fbpx
1992

1992: Recensione episodi 1.05 Episodio 5 e 1.06 Episodio 6

1992 può essere letta in due modi diversi a seconda della volontà dello spettatore che la sta guardando. Può essere osservata da un punto di vista tecnico. Da un pubblico critico perché proveniente dalla visione di altre serie tv, non solo straniere. Da un insieme di spettatori capaci cioè di notare i difetti, le carenze, le falle e anche i pregi della serie. 

A questo tipo di pubblico e di visione 1992 non starà piacendo, o almeno non starà soddisfacendo a pieno. Perché per chi (come noi di Telefilm Central) è abituato a1992-episodio5 serie televisive come True Detective o House of Cards (tutte in onda su Sky Atlantic in contemporanea a 1992) è facile vedere l’abisso tra questi prodotti. Abisso che se inizialmente si limitava alla recitazione e ad alcuni dialoghi, arrivati al sesto episodio possiamo tranquillamente dire che comprende l’intera struttura narrativa. I personaggi di 1992 appaiono allo sbando, pur partendo tutti da una caratterizzazione molto forte (forse anche troppo) sono andati sfumando, quasi dissolvendosi con gli eventi che li hanno travolti ma senza una giustificazione apparente. Sia Pastore che Notte oscillano per questi due episodi tra il voler essere e la loro natura che però non capiamo quale sia. Pastore che vorrebbe portare a termine la sua vendetta smascherando il traffico del sangue infetto ma si fa coinvolgere sentimentalmente da Bibi, nonostante sia un poliziotto e abbia avuto intuizioni geniali a inizio stagione (ricordate chi ha suggerito secondo la serie di non processare per direttissima Chiesa?) cade in un sentiero al cui termine c’è un burrone profondissimo ma annunciato.

Il personaggio stesso di Bibi oltre a voler essere un “ritratto” della figlia di papà in pieno stile grunge, non ha una funzione se non quella di complicare la trama quando serve: succede nel quinto episodio con la droga, e nel sesto con la presa di posizione nell’azienda del padre e il tradimento del povero Pastore. Dall’altra parte Leonardo Notte piange sopra il vinile dei Clash ed è spinto dalla sceneggiatura a mostrare un lato sensibile o fragile dato dal suo passato, tanto sensibile da stare con una quindicenne l’episodio successivo. Anche in questo caso un personaggio ben costruito come quello del pubblicitario sembra sgretolarsi davanti agli occhi del pubblico invece di arricchirsi e crescere. Aggiungiamo a tutto ciò la narrazione che inizia a indebolirsi e che deve sfruttare citazioni alla “Grande Bellezza” e dialoghi di una banalità mortale “La politica è non mantenere le promesse” (e il fuoco brucia) e avrete ben chiaro il perché chi di serialità televisiva ne capisce qualcosa non potrà mai promuovere 1992.

1992laserie-episodio5-internoL’unico personaggio veramente degno di nota è quello di Bosco che. proprio perché. a differenza dei comprimari. sta facendo un percorso ascendente, ha una storyline più interessante da guardare e che intrattiene e stupisce maggiormente. Peccato per la banalità del rapporto con Veronica Castello e relative scene troppo esagerate anche per una serie di fantasia.

Abbiamo detto che però 1992 può essere letta in due modi diversi. Andando oltre la mera critica, la recensione e oltrepassando lo schermo 1992 è un’enorme opera di memoria. Una serie che vuole palesemente costruire un ponte tra passato e presente per sollevare dubbi sul nostro qui e ora. E lo fa non ricorrendo al “si stava meglio quando” ma sbattendo in faccia allo spettatore la ciclicità di certi avvenimenti. Così si giustifica la scelta di inserire la Lega, i pubblicitari e la televisione. La potenza delle immagini, degli slogan, del concetto di domanda e offerta, che a noi sembrano così quotidiani vengono amplificati e, per questo. 1992 ricorda a tutti come eravamo e come eravamo terribilmente superficiali e vuoti cercando di utilizzare il passato per avvertirci dei rischi del presente.

La cosa da non fare è pretendere da un prodotto televisivo qualcosa che non può fare: insegnare. Molta stampa italiana ha criticato la serie per la1992_ep6_ mancanza di veridicità dei fatti e per aver creato confusione con personaggi realmente esistiti (come nel caso della cena di Segni lo scorso episodio). Il vero problema in questo caso è che ci si dimentica che stiamo parlando di intrattenimento, di storia, di narrazione e che la funzione educativa e sociale della televisione è un retaggio di un passato spazzato via proprio da quegli anni lì. 1992 non racconta tangentopoli, non è un biopic su Di Pietro, né su Berlusconi e forse se ci fosse un minimo di abitudine a prodotti del genere critiche del genere non vedrebbero neanche l’ombra delle rotative.

Sky presenta non il suo migliore lavoro, ma un prodotto che mette in risalto il talento registico e del comparto sonoro che abbiamo a disposizione, senza scordare la fotografia e il montaggio. Triste è però vedere come le falle siano nella sceneggiatura e nella recitazione.

Good Luck!

Comments
To Top