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BrainDead: Recensione della Prima Stagione

BrainDead

Per quel che mi riguarda BrainDead è la vera rivelazione dell’estate. Ed è probabilmente una delle più belle sorprese del 2016. Okay Strange Things, rassicurantemente nostalgico, va bene Mr. Robot in tutta la sua bellezza… siamo tutti d’accordo. Ma i King con BrainDead provano qualcosa di nuovo, di sorprendentemente strambo, divertente e coinvolgente e lo fanno mischiando un’infinità di generi, fantascienza, satira politica, thriller, mistero e pure una bella storia d’amore e il tutto supportato da un cast, che così come era stato per The Good Wife, si dimostra assolutamente perfetto.

BrainDead Il pilot, per quanto mi avesse incuriosito, aveva sollevato più di una domanda sulla direzione che avrebbe preso il telefilm e la parte politica, abbastanza complessa per un non residente degli Stati Uniti, e mi aveva un filo intimorito. Ma l’idea di insetti alieni mangia cervello usati per giustificare le assurdità politiche davanti a cui ci troviamo tutti i giorni era troppo ghiotta.

E per fortuna ci è voluto pochissimo al telefilm per trovare il giusto passo e il suo equilibrio, dosando con cura una sfumatura di surreale che è riuscita a bilanciare tutti gli elementi e a rendere credibili (anche quando non sarebbe stato possibile) gli assurdi accadimenti. Non ci troviamo davanti ad una commedia, anzi, eppure alcuni episodi sono riusciti a farmi ridere come ben pochi altri telefilm. Vogliamo parlare della prima focosa notte di Laurel e Gareth a base di cioccolata e salame? O quella sessione del governo dove i senatori alzavano le mani scompostamente o sbattevano contro le pareti? Senza contare episodi davvero tesi come quello dove Laurel se la deve vedere con un ormai classicissimo water boarding.

BrainDeadIl cuore del telefilm è perfettamente rappresentato dalla coppia di giovani innamorati, Laurel e Gareth, divisi da diverse posizioni politiche. Inutile non richiamare alla mente Diane e Kurt di The Good Wife che già avevano fatto scuola come coppia innamoratissima, ma su opposte barricate politiche. Entrambi idealisti, entrambi decisi, intelligenti e ambiziosi, ma allo stesso tempo corretti e di animo profondamente gentile. E’ questo a spingerli uno verso l’altro, una comune ragionevolezza che sembra distinguerli dalla massa di politicanti che, posseduti o no dagli insetti, litigano e schiamazzano tutto il tempo strappandosi i capelli sulle questioni più assurde. Esilarante è il modo in cui i King scelgono di rappresentare i due schieramenti, Repubblicani e Democratici, esagerandoli entrambi fino al ridicolo. E non c’è molto da parteggiare per l’uno o per l’altro davanti al loro cieco estremismo, tanto che gli stessi insetti non si curano affatto di chi sia il migliore per la loro causa, ma li infiltrano parimenti.

Se Laurel e Gareth sono il cuore pulsante di BrainDead, Red e Ella gli rubano quasi la scena,  soprattutto grazie a delle stratosferiche performances di Tony Shalhoub e Jan Maxwell. In special modo Tony Shalhoub è semplicemente sensazionale nei suoi deliri politici, inquietante ed esilarante in egual misura e non nominarlo per qualche award questa stagione sarebbe un delitto imperdonabile.
BrainDeadA metà strada si trova Luke, un po’ politicante, ma non del tutto piegato dalla macchina. Con tutte le sue debolezze, ma pur sempre pronto a prendere la decisione giusta quando questo lo richiede. Con un Danny Pino perfettamente a suo agio nella parte del brillante e sfacciato giovane senatore e del fratello affezionato.

Come dicevo all’inizio, un altro elemento che mi è piaciuto moltissimo, è stata la relazione amorosa tra Gareth e Laurel che pur nel contesto strampalato ha mantenuto una semplicità e una freschezza difficili da trovare altrove. Aaron Tveit ha trovato il ruolo perfetto per lui e la parte del sincero innamorato gli dona tantissimo (così come combattere un tentato omicidio con un cartone di pizza). Mentre Mary Elizabeth Winstead, che non conoscevo, è una piacevolissima sopresa e una perfetta protagonista a cui è facilissimo affezionarsi. Impossibile infine dimenticare il dottor Bob Bob e Rochelle, le perfette spalle dei nostri eroi che si bilanciano splendidamente l’un l’altra, lui completamente fuori di testa e lei posata e razionale.

BrainDeadIl finale non delude, con l’ignaro Gary a tracciare inconsapevolmente la parola fine, e la logica conclusione che per fare il politico, in fondo, può bastare anche mezzo cervello è perfetta. La storia si conclude con una pioggia di fiori e tutte le storyline portate a termine in modo soddisfacente, tanto che se anche non ci sarà una seconda stagione (come è purtroppo probabile) noi possiamo andarcene soddisfatti e contenti. Un grazie speciale va ai King per un altro gioiellino divertente e intelligente.

PS: non potevo chiudere senza menzionare i riassunti cantati ad inizio episodio che col tempo sono diventati sempre più strambi. Spettacolo!

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Prima Stagione
  • Splendida sorpresa!
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