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Cinema

Doppio schermo – A proposito di Davis: la recensione (positiva)

I Coen colpiscono ancora, con quello che a mio parere è uno dei loro migliori lavori, se non il migliore. A proposito di Davis è un capolavoro artistico che parla d’arte. Si tratta di un film senza trama e che attraverso una struttura circolare ci presenta un intimo ritratto di un cantautore folk newyorkese degli anni ’60.

Sottovalutato, o forse incompreso. E’ così che definirei sia il nuovo capolavoro dei fratelli Coen che il suo protagonista. Il film è stravagante, con una struttura stravagante, con una trama praticamente assente, in cui sembra che gran parte del dramma derivi dalla scomparsa di un gatto. Ma la straordinarietà di questa pellicola sta proprio nel fatto che il messaggio non sia immediato. Si tratta, infatti, di un viaggio alla Ulisse, racchiuso in un’unica settimana, ma il protagonista, Llewyn Davis, durante il suo viaggio non vive eroiche avventure in meravigliose terre, bensì vaga da divano in divano negli appartamenti dei suoi amici del Greenwich Village a New York. E’ la storia di un Ulisse sfigato che durante un viaggio che lo porterà anche a Chicago anziché compiere storiche imprese, subirà atroci umiliazioni messo di fronte ad una realtà che chiunque voglia fare arte per vivere vorrebbe evitare.42-Inside-Llewyn-Davis

Llewyn Davis è un cantautore folk e lo è prima di Bob Dylan ed in maniera diversa da Bob Dylan. Il folk di Llewyn che poi è il folk di Dave Van Ronk, alla cui vita si ispira vagamente il film, esprime un’intimità che la musica di Dylan, se pur straordinaria, non aveva. Llewyn Davis è solo con la sua chitarra e la sua voce e canta di essere impiccato e della morte di Jane Grey, regina per nove giorni prima di essere imprigionata e poi decapitata. E’ un artista incompreso, o forse mediocre, o semplicemente è destinato ad avere una cerchia ristretta di ammiratori in un piccolo pub newyorkese. Il suo futuro di sicuro non è quello di fare dischi. Llewyn è bravo, ma forse non abbastanza, o forse non è abbastanza accattivante per il grande pubblico e per le case discografiche. Ma si può davvero chiedere ad un artista di smettere di essere un artista? Di riporre la chitarra e di fare il pescatore, come suo padre? La risposta è no. Perché quando vedi la vita in un certo modo non puoi ‘esistere’, vuoi ‘vivere’ e esprimerti attraverso la tua arte è l’unico modo che hai per farlo.

A proposito di Davis è la storia di un viaggio, del viaggio di un uomo e di un gatto, un viaggio di ritorno verso casa e verso una casa che sa di consapevolezza. Llewyn Davis non è un Ulisse fallito. Il suo viaggio lo porta al punto di partenza, come è evidenziato da fatto che il film finisce esattamente così come era iniziato, con il protgonista malmenato sul retro di un pub, ma è lui a non essere più la stessa persona, è il suo obiettivo a non essere lo stesso. Davis intraprende un viaggio che lo porterà a Chicago, solo per prendere l’ennesima porta in faccia, alla ricerca di una modo per poter vivere grazia alla sua musica, ma alla fine deciderà di fare della musica la sua vita, anche se significa dormire sul divano di una coppia di anziani ammiratori e di svegliarsi con il loro gatto, Ulisse, sulla pacia per tutta la vita. Almeno sarà fedele a se stesso e alla sua arte.cannes-3

E Llewy, proprio come il gatto Ulisse che dopo essere scappato torna a casa dalla sua famiglia, tornerà a casa da chi apprezza la sua musica, smettendo di cercare il grande successo. E mentre, andando via, si sofferma su un giovane Bob Dylan, che da li a pochi anni cambierà radicalmente la storia del folk rock, il povero Llewyn tornerà al punto di partenza, lasciato intendere che nella sua misera vita nulla e cambiato e nulla cambierà. Ma in realtà una cosa fondamentale è cambiata, la sua consapevolezza e fine dell’inutile corsa al successo, accontentandosi di quello che ha, dei pochi amici e ammiratori fedeli.

A proposito di Davis è la storia di un musicista qualunque, ma per come la vedo io è la storia di un vincente e non di un perdente. Riuscire ad apprezzare le piccole cosa è la sua vittoria, tornare a casa da chi gli è stato fedele nonostante lui li abbia trattati male, è la sua vittoria. ‘”Llewyn Davis è il gatto”: Llewyn Davis è una sorta di Ulisse omerico, ma è anche Ulisse il gatto, che ingrato ingrato e incontrollabile fugge via dalla sua famiglia e da chi lo apprezza e che gli vuole bene, ma il suo viaggio è un viaggio di ritorno.

A proposito di Davis è un capolavoro. E’ un film che non ha niente di banale e di immedato. Che va visto con attenzione minuziosa per ogni singolo dettaglio. E per quanto possa sembrare oltraggiosa il fatto che sia stato escluso dalla corsa agli Oscar, questo è probabilmente il destino più giusto o meglio coerente, perché questo film è il suo protagonista: sottovalutato, incompreso.

Doppio schermo – A proposito di Davis: la recensione (negativa)

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