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Good Wife (The)

The Good Fight: recensione dell’episodio 1.05 – Stoppable: Requiem for an Airdate

The Good Fight

Una delle ricette vincenti di The Good Wife è sempre stata quella di mettere Elsbeth Tassioni, l’avvocatessa più svitata di Chicago con le sue stramberie e le sue borse fiorate, contro i più malefici e spietati avversari. Vedere come la sottovalutano e poi come lei li mette regolarmente al tappeto. Non è quindi una sorpresa che anche in questo nuovo episodio di The Good Fight la formula funzioni perfettamente.

Il mefistofelico, spocchioso, bugiardo Mike Kresteva è tornato sui nostri schermi più antipatico che mai. Un bolso Matthew Perry è perfetto nella parte del malefico arrivista pronto a tutto pur di ottenere quello che vuole, tanto che la tentazione sarebbe quella di saltare dentro allo schermo per schiaffeggiarlo di persona. Ben felice di pescare nel torbido, dopo aver tormentato Diane, Kresteva volge le sue mire su Maia e sulla sua precaria situazione, pronto a mettere uno contro l’altro gli stessi membri della famiglia Rindell. Che ci sia davvero motivo di temere sulla lealtà del padre di Maia? Carrie Preston come al solito è spettacolare nella parte dell’avvocatessa solo in apparenza un po’ svanita e confusionaria e le sue interazioni con qualsiasi personaggio sono impagabili: è furba e implacabile con Kresteva, buffa e sconcertante con il grande e grosso Boseman (adoro Delroy Lindo sempre di più), intelligente e diretta con Maia.

Ma la bellezza di questo cast non dovrebbe ormai essere più una sorpresa, se non fosse che ad ogni episodio mi lascia sempre più deliziata. Cush Jumbo (Lucca), in tribunale, con il suo pungente sarcasmo e la sua grinta, è uno spettacolo impareggiabile (bellissima la scena con Colin spettatore e poi quella quando sono a letto insieme), Christine Baranski con il suo carisma e la sua fragilità sorprende sempre, Sarah Steele (Marissa) non manca mai di rubare una risata sonora e anche personaggi più di secondo piano come Erica Tazel (Barbara) si fanno volere sempre più bene diventando insostituibili. Insomma, con un cast così non c’è una sola interazione o un solo dialogo che risultino piatti o superflui.

The Good Fight

Romanticismo in aula

C’è anche tanto spazio per nuove e vecchie coppie in questo episodio e tutte non mancano di farci sospirare. Arriviamo di slancio all’atteso primo appuntamento a base di milkshake e il bacio (l’allarme dell’auto un classico) tra Colin e Lucca non delude. Io sinceramente non so come facciano i King a creare personaggi (e scovare attori) con così tanto fascino. Ma questo Colin con la sua sfacciataggine e la sua esasperante sincerità è ben difficile da ignorare. Se nel primo episodio l’avevo trovato forse un po’ troppo sopra le righe, Justin Bartha ormai mi ha completamente conquistato e il fatto che la relazione tra lui e Lucca stia procedendo così in fretta ci fa stare tutt’altro che tranquilli, promettendo deliziosi sconquassi. Molto bella la scena tra i due a letto con un chiaro riferimento ad Alicia e ad una delle fragilità di Lucca che già ci aveva stretto il cuore in The Good Wife. L’altra coppia da sospiri ovviamente è quella dei nostri Kurt e Diane, che continuano a danzarsi intorno, si aiutano, si sostengono reciprocamente, condividono una nottata appassionata ma ancora non riescono a ricucire lo strappo del finale di The Good Wife. Noi ovviamente facciamo un tifo sfegatato per loro, ma la fiducia per essere riconquistata ha bisogno di tanta perseveranza.

Maia e i suoi guai

Se proprio devo trovare una sbavatura allo show in questo momento, riguarda il personaggio di Maia che, pur avendo una storyline interessante che si sta intrecciando con quella dello studio legale per vie traverse, rimane abbastanza separato dal gruppo. Mi piacerebbe vedere Maia impegnata sul campo come avvocatessa alle prime armi, piuttosto che trovarla sempre  a occuparsi delle proprie faccende personali. In fondo risulta anche un po’ poco credibile che al posto di lavorare Maia sia sempre impegnata a sistemare i suoi guai, soprattutto in una fase della carriera dove si immagina dovrebbe sgobbare a più non posso.

The Good fight

Un caso molto reale

Per quanto riguarda il caso della settimana i King, come promesso, non esitano a sfoderare ancora una volta la carta Trump e il suo modo molto controverso di trattare con i media. Una stoccata ben assestata al nuovo presidente, al suo modo assurdo di gestire la politica via twitter e al suo tentativo di mettere un bavaglio ai media che gli sono poco favorevoli. Il caso fa riferimento ad un evento realmente accaduto, con un episodio di SVU che trattava proprio un caso di molestie sessuali a carico di Trump e che, con la sua elezione, è stato tolto dal calendario e indefinitamente messo in attesa. Che sia la messa in onda via cavo a permettere allo show di essere così spregiudicato? Certo, anche in passato i King non si erano mai tirati indietro nel trattare argomenti di attualità politica ed è anche per questo che abbiamo imparato ad amarli.

L’episodio si chiude con il fastidioso Neil Gross come nuovo cliente dello studio, che sicuramente non mancherà di creare qualche guaio, e con Diane che con un colpo di mano diventa addirittura name partner. Un po’ troppo facile? Un po’ troppo presto? Staremo a vedere. Intanto lo show continua ad essere intrigante e intelligente, guadagnandosi meritatamente il rinnovo per una seconda stagione.

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1.05 – Stoppable: Requiem for an Airdate
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