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Westworld: ecco cosa è stato discusso al PaleyFest

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Uno degli eventi più attesi al PaleyFest è stato il panel di Westworld, serie HBO basata sull’omonimo film del 1973, diretto da Michael Crichton.

Jonathan Nolan e Lisa Joy, co-creatori della serie, insieme a Evan Rachel Wood, James Marsden, Thandie Newton, Ed Harris e Jimmi Simpson, hanno condiviso le esperienze vissute nella prima stagione e hanno introdotto il discorso della seconda.

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Gli attori hanno sottolineato di essere stati all’oscuro per quanto riguarda i colpi di scena, il destino dei loro personaggi e il futuro del parco divertimenti; cosa che è stata loro di grande aiuto.

A tal proposito, Marsden ha dichiarato: “Avevamo molte domande, ma ben presto sono stato a mio agio non avendo tutte le risposte; l’entusiasmo è una cosa meravigliosa, ma quando lasci che la serie ti si riveli nel tempo, è molto più soddisfacente”

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Con la seconda stagione in programma per il 2018, i creatori sono determinati a non ripetere il passato: il pilot, infatti, doveva andare in onda nel 2014, ma a causa di una serie di ritardi nella produzione, il progetto è stato poi annullato; per evitare che ciò accada ancora, la coppia di sceneggiatori si è presa l’impegno di scrivere tutti i 10 episodi prima che inizi la produzione della nuova stagione.

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Ovviamente nulla è stato rivelato; quello che si sa dall’ultimo episodio è che verrà esplorata una nuova parte del parco, cioè, Samurai World.

Parlando di quello che possiamo aspettarci, Nolan ha detto: ‘Qualcuno su Reddit ha già capito il twist del terzo episodio, quindi stiamo apportando le dovute modifiche […] non ci si può lamentare quando i fan sono così coinvolti; è molto gratificante’.

Un momento molto importante della serata è stato quando Thandie Newton ha affrontato il tema della violenza sulle donne presente nella serie:

“Quando abbiamo iniziato la promozione della prima stagione, alcune persone si sono chieste se tutta quella brutalità sarebbe stata gratuita; e anche se eravamo spaventati per la possibile reazione, volevamo mantenere quell’elemento, perché era proprio quello il punto: noi siamo in questa situazione; c’è una strada che possiamo intraprendere per uscirne? Ero entusiasta di vedere dove lo show avrebbe potuto portare, non solo noi attori, ma anche il pubblico; so che può sembrare iperbolico, ma per come è il mondo al giorno d’oggi, credo che Westworld possa essere parte della soluzione, non il problema; per molti dei ruoli che ho interpretato, mi sono spesso sentita come se dovessi mettere il mio attivismo (contro la violenza sulle donne) da parte; dovevo solo essere un’attrice, fare quello che dovevo fare, ma con Westworld ero un’attivista ogni giorno che andavo sul set; mi sono sentita parte della soluzione ogni singolo giorno”.

 

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