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Agents of SHIELD: Recensione dell’episodio 1×12 – Seeds

agents of shield recensione episodio 1x12

Costantemente alla ricerca di un colpo ad effetto, Seeds sembra essere un blockbuster di serie Z piuttosto che il figlio minore di un prodotto mediatico sapientemente dosato come The Avengers. Una nota particolarmente stonata scaturita dalla mente di Monica Breen e Jed Whedon. Ma anche la prima cresciuta a pane e J.J.Abrams (di cui tutto si può dire tranne che non sappia dosare i colpi di scena), il secondo, oltre ad essere il fratello di Josh (di cui si spera non essere solo il fratello scemo). Già autore di alcuni episodi di Spartacus (anche questa una serie fondata sulla capacità di soppesare le rivelazioni) e (purtroppo?) ideatore di tutte le puntate di SHIELD. 

Ma quindi… dove eravamo rimasti?

agents of shield recensione episodio 1x12

Agents of SHIELD Recensione 1×12, Credits: ABC

Il problema all’interno di Seeds, oltre al numero di colpi di scena sfornati come fiocchi di neve in una nevicata, sta nella loro qualità e mancanza di imprevedibilità; i due pezzi da novanta che avrebbero dovuto piantare lo spettatore sulla sedia sfiorano abbastanza il ridicolo: il racconto sul ritrovamento di Skye bambina sembra essere tratto dalle storie di fantascienza degli anni ’70-’80, quelle che trovavi a dieci mila lire nelle librerie al mare, capaci di sfornare uno dietro l’altro tutta la gamma di cliché disponibili nel genere.

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La rivelazione dell’alleanza fra il Chiaroveggente e Ian Quinn non è esattamente la confessione di Darth Vader e della paternità di Luke Skywalker, tanto per non scomodare mondi diversi. Al loro cospetto, la decisione di alleare l’asociale di turno con uno dei ragazzi più in vista nell’Accademia sembra quasi essere un plot di Agatha Christie. La domanda alla base di Shield è sempre la stessa: verso quale tipologia di pubblico si vorrebbe rivolgere ? Io onestamente dopo dodici episodi non l’ho ancora capito.

Un salto nel passato di Fitz e Simmons

agents of shield recensione episodio 1x12

Agents of SHIELD Recensione 1×12, Credits: ABC

A fianco di questa carrellata di cartucce a salve dal risultato pari a zero (la tempesta che sembra dover distruggere tutto e che invece si risolve in niente, la capacità di Donnie di manipolare il ghiaccio, il senso di smarrimento di Coulson), la puntata viene costruita intorno ad uno dei temi tanto cari alla narrazione cinematografico-televisiva americana: un terreno florido capace di accogliere semi che solo le nostre azioni determineranno essere in grado di germogliare in frutti buoni o frutti cattivi. Niente di nuovo ma un qualcosa che prima o poi dentro un prodotto come SHIELD avrebbe dovuto esserci per forza.

E la narrazione viene costruita per contrasti: Fitz e Donnie, il nemico interno rapportato al muro del valore, il carisma di Seth e la solitudine di Donnie. E a correlare il tutto la rivalità fra l’Accademia Operazioni e l’Accademia Scienza, capace di dar vita tuttavia ad una sorta di night club segreto decisamente incongruente con la descrizione fino ad ora rilasciataci di Fitz e Simmons, che dell’Accademia Scienza sono gli allievi modello e i punti di riferimento verso cui ambire. Le incongruenze in Seeds sono all’ordine del secondo per la pretestuosità della narrazione: Coulson confessa a May di essere stufo di mantenere segreti ma nella sequenza immediatamente successiva la donna gli chiede ugualmente di non rivelare la verità su Skye.

L’unica che si salva lì in mezzo è Skye

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Agents of SHIELD Recensione 1×12, Credits: ABC

Nel frattempo gli ha già raccontato dell’amicizia di letto con Ward (forse volevano sconfinare nella commedia dell’assurdo). Il ciclone più grande mai abbattutosi sulla Terra ancora dobbiamo capire in che cosa si sia risolto. L’inutilità delle indagini dello SHIELD decretata da Ward all’interno di un’accademia dove tutti sono addestrati a mantenere qualsiasi segreto e la soluzione trovata a questo inghippo di dare vita ad una seconda squadra d’indagine.

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Alla fine dell’episodio, l’unica ad uscirne ancora decentemente, nonostante il background di umanoide, è proprio Skye. E forse sarebbe stato meglio incentrare l’episodio sul personaggio di Chloe Bennet invece di lasciare il suo climax personale alla narrazione di Clark Glegg. Il senso di inadeguatezza e il non sentirsi accettata tipico del personaggio si scontrano con la verità sul suo passato dal quale scaturisce una famiglia che da sempre l’ha sorvegliata e protetta. Lo SHIELD. E quindi, messaggio finale per lo spettatore medio di cui ancora non ho capito i connotati: arruolatevi gente, arruolatevi.

Guarda qui il promo del prossimo episodio: 1×13 – Tracks

Agents of SHIELD - 1x12
  • Tanti misteri, ma Skye spacca
3.5
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