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Addio House. L’ottava stagione sarà l’ultima.

La domanda era nell’aria da tempo. Ce la farà House a superare l’ottava stagione? Purtroppo qualche giorno fa è arrivata la risposta, con un comunicato ufficiale. Ve lo riportiamo tradotto in italiano:


Annuncio dai produttori esecutivi di HOUSE David Shore, Katie Jacobs e dallo stesso Hugh Laurie, nella dichiarazione lasciata da Kevin Reilly, presidente della divisione Entertainment della Fox Broadcasting Company.

“Dopo una lunga discussione, i produttori di House M.D. hanno deciso di questa stagione dello show, l’ottava, sarà l’ultima. Ad aprile di quest’anno avranno completato 177 episodi, che sono 175 in più di quello che chiunque si aspettava nel 2004.

La decisione di chiudere lo show adesso, o in un qualsiasi altro momento, è dolorosa, in quanto rischia di chiudere centinaia di profonde amicizie che si sono sviluppate negli ultimi otto anni – ma anche perché lo show di per sé è una fonte di grande orgoglio per chiunque ne sia coinvolto.

Da quando è iniziato, House ha voluto offrire un mondo coerente e soddisfacente dove potessero essere esaminate domande immortali dell’umatità, su etica, emozioni, logica e verità. Dove si potesse giocare con queste domande e casualmente, una volta ogni tanto, dare qualche risposta. Tutto questo può suonare come una chiacchiera intellettuale, ma non lo è. House ha, con i suoi tempi, intrigato un pubblico molto vasto ovunque nel mondo e ha mostrato che c’è un grande desiderio per un television drama che si basa su qualcosa di più che bellezza o sparatorie.

Ma adesso il tempo sta per scadere. I produttori hanno sempre immaginato House come una creatura enigmatica; non dovrebbe mai essere l’ultimo a lasciare la festa. Quanto è meglio sparire prima che la musica finisca, quando c’è ancora una qualche promessa e misticità nell’aria.

I produttori non potranno mai esprimere sufficientemente la gratitudine per le centinaia di artisti e tecnici  che hanno dato le loro energie e talenti così generosamente, per rendere House lo show che è stato – e magari continuerà ad essere per un po’ di tempo, su un qualche canale via cavo.

I creatori di House vogliono anche ringraziare la Fox Broadcasting e la Universal Television per aver supportato lo show con pazienza, immaginazione e grande quantità di buon gusto. Lo “Studio-Nemico-Cattivo” è uno dei tanti cliché che House è riuscito ad evitare e per questo il cast e la crew sono profondamente grati.

Infine, il pubblico: alcuni sono arrivati, altri sono andati, ovviamente. C’è da aspettarselo nella vita di ogni show. Ma durante il corso degli ultimi otto anni, i produttori di House si sono sentiti immensamente onorati di essere soggetti a un’attenzione così grande data da un pubblico intelligente, sofisticato, umano e premuroso, per non dire numeroso. Anche i detrattori dello show ci hanno lusingato, a modo loro. Creare lo show è sembrato una viva e appassionata discussione su quanti diversi argomenti si potessero affrontare in 177 ore. La devozione e generosità dei nostri spettatori sono state meravigliose.

Così, finalmente, tutti ad House vogliono dire addio al pubblico e a loro stessi con ben più di qualche lacrima, ma anche con un profondo senso di gratitudine per la grandiosa avventura che hanno avuto il privilegio di godere negli ultimi otto anni. Se lo show vive da qualche parte, con qualcuno, come un ricordo caro, allora è qualcosa di prezioso, di cui saremo sempre grati.

Tutti mentono.”

Che dire, un comunicato che non pare lasciare spazio a fraintendimenti. Non credo che “tutti mentono” significhi qualcosa, se non un ricordo dello slogan che ormai è noto in tutto il mondo. Addio House, nonostante non sia facile dare sempre lo stesso tiro ad una serie, questa è riuscita restare di alto livello sempre, anche adesso. Fino a che una serie non è davvero finita non si può fare un resoconto globale definitivo. Per cui aspettiamo. Per ora, prendiamo questa notizia, e diventiamo un po’ più tristi.

Alessandro

Pianoforte a 9 anni, canto a 14, danza a 16 anni. Poi recitazione. Poi la scuola professionale di Regia Cinematografica. Poi l'Accademia di teatro di prosa. Anche grafica, comunicazione, eventi di spettacolo. Ma qui soprattutto un amore sconfinato per le serie tv americane e inglesi, con la loro capacità di essere le vere depositarie moderne della scrittura teatrale antica anglosassone.

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