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Cinema

Dal Libro al Film: Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry

Ammarare nel deserto, chiacchierare con il bambino che eri e che sei ormai solo in parte perché l’adulto di oggi ha bisogno di trovarsi in uno stato di necessità per avere i modi, i tempi e le parole per fare i conti con  ciò che sognava, sperava, inventava e credeva.


il piccolo principePrima di De Saint-Exupéry c’è stato il fanciullino di Pascoli
a sua volta frutto di una rielaborazione di un mito di Platone. Ma De Saint-Exupéry trova un linguaggio tutto suo, sintetico, diretto al cuore, poetico e moderno.

Scritto e disegnato (gli indimenticabili acquerelli sono dell’autore stesso) durante la Seconda Guerra Mondiale, è un long seller universale, tradotto persino in alcuni dialetti. A dispetto delle apparenze e del sentire di alcuni, non è affatto un libro per bambini, non si tratta di letteratura per l’infanzia; è piuttosto una lettura tanto veloce quanto profonda, diretta al bambino che c’è nel lettore adulto e che combatte per non esalare l’ultimo respiro. L’autore propone una riflessione sui grandi temi della vita.

In una pagina l’essenza dell’amore racchiusa nel gesto di “addomesticare” ossia rendere unica una rosa tra tutte le rose del mondo, prendersene cura, sostenerne i capricci e le superbie, tornare da lei dopo essere diventati adulti. E’ una volpe l’indimenticabile maestra d’amore del Piccolo Principe, è lei che ci invita alla riflessione sull’importanza dell’attesa, dell’intima abitudine, della fiducia, dell’impegno e della costanza.

il piccolo principe

E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi,la mia vita sarà come illuminata.  Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica.

 

In un’altra pagina la delicatezza di chi è pronto a lasciare il mondo con la promessa di restare tra le stelle, stelle che ridono.

         Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse [le       stelle], visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere.

E poi c’è la preziosa fantasia dei bambini versus la stupidità degli adulti che si consumano nella superbia, nella cupidigia, nelle dipendenza, nei vani tentativi di sistematizzazione del mondo e perdono di vista l’essenziale.

         Ecco il mio segreto. Non si vede che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli  occhi.

Rimane un romanzo da rileggere periodicamente per ritrovarsi e fare il punto della situazione con se stessi. Il tentativo di trarre un film dal romanzo è un atto di coraggio.

Il piccolo principeIl cartone animato digitale (qui la recensione dettagliata del film) che racconta la storia di una bambina stressata e del suo nuovo bizzarro amico aviatore è il pretesto per il racconto in stop motion del romanzo Il Piccolo Principe. Il racconto è in massima parte rispettato. I disegni di De Saint-Exupéry prendono vita e restano delicati e preziosi; l’immagine sul grande schermo della volpe e del Piccolo Principe di spalle e vicini è di una bellezza commovente.

Ai cultori del libro mancherà forse la pedanteria di quel Piccolo Principe cocciuto come solo un bambino sa essere. E poi, certo, se al termine della lettura del romanzo l’anima del lettore è forse malinconica ma accolta e consolata, le immagini del film colpiscono con più violenza e chiamano le lacrime dei più sensibili.

Il lungo epilogo del film nulla ha a che fare con il romanzo e strizza l’occhio ai bambini (gli stessi portati al cinema dai genitori a vedere Inside Out) dimenticando completamente lo spettatore adulto. Ma almeno un paio di finezze rispettose e delicate non saranno sfuggite al lettore attento e maturo.


La volpe, maestra d’amore nel romanzo, nella parte digitale del cartone animato diventa l’inseparabile peluche animato
della bambina nella sua avventura alla ricerca dell’adulto Piccolo Principe; una specie di riconoscimento della centralità della sua figura e di ciò che rappresenta.

Come si chiama la vostra volpe?

Il deserto metaforico della piccola protagonista, lo spazio digitale in cui prende forma la rocambolesca ricerca dell’adulto Piccolo Principe, è l’interno delle sue moderne boules à neige, regali di un padre così lontano che neppure si sente la necessità di giustificarne l’assenza né tanto meno di chiamarlo per nome.

Qual è il vostro deserto? Dove avete incontrato il vostro Piccolo Principe?

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