Good Place (The)

The Good Place: Recensione della prima stagione

The Good Place
NBC

Tra le molte citazioni filosofiche sull’etica e sulla morale e le buffissime storpiature delle parolacce automaticamente modificate dal ferreo regolamento della “parte buona”, siamo già arrivati alla fine della prima stagione di The Good Place. Mi ero approcciata alla visione della serie con aspettative non altissime visto che comunque si tratta di una comedy, invece devo dire che questa serie è andata ben oltre le mie previsioni regalandomi 13 puntate divertenti ed allo stesso tempo riflessive, caratteristica non diffusa tra le comedy. I punti di forza sono stati diversi facendo di questa serie una bella sorpresa.

The Good Place

Personaggi ben caratterizzati

Uno dei motivi che mi hanno spinta a cominciare la visione, ed anche il più preponderante, è stata la presenza della sempre meravigliosa Kristen Bell che infatti anche in questa sua interpretazione di Eleanor non delude per nulla essendo perfettamente in parte, fresca e divertente sia nelle parti più seriose che in quelle più leggere del suo personaggio. E’ proprio chiara in lei e resa perfettamente la trasformazione del suo character da badass a persona migliore, a cui arriva tramite un percorso di crescita personale grazie all’aiuto dei suoi nuovi amici.

Anche questi altri personaggi, nonostante le poche puntate, sono stati caratterizzati, ma anche interpretati dagli attori, molto bene: l’eterno indeciso Chidi è un ragazzo buono e dedito alla filosofia, Tahani è una ragazza ricca e fashion che cerca sempre di dare una mano, Jason è un ragazzo perso nel suo mondo, ma anche una causa persa e Janet è il robot tutto fare senza sentimenti ma con tante idee. Questi personaggi fanno esperienze che li cambiano ed insieme costruiscono una storia che li fa giungere a realizzazioni profonde su se stessi e sul mondo che li circonda. E poi c’è Michael, l’apparentemente buon padrone di casa con le sue insicurezze che si rivela essere il motore di un plot twist inaspettato e sorprendente.

The Good Place

La trama che non ti aspetti

The Good Place parte come una normalissima comedy raccontando di questa fantastico, stravagante e coloratissimo luogo in cui finiscono le persone decedute che in vita sono state buone ed altruiste, chiamato appunta “la parte buona”. Ognuno di loro, prima di morire, ha accumulato dei punti in base alle buone azioni compiute che hanno permesso loro di trovarsi in questo luogo e non in “ the bad place”. Ma questa è solo la premessa perchè da qui in poi si dipana davanti a noi, puntata dopo puntata, una trama fatta di colpi di scena sorprendenti.

Così tra personaggi non al posto giusto, tentativi di migliorare se stessi per non farsi scoprire, cliffhanger, confessioni non preventivate, confuse dichiarazioni d’amore, personaggi fuori dall’ordinario e matrimoni esilaranti, si arriva a quella svolta nella trama che non era assolutamente prevedibile e che aumenta non di poco il gradimento di The Good Place.

Ecco, tutto ciò non era assolutamente immaginabile, soprattutto perchè per una comedy è inusuale questo tipo di twist narrativo. E quando una serie riesce a stupirti al punto che tu non hai la più pallida idea della direzione che stia prendendo, allora ha vinto tutto. Standing ovation per una serie partita in sordina, ma che si è dimostrata un piccolo gioiellino. C’erano sparsi qua e in là piccoli indizi di ciò che Michael stava tentando di fare, ma erano davvero difficili da “vedere”.

Migliorare se stessi

Inoltre bisogna aggiungere che The Good Place ruota molto attorno alla morale così da aprire anche a momenti di riflessione su noi stessi e sulle nostre azioni, sulle persone che siamo e su come potremmo migliorare facendo attenzione alle piccole cose nel quotidiano. Esempio lampante di tutto ciò è Eleanor la cui storia è ovviamente portata all’esagerazione per divertire, visto il genere in cui ci troviamo, ma che ben arriva al nocciolo della questione: non è necessario cercare un’impossibile perfezione come fanno Tahani o Chidi senza capire che comunque stanno sbagliando qualcosa, è sufficiente impegnarsi ad essere una persona migliore di quella che si è.

The Good Place

Conclusioni

The Good Place con le prime puntate sembrava una serie dalla trama scontata costruita con episodi da caso della settimana, invece dopo pochi avvenimenti che dovevano semplicemente presentare la situazione in cui ci troviamo, si è sviluppata una trama che ha lasciato piacevolmente colpiti. Il classico format da 20 minuti ed un ordine di puntate di 13 episodi sono stati un’arma in più perchè in poche puntate ed in poco minutaggio si sono potuti condensare gli avvenimenti più importanti senza perdersi troppo in episodi filler. The Good Place ci lascia con un cliffhanger non da poco e quindi noi non possiamo che sperare che la serie venga rinnovata!

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