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A Life in Trash

A Life in trash: Come on let’s twist again!

Odiamo e amiamo i twist. I cliff hanger ci fanno venire il mal di stomaco e ci esaltano. Sono quelli che ci fanno deragliare dal percorso intrapreso quando credevamo di essere su un sentiero tranquillo e sicuro. Sono quelli che ci scoperchiamo la testa facendoci gridare al televisore: “NOOOOOOOOOOOOOOOO!”. Sono quelli che rimescolano le carte in tavola chiudendo porte e spalancando portoni. Se sono fatti bene ci fanno sentire dei veri cretini per poi sghignazzare isterici, pronti ad innalzare altari al genio degli sceneggiatori.

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Ma mettevi l’animo in pace. Non è ovviamente di questi che parleremo.

I twist prima di tutto vanno sapientemente dosati. Hanno una chimica delicata che richiede un tempismo perfetto e un’accurata preparazione. Eppure c’è chi ignora queste basilari regole e che ritiene che abbondare sempre sia la soluzione di tutti i problemi. More is more! La storia langue? I personaggi puzzano di muffa? E’ il momento di una mitragliata di twist. Chiedetelo a Revenge come si fa! La nostra reginetta del trash ha fatto del twist selvaggio il suo unico credo, tanto che se ormai non ne abbiamo almeno una dozzina a puntata, ci sentiamo defraudati.

Quello che forse non sapete è che esiste un bigino in possesso di tutti gli sceneggiatori più biechi, che insegna loro come fare; io ne ho trafugata una copia e ne ho fatto un riassunto per voi. Capitolo per capitolo.

1. La pagnotta è nel forno.

La sindrome Moonlighting minaccia ogni sceneggiatore. Gli innamorati non possono e non devono concretizzare il loro amore. Come gestire il “felici e contenti” quando non si è assolutamente capaci? Meglio non gestirlo affatto. Una gravidanza indesiderata è la soluzione a tutti i mali, in ogni situazione. Se c’è stata scappatella di due secondi, il concepimento sarà inevitabile e fatale. Se c’è una ex ancora tiepida, non ci vorrà un nulla a farla riapparire con il pancione. E poi via di esami del DNA ed eredità litigate a go go. Roba da occuparci intere stagioni.

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Lo sanno bene Francis e Lola (Reign) che il fascino di una bella bettola non perdona mai.

2. Una bella ammazzatina.

Non c’è nulla di meglio, in caso di acque stagnanti, che uccidere uno dei protagonisti (se possibile 2). E’ sempre ottimo spunto per tragedie gratuite (da esaurirsi nel giro di mezzo episodio) e melodrammi lacrimevoli. Se non si vuole indugiare troppo sul lutto, è cosa giusta farlo capitare tra una stagione e l’altra. Ma se si vuole strafare, una morte stupida nell’episodio di Natale sarà il top.

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Da tenere sempre in mente poi che:

3. A volte ritornano.

Ricordate sempre: nessuno è davvero morto. Neppure se ne hanno ritrovato i denti, il corpo maciullato, la testa decapitata (Prison Break docet). Neppure se l’evento è su film, se c’erano ottomila testimoni, se i dottori lo hanno dichiarato morto e l’autopsia lo ha confermato. Sarà sempre possibile inventarsi una nebulosa spiegazione scentifica. E se la morte di dato personaggio è causa e motore di un intero telefilm ancora meglio, sarete doppiamente autorizzati alla riesumazione della salma.

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Se vedete David Clarke (Revenge) in giro ditegli di mandare almeno una cartolina alla figlia!

4. Kill’em all

A mali estremi, estremi rimedi. Quando in dubbio uccidili tutti.
Se il cast è folto non ci sarà problema di moria. Se una morte è shockante, immaginate quanto potrebbe esserne una doppia! O tripla!
The Following è esempio calzante. Non contento di aver appena ucciso Parker, ha fatto esplodere Joe e accoltellare Claire e Hardy nel finale della sua prima promettente stagione. Ma prova che gli sceneggiatori erano avidi lettori di questo manuale è l’uso estremo del punto 3. (Alla fine solo la povera Parker era davvero morta). Under the Dome è l’altro telefilm che di questo capitolo ha fatto una vera regola di vita.

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5. Stupisci e stordisci

Se si sta ormai raschiando il fondo del barile da stagioni e i pesci da pigliare sono già stati tutti fritti in padella, la tattica perfetta è quella di stordire lo spettatore con colpo di scena talmente insensato da lasciarlo senza parole per qualche settimana. Svutate il cervello, prendete tutto quello che sapete dei vostri personaggi e gettatelo dalla finestra, immaginate l’immaginabile e avrete il vostro colpo di scena col botto. Lo fanno anche i migliori.

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PS: Gossip Girl era Dan Humphrey Xo Xo
PPS: Tremotino è figlio di Peter Pan (davvero!?)

6. Era tutto un sogno (l’arma finale da usarsi in caso di necessità estrema)

E se siete davvero disperati, se vi siete incasinati così tanto da non sapere più come uscirne, se avete ucciso mezzo cast e il pubblico è in rivolta… c’è il pulsante rosso. Quello del reset totale. Era tutto un sogno. Lo ha sdoganato Dallas dopo aver ucciso Bobby. Tutto è lecito.

Ma voglio lasciarvi con un piccolo talismano anti trash. Con un piccolo accenno a quello che quest’anno è stato la madre di tutti i twist. Non mi ci fate pensare va… vlcsnap-2014-03-26-10h59m38s87

Stay Tuned! Stay Trash!

 

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