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Preacher

Preacher: Recensione dell’episodio 1.06 – Sundowner

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È una domanda che da millenni tormenta l’uomo e che puntualmente si ripete quando eventi tragici causano la morte di innocenti (peggio ancora se bambini). Perché esiste il male? Già Epicuro aveva sintetizzato in maniera chiara la natura logica del problema: se esiste un dio onnipotente e perfettamente buono, allora il male non esiste; il male esiste; allora un dio onnipotente e perfettamente buono non esiste. Addentrarsi in un dibattito filosofico e teologico ancora aperto dopo millenni è qualcosa da evitare in una recensione, ma non si può non ricordare che una delle risposte teiste più diffuse (elaborata, ad esempio, dal filosofo americano Alvin Plantinga sul finire degli anni settanta) vede Dio permettere il male onde conseguirne un bene superiore ossia il libero arbitrio. Ed è proprio questo dono prezioso il motore immobile del sesto episodio di Preacher.

Preacher 1x06Eppure, il cold open ha un tenore tutt’altro che riflessivo lanciandosi in una adrenalinica, irridente, eccitante, entusiasmante battaglia tra un indomabile Serafino e il terzetto composto dai due angeli Fiore e DeBlanc e un Jesse subito a suo agio nel tornare ai modi di un tempo. L’aggiunta di Cassidy (che ha la capacità di comparire sempre nel posto giusto al momento giusto) rende il tutto ancora più schizofrenico e la scelta di inquadrare parte del combattimento da un buco nel muro ha il pregio di lasciare intendere la violenza dello scontro (segnato dai lampi di luce che precedono la resurrezione degli angeli morti) senza scadere in uno splatter esagerato (evocato efficacemente dalla catasta di cadaveri finale). L’intro in stile Pulp Fiction sotto steroidi può anche essere visto come lo sparo a salve della pistola di uno starter perché è da questo momento che la serie sembra iniziare finalmente ad accelerare smettendo di descrivere il contorno (sempre argute le frasi sul cartello all’ingresso della chiesa, comunque) per dedicarsi a far evolvere sostanzialmente lo status dei suoi personaggi. Merito dell’acquisita consapevolezza di Jesse sulla natura del suo potere che fa perdonare anche i minuti iniziali dove la presentazione di Genesis è servita agli spettatori in maniera fin troppo didattica (qualcuno ha detto spiegone?). Jesse ora sa che non è un dono di Dio il potere che ha dentro, ma piuttosto il frutto reietto dell’improbabile unione di un angelo e un demone. Proprio la presenza di questo secondo ingrediente aiuta a spiegare il finale del precedente episodio con Quincannon che interpreta il servire Dio come una buona ragione per uccidere gli imprenditori della Green Acre portati da Miles. Non è puro bene quello che Jesse instilla negli altri, ma anche male e se e quando questo possa prendere il sopravvento non è possibile sapere. Per questo Fiore e DeBlanc lo ammoniscono a non usare mai il potere di Genesis, ma questo stesso potere sta già agendo dentro di Jesse senza che lui voglia o possa o sappia riconoscerlo.

Preacher 1x06Perché di chi è la voce che sente parlare dentro di sé? Come gli domanda significativamente un Miles indeciso su come gestire il problema Quincannon, come si può essere certi che quella è la voce di Dio e non la tua stessa che stai decidendo di scambiare per quella divina perché così ti conviene? In fondo, è una questione di libero arbitrio. Jesse ha scelto liberamente di seguire la promessa fatta al padre di salvare le anime degli abitanti di Annville e liberamente ha deciso di allontanarsi da Tulip e dalla sua vita passata pur di adempiere a questo compito. Altrettanto liberamente decide ora di non privarsi di Genesis per non privarsi dell’opportunità di realizzare quella missione. Perché questa è la volontà di Dio? Si, secondo Jesse. No, in realtà. Perché abusare di Genesis è cercare una facile scorciatoia per tacitare la propria coscienza e finalmente lasciare quella chiesa di campagna che sta fin troppo stretta al predicatore. E perché, come suggerisce Eugene, costringere gli altri a scegliere il bene significa barare e privarli di quel libero arbitrio che è il dono primario di Dio. Che Jesse non sia un discepolo modello, d’altra parte, lo si capisce anche dalla rabbia incontrollata con cui spedisce (letteralmente?) Eugene all’inferno quasi a voler mostrare anche visivamente una malvagità crescente figlia probabilmente della doppia natura di quel Genesis che da ospite gradito potrebbe trasformarsi in invadente despota.

Preacher 1x06Jesse insisterà ad usare la Voce del Comando? Mostrare la luce ai cittadini di Annville significherà privarli del libero arbitrio? “Cosa sarebbe la vita senza la possibilità di fare scelte stupide? Il libero arbitrio è fondamentale” è uno degli aforismi più tipici del dr Gregory House. Stupida potrebbe sembrare la scelta di Eugene che chiede a Jesse di convincere la signora Loach a ritirare il suo perdono perché proprio grazie a questa svolta ora Eugene a scuola non è più emarginato. Con grande sorpresa (sia sua che nostra) i ragazzi che lo trascinano in un campo isolato non lo stanno ingannando, ma al contrario vogliono davvero coinvolgerlo in qualcosa di divertente e regalargli un attimo di gioia. Ma davvero Eugene vuole essere felice? O è ancora troppo grande il senso di colpa per pensare che basti un perdono elargito su comando altrui per cancellare l’eterna pena che è convinto di meritare? E se Dio volesse punirlo che diritto avrebbe lui o chiunque altro di impedire questo tormento? Eugene nella sua deformità resta il personaggio più umano della serie per cui è improbabile che l’esilio all’inferno ordinato da Jesse duri molto. Quanto durerà, invece, l’insolito affiatamento tra Emily e Tulip è più difficile da pronosticare. Ma le due pretendenti a Jesse (perché, pur nel suo essere dimessa, anche la fedele aiutante prova più che amicizia per il pastore) sono esempi di personaggi che hanno esercitato in pieno il loro libero arbitrio per fare scelte opposte. Tanto al servizio degli altri e rispettosa del bene è Emily quanto egocentrica e infatuata del male è Tulip. Eppure, la chimica tra le due funziona merito forse dell’antico motto secondo cui gli opposti si attraggono.

Sundowner è un episodio che può segnare la svolta per una serie che si stava crogiolando troppo in lunghi preliminari senza decidersi a partire. La rivelazione della natura di Genesis e la deriva rabbiosa di Jesse sono probabilmente i primi passi di quella che potrebbe essere una corsa elettrizzante. Liberi di scegliere, a questo punto, se dare fiducia agli autori. Noi qui si vota convinti per il sì.

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1.06 - Sundowner
  • Libero Arbitrio vs Voce del Comando
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