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A to Z: Recensione episodio 1.01 – A is for Acquaintances

Cari amici romantici, avete già deciso con chi schierarvi nella lotta tra network a suon di commedie romantiche?

Ha aperto le schermaglie Manhattan Love story (che Caterina ha recensito qui) ed ora ha detto la sua anche A to Z. Inutile stare ad interrogarci sui motivi per cui due network si ritrovino puntualmente a sfornare prodotti uguali nello stesso anno e se si tratti di spietata concorrenza o di corsi e ricorsi di un certo tipo di temi narrativi, resta il fatto che trovare due prodotti così simili, in onda la stessa settimana, faccia un po’ sorridere.

A_to_Z_101-4Io, a dirla tutta, non sono una fan delle commedie: non ho interesse per la risata a tutti i costi e il tipo di serialità alla lunga mi annoia, ma quando ha sentito puzza di commedia romantica, il mio cuor di melassa mi ha obbligato a provarne almeno una e, analizzati attentamente i trailer, la mia scelta è ricaduta su A to Z, che forse era quella con l’aspetto più classico. Diciamoci la verità, anche il più incallito dei romantici sa che le commedie romantiche sono al 90% delle boiate vuote, viste e riviste (un po’ come gli horror), ma devo dire che entrambi i contendenti, pur senza avermi stupito con effetti speciali, mi hanno piacevolmente sorpreso. E sì, lo confesso, poi alla fine, per completezza, me le sono guardate entrambe.

A to Z si propone di raccontare, in ordine alfabetico, la storia di Andrew e Zelda, e precisamente della loro frequentazione durata 8 mesi, 3 settimane, 5 giorni e un’ora. Cosa avverrà alla fine di questo periodo starà a noi scoprirlo se avremo voglia di arrivare fino in fondo.

Lui lavora per un sito di appuntamenti ed oltre ad essere fan di Celine A_to_Z_101-03Dion è anche segretamente (mica tanto) un inguaribile romantico. Lei è un’avvocatessa (ma tratta casi pro bono) decisa e indipendente, concreta e per nulla incline alle romanticherie. Si incontreranno apparentemente per caso per poi arrivare rapidamente alla conclusione di essere da lungo tempo destinati l’una all’altro.
Lo scambio dei classici ruoli è curioso ma in verità non così originale, ma vi dico subito quello che assolutamente funziona: i due protagonisti. Ben Feldman e Cristin Milioti, oltre ad essere assolutamente adorabili, insieme funzionano alla perfezione. Impacciati e un po’ imbranati al punto giusto da essere impossibilmente simpatici, hanno anche dei background interessanti che offriranno sicuramente numerosi spunti per i prossimi episodi: da una parte l’infanzia complicata di lei e dall’altra l’impiego di lui con i suoi colleghi strambi e la classica capa un po’ fuori di testa.
Se in Manatthan la scelta è stata quella di mettere in voce i pensieri interiori dei due protagonisti, qui si è scelto di utilizzare una voce narrante esterna che aiuta a presentare i personaggi e che tanto mi ha fatto ricordare Pushing Dasies.

I momenti comici sono a volte un po’ forzati e da risata stiracchiata, ma immagino verranno aggiustati con il procedere degli episodi. Puntuali come la morte e le tasse gli amici strambi (dicasi lobotomizzati) della coppia, che regolarmente ci fanno domandare perché A_to_Z_101-02qualcuno non li abbia ancora rinchiusi in manicomio o ancora meglio non abbia pensato di sparargli. Anche se ritrovare Lenora Crichlow (di Being Human) e il suo accento inglese fa sempre piacere.

Mi è piaciuto anche il mezzo di incontro e scontro del vestito argento, anche se Andrew, le ragazze concorderanno, risulta un po’ alieno come uomo (della serie, troppo bello per essere vero) e azzeccatissimo il riferimento a Ritorno al Futuro.
Il bacio finale con musica enfatizzante è forse un po’ troppo, troppo presto ma staremo a vedere come vorranno giocarsela gli autori.

Insomma, giudizio positivo per una pilot con alti livelli di zucchero, non sensazionale ma che gioca intelligentemente le sue carte e mette in campo delle pedine vincenti. Manhattan risulta forse più spigliato e frizzante ma ho decisamente preferito Andrew e Zelda a Dana e Peter. In più l’idea del ordine alfabetico è curiosa e intrigante.

Piacerà ai cuori di melassa affini al mio.

1.01 – A is for Acquaintances

Molto piacevole

Valutazione Globale

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Lalla32

Dopo tanti anni di telefilm americani e inglesi ho scoperto i Drama Coreani e me ne sono innamorata. Hanno tutto quello che cerco in una serie: grande cura per i personaggi, una punta di magia e romanticismo e grande sensibilità. Qui su Telefilm Central cerco di tenervi aggiornati su quello che di meglio arriva dalla Corea del Sud.

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1 commento

  1. Anche a me a ricordato Pushing!!!!! Devo dire che mi è piaciuto anche questo pilota, così come quello di Manhattan e per li stessi motivi: semplicità e sogno. Quando vuoi raccontare una storia come questa non hai bisogno di altro, quindi per me sono promossi entrambi e tutti e due hanno gli stessi pregi e mancanze e assolvono allo stesso scopo: ricordarci ogni tanto che oltre alle apocalissi zombie, i killer cannibali e le foreste incantate c’è una vita vera e normale. Brava Lalla!!!!!!!!

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