666 Park Avenue

666 Park Avenue – 1.05 A Crowd of Demons

Dopo un veramente deludente quarto episodio dove gli autori si erano fermati ad indugiare su storyline inutili se non sonnolente e soprattutto avevano lasciato a casa tutto l’horror factor, in questo quinto appuntamento con il Drake, le cose migliorano in gran parte.

Certo, abbiamo ancora il noiosissimo triangolo, con stalker bionda, che ora si allarga ad un quadrangolo con insipido dottore e storia senza, per ora, né capo né coda. Avrà la sua importanza prima o poi, ma per ora mi sfugge.

Via questo dente, via quel dolore, il resto della storia sembra invece degna di maggiore interesse. Innanzitutto si introduce un pregresso alla storia di Jane; la bambina che continuava ad apparire senza creare più nemmeno un brivido (anche se in questo episodio si impegna un po’ di più) potrebbe essere la famosa nonna che le ha dato il ciondolo e il mostro di fumo il suo bisnonno che la vuole morta, non tanto per la sua cagnitudine nel recitare, ma perché deve ‘completare l’opera’.

L’incipit della puntata infatti fa un bel balzo indietro ad Halloween 1929 al Drake, momento in cui, in piena e devastante crisi economica, migliaia di persone perdevano tutto, alcuni hanno compiuto strani riti, o almeno vi si accenna, e hanno portato il male (quantomeno, questo determinato male dalle fattezze gentili) in questo mondo.

La cosa non si rivela, come prevedibile, molto proficua e il bisnonno di Jane, appena finito di tranquillizzare uno dei suoi soci in ascensore, spacca allegramente la testa alla sua mogliettina, ma non a sua figlia perché è nascosta sotto al letto (sic!). Ma quanta gente è stata assassinata al Drake? Considerando che nei primi episodi si diceva: “no, non mi ricordo niente di particolare successo in questo palazzo”, e ora organizzano giri turistici nei posti delle carneficine… U-tun.

Tutte queste prime sequenze probabilmente si ricollegano al circolo del Dragone del seminterrato e quindi la storia del Palazzo inizia a prendere vita e forma e quindi a renderlo più interessante e con maggior attrattiva verso la curiosità dello spettatore. Questo potrebbe essere fondamentale per 666 Park Avenue, perché il rendere “fisicamente attivo” il Palazzo e non più solamente un contenitore stimola la voglia di saperne di più.

L’altro ottimo punto di questo episodio è ‘introduzione di un vero nemico per Gavin, sicuramente affascinante nella sua prima apparizione, con maschera antigas molto cool, e che rende meno sboroneggiante la figura del nostro amico diavolo e quindi la storia molto più complessa. Tanti gli spunti lanciati li sul tappeto: cosa ci sarà nella scatola misteriosa? Perché Gavin tiene tanto a sua moglie Olivia? In fondo, essendo un demonio non dovrebbe avere tutti sti sentimenti e a quanto pare lei non è che sia così a conoscenza di cosa sia lui (o almeno è un impressione mia).

C’è un inframezzo con una tizia che vorrebbe far fare al tontolone Henry carriera politica, facendogli da PR e per tutto il tempo parlano della sua storia con Jane, ad una festa abbastanza inutile, dove l’inutilissimo quadrangolo descritto a inizio recensione fa cose che non ci interessano, come abuso di medicine, gente che ci prova a caso e SMS equivoci.

Toltoci di nuovo questo intramezzo, Jane scappa dal pazzo che la vuole uccidere, ma con il suo innato senso della Direzione finisce (ok non in lavanderia stavolta) ma in delle cucine abbandonate probabilmente dal 1942 e poi nell’appartamento degli omicidi. Ma posti come atrio, strada, salone delle feste, mai, vero, Jane? Solo sgabuzzini infestati e vicoli ciechi. Brava.

Alla fine gli uccelli comunque la salvano (che sia un riferimento al suo futuro come attrice?) e lei torna un po’ meno serena del solito a casa di un Henry che come sempre non si accorge di nulla. Ma noi ora abbiamo l’uomo dalla maschera antigas e una storia del Drake che si fa interessante, quindi la voglia di vedere il prossimo episodio, c’è ancora.

Comments
To Top