumani e quando la Civil War, con il prossimo film di Capitan America, avrà inizio.
E parlando di Jemma e Fitz, i due proseguono lungo il loro peshieldrcorso di scelte e comportamenti sensati e maturi. Quando la televisione ci ha abituato a relazioni amorose costruite su liti isteriche e scontri appassionati, è straordinario continuare a vederli agire con moderazione e maturità. “Non sei stato altro che straordinario, in tutto questo tempo.” Dice Jemma a Fitz ed è vero. La situazione tra loro è complicata come è giusto che sia, visto quanto successo, e il fatto che entrambi lo riconoscano e siano pronti a non forzare le cose è ancora segno di quanto siano stati bravi gli sceneggiatori a trattare il loro rapporto. In effetti ci troviamo davanti ad una sorta di reset necessario. Ma io spero fortemente che non si tratti semplicemente di uno stratagemma narrativo per rimuovere quanto successo fino ad ora. Sarebbe davvero un spreco!

Per il resto c’è spazio per tutti, per il mai serio Hunter che ha preso una pasticca di olio di pesce per escludere di essere un inumano, per un Mack un po’ spirituale e per Coulson costretto a fare i conti con la decisione presa di terminare la vita di Ward. Immaginate la sua gioia quando se lo troverà nuovamente davanti? Io non vedo l’ora di vedere la sua faccia!

Ci lasciamo con Hunter e Bobbi nella pancia di un aereo diretto in Russia, in una missione così assurda che sinceramente mi ha fatto domandare soltanto “e se gli scappasse la pipì durante un viaggio così lungo?“. Che sia arrivato il momento di spingerli verso il loro spin off?

Con questi due episodi piuttosto tranquilli SHIELD prepara il terreno per gli sconvolgimenti in arrivo e noi speriamo che con il complicarsi delle cose arrivino puntate emozionanti quanto quelle della prima metà di stagione.

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3.11 The Inside Man e 3.12 Bouncin back
  • Bentornato!
3.5
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