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3% stagione 4: cala il sipario per la serie TV brasiliana. Recensione dell’ultima stagione

3% - Immagine promozionale

Anche 3% è arrivato al capolinea. La serie TV brasiliana di Netflix è infatti terminata quest’anno con la quarta stagione, disponibile sul servizio di streaming online americano dallo scorso agosto. Dopo mille anticipazioni ed attese il viaggio di Michele (Bianca Comparato) e dei suoi amici si è concluso in una manciata di episodi, spesso lenti, ma sempre incentrati sulla manipolazione della mente umana e sul sogno di un futuro migliore. Il punto centrale di 3% stagione 4 rimane il conflitto tra André (Bruno Fagundes), principale antagonista della serie TV che insieme alla Divisone ha preso il sopravvento sul Consiglio, e gli eroi protagonisti della serie TV che in questi ultimi episodi sono guidati da Joana.

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3% - Cover
3% – Cover

Dove eravamo rimasti…

3% stagione 4 inizia là dove il precedente capitolo ci aveva lasciati. Marcela Alvares (Laila Garin) è stata catturata e ora vive con Michele e gli altri alla Concha, la comunità collaborativa fondata dalla stessa Michele con l’aiuto dell’amico Fernando (Michel Gomes). Joana (Vaneza Oliveira), Marco (Rafael Lozano), Rafael (Rodolfo Valente) e pochi altri decidono di tentare il tutto e per tutto per distruggere l’Offshore, questa volta ricorrendo ad un impulso elettromagnetico, la stessa tecnica che la Coppia Fondatrice adoperò per il Continente.

È la stessa trama di sempre con Michele che cerca di progettare la distruzione totale del Processo per un futuro migliore, ma alla fine tutto si riassume in una lotta all’ultimo sangue tra la donna e suo fratello. La nota positiva, che differenzia questa quarta stagione dalle altre, è la presenza di numerosi flashback sui vari personaggi che abbiamo seguito sin dal pilot, ricordi che aggiungono, di episodio in episodio, nuovi dettagli sulla loro vita passata.

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Un finale coerente con le passate stagioni

Non voglio “spoilerare” dunque non vi racconterò nulla di quel che accade in quest’ultimo capitolo, sebbene questa sia una recensione, perché io stessa non sopporto leggere spoiler. Quel che vorrei raccontarvi invece sono le mie impressioni su questi ultimi episodi. Ho adorato questa serie TV sin dal suo pilot, scoperto grazie al consiglio di un amico. Da quel momento è stato amore a prima vista e ho seguito le avventure di Michele e dei suoi amici sino alla fine (contrariamente all’amico sopracitato che ha abbandonato lo show dopo la prima stagione… sembrerebbe per mancanza di tempo).

Ammetto di non aver adorato moltissimo il finale, sebbene sia stato creato coerentemente con l’intera narrazione. Comunque grazie a quest’ultimo capitolo mi sono sicuramente appassionata di alcuni suoi personaggi. I miei top 3 sono stati sicuramente:

  • Joana, che è diventata in questi episodi la leader del gruppo prendendo il posto della stessa Michele. Una donna coraggiosa, determinata e allo stesso tempo terribilmente infelice e malinconica per la lontananza dalla sua famiglia d’origine;
  • André perché il fascino del villain è per me sempre una debolezza, ma anche perché alla fine il telespettatore riesce a capire cosa lo ha spinto a diventare così malefico e intenzionato a porre fine alla Concha e potenzialmente persino a familiari e amici pur di mantenere in vita il Processo;
  • Infine Marcela, la donna forse più odiata nelle precedenti stagioni, ma che alla fine si scopre avere un cuore dietro quell’enorme e inscalfibile corazza.

Gli altri personaggi hanno mostrato invece, a mio avviso, caratteri e motivazioni vacillanti tanto da cadere facilmente in secondo piano, anche se parte del cast principale dello show.

3% - Serie TV Netflix
3% – Michele e Joana

Che dire dunque di 3%?

Sicuramente è una serie TV adatte agli amanti degli show distopici e post apocalittici. Per chi è curioso come me di produzioni non americane nè inglesi, 3% è sicuramente da vedere. E’ uno show davvero ben fatto, sia come trama e sceneggiatura, sia come effetti speciali e ambientazioni.

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